INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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Infortuni e malattie professionali, online gli open data Inail di gennaio

Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Istituto nel primo mese del 2023 sono state 39.493 (-31,4% rispetto al gennaio 2022), 43 delle quali con esito mortale (-6,5%). In aumento le patologie di origine professionale denunciate, che sono state 4.756 (+44,3%)

ROMA - Nella sezione “Open data” del sito Inail sono disponibili i dati analitici delle denunce di infortunio – nel complesso e con esito mortale – e di malattia professionale presentate all’Istituto entro il mese di gennaio. Nella stessa sezione sono pubblicate anche le tabelle del “modello di lettura” con i confronti “di mese” (gennaio 2022 vs gennaio 2023).

Gli open data pubblicati sono provvisori e il loro confronto richiede cautele, in particolare rispetto all’andamento degli infortuni con esito mortale, soggetti all’effetto distorsivo di “punte occasionali” e dei tempi di trattazione delle pratiche. Per quantificare il fenomeno, comprensivo anche dei casi accertati positivamente dall’Istituto, sarà quindi necessario attendere il consolidamento dei dati dell’intero 2023, con la conclusione dell’iter amministrativo e sanitario relativo a ogni denuncia.

Nel numero complessivo degli infortuni sono comprese anche le comunicazioni obbligatorie effettuate ai soli fini statistici e informativi da tutti i datori di lavoro e i loro intermediari, compresi i datori di lavoro privati di lavoratori assicurati presso altri enti o con polizze private, degli infortuni che comportano un’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento.

Il confronto effettuato su un singolo mese, tuttavia, potrebbe rivelarsi poco attendibile rispetto al trend che si delineerà nei prossimi mesi. Per un’analisi più indicativa dell’andamento infortunistico, infatti, sarà necessario attendere un lasso di tempo maggiore, anche per tener conto di eventuali ritardi nelle denunce di infortunio, in particolare di quelle con esito mortale e da contagio da Covid-19, pervenute all’Inail.

Ciò premesso, nel gennaio di quest’anno si registra, rispetto al primo mese del 2022, una decisa riduzione delle denunce di infortunio in complesso (dovuta soprattutto al notevole minor peso dei casi da contagio), un lieve calo di quelle mortali e una consistente crescita delle malattie professionali.


DENUNCE DI INFORTUNIO

Le denunce di infortunio presentate all’Inail nel mese di gennaio 2023 sono state 39.493, in calo del 31,4% rispetto alle 57.583 del gennaio 2022, in linea con le 39.183 del gennaio 2021 (+0,8%) e in riduzione rispetto al primo mese del 2020 (-15,0%) e del 2019 (-17,7%).

I dati rilevati al 31 gennaio di ciascun anno evidenziano a livello nazionale per il primo mese del 2023 un decremento rispetto a gennaio 2022 dei casi avvenuti in occasione di lavoro, passati dai 53.637 del 2022 ai 34.248 del 2023 (-36,1%), mentre quelli in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro, hanno fatto registrare un aumento del 32,9%, da 3.946 a 5.245.

Nel gennaio di quest’anno il numero degli infortuni sul lavoro denunciati ha segnato un -39,7% nella gestione Industria e servizi (dai 51.299 casi del 2022 ai 30.925 del 2023), un +6,3% in Agricoltura (da 1.453 a 1.545) e un +45,4% nel Conto Stato (da 4.831 a 7.023).

L’analisi territoriale evidenzia un calo delle denunce di infortunio in tutte le aree del Paese: più consistente nel Nord-Ovest (-44,5%), seguito dal Sud (-32,0%), dalle Isole (-26,3%), dal Centro (-26,0%) e dal Nord-Est (-17,2%). Tra le regioni con i maggiori decrementi percentuali si segnalano la Liguria, la Campania e il Piemonte, mentre gli aumenti sono circoscritti alla provincia autonoma di Bolzano e alla Calabria.

Il calo che emerge dal confronto di mese tra il 2022 e il 2023 è legato sia alla componente femminile, che registra un -48,0% (da 29.081 a 15.131 casi denunciati), sia a quella maschile, che presenta un -14,5% (da 28.502 a 24.362). Il decremento ha interessato sia i lavoratori italiani (-34,5%) sia quelli comunitari (-26,8%) ed extracomunitari (-9,3%). Dall’analisi per classi di età emergono decrementi generalizzati in tutte le fasce, tranne tra gli under 20 e, in minor misura, tra gli over 74 anni.


CASI MORTALI

Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’Istituto nel mese di gennaio 2023 sono state 43, tre in meno rispetto alle 46 registrate nel primo mese del 2022, due in più rispetto al gennaio 2021, nove in meno rispetto al gennaio 2020 e una in meno rispetto al gennaio 2019.

A livello nazionale i dati rilevati al 31 gennaio di ciascun anno evidenziano, pur nella provvisorietà dei numeri, per il primo mese del 2023 un decremento rispetto a gennaio 2022 solo dei casi mortali in itinere, scesi da 13 a nove, mentre quelli avvenuti in occasione di lavoro sono passati da 33 a 34. Il calo ha riguardato l’Industria e servizi (da 39 a 37 denunce) e il Conto Stato (da 3 a 0), mentre l’Agricoltura sale da quattro a sei decessi.

Dall’analisi territoriale emerge un incremento nel Nord-Ovest (da 9 a 16 casi) e al Centro (da 8 a 12) e un calo al Sud (da 12 a 6), nelle Isole (da 7 a 3) e nel Nord-Est (da 10 a 6). Tra le regioni con i maggiori aumenti si segnalano la Lombardia (+5) e le Marche (+3), mentre per i cali più evidenti la Sicilia, il Lazio e l’Emilia Romagna (-3 ciascuna).

La diminuzione rilevata nel confronto tra il gennaio 2022 e il gennaio 2023 è legata solo alla componente femminile, i cui casi mortali denunciati sono passati da sei a tre, mentre quella maschile registra 40 decessi in entrambi i periodi.  

In calo le denunce dei lavoratori italiani (da 42 a 31), in aumento quelle degli extracomunitari (da 4 a 10) e dei comunitari (da 0 a 2). Dall’analisi per classi di età, si registrano aumenti solo tra i 20-24enni (da 2 a 5 casi) e tra gli over 69enni (da 0 a 2), e diminuzioni solo tra i 35-44enni (da 11 a 3) e tra i 50-54enni (da 8 a 4).


DENUNCE DI MALATTIA PROFESSIONALE

Le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail nel primo mese del 2023 sono state 4.756, 1.460 in più rispetto allo stesso mese del 2022 (+44,3%). L’incremento è del 54,6% rispetto al 2021 e del 2,6% sul 2020, mentre il dato è in calo del 3,1% rispetto al 2019.

I dati rilevati al 31 gennaio di ciascun anno mostrano incrementi nelle gestioni Industria e servizi (+44,8%, da 2.745 a 3.974 casi), Agricoltura (+39,1%, da 534 a 743) e Conto Stato (+129,4%, da 17 a 39). L’aumento delle denunce interessa tutte le aree del Paese: Nord-Ovest (+65,4%), Centro (+58,7%), Sud (+44,1%), Nord-Est (+37,3%) e Isole (+8,3%).

In ottica di genere si rilevano 926 denunce di malattia professionale in più per i lavoratori, da 2.504 a 3.430 (+37,0%), e 534 in più per le lavoratrici, da 792 a 1.326 (+67,4%). L’incremento ha interessato sia le denunce dei lavoratori italiani (passate da 3.061 a 4.350, pari a un +42,1%) sia quelle dei comunitari, da 95 a 115 (+21,1%), e degli extracomunitari, da 140 a 291 (+107,9%).

Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, quelle del sistema nervoso e dell’orecchio continuano a rappresentare, anche nel primo mese del 2023, le prime tre malattie professionali denunciate, seguite dalle patologie del sistema respiratorio e dai tumori.

Ultimo aggiornamento: 28/02/2023


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