Passa al contenuto principale

Navigazione - Ti trovi in:

Sport senza barriere, la storia di Alexandru: “Il tennis, passione e voglia di vincere”

L’11 giugno del 2021 è rimasto vittima di un infortunio nel cantiere in cui lavorava: colpito alle spalle dalla benna di un escavatore, Alexandru subisce una lesione del midollo spinale. Il video racconta il suo rapporto con il tennis e la forza derivata dallo sport

Video gallery

  • La storia di Alexandru Neda

    Dopo la riabilitazione, grazie al sostegno dell’equipe multidisciplinare Inail composta da diverse professionalità, che segue gli infortunati sul lavoro nel percorso post infortunio con l’obiettivo del reinserimento sociale Alexandru si dedica allo sport per recuperare autonomia: “Il tennis è più uno sport che lo giochi da solo e sono sempre stata una persona che magari le cose le fa un po’ più sola e ho preferito il tennis per questo, perché mi dà la possibilità di fare da solo, di giocarlo da solo".

    Ho iniziato a giocare a tennis un anno e mezzo fa, quasi due grazie all'inserimento di INAIL. Mi ha fatto scegliere vari percorsi e poi alla fine ho scelto il tennis perché sono rimasto il più appassionato Alexandru Andrej Neda, 34 anni, è nato a Pietrangeli, in Romania e vive in Italia con la sua famiglia da quando era molto piccolo. L'11 giugno 2021 è vittima di un infortunio nel cantiere in cui lavora. Viene colpito alle spalle dalla benna di un escavatore e subisce una lesione del midollo spinale. Da quando gioca a tennis il dolore non mi sento per niente praticamente delle scariche che quando quando sto fermo mi prendono mi partono da sopra, dal volto e mi finiscono sulle dita. Nei momenti in cui sto giocando e sto sul campo spariscono proprio anche i pensieri. Diciamo che o a casa o diciamo a tutto il mondo lo lascio fuori da quella porta. Quando entro sul campo e mi crea un posto dove sono solo io e non posso essere io da solo senza la famiglia e tutti gli altri. E quindi per questo sono molto felice. Sono lacrime di gioia perché mi sento molto più autonomo da quando vengo a fare lo sport, da quando esco da casa o con questo o per questo motivo. Guardando uno dei video dedicati agli assistiti INAIL che hanno effettuato il percorso di riabilitazione e reinserimento sociale attraverso lo sport, Alexandru decide di mettersi in gioco. Ho guardato anche le altre interviste di altri ragazzi e abbiamo visto questo ragazzo che era molto più molto un peso che voleva vincere. Mi ha fatto venire voglia di partecipare anch'io, di poter vincere qualcosa. Alexandru inizia a giocare a tennis partecipando ai corsi messi a disposizione dall'INAIL per i propri assistiti in collaborazione con il Comitato Italiano Paralimpico. Io come persona sono una persona che magari anche prima facevo sempre le cose per quelle che sapevo perché sapevo il risultato e dove vado e quindi se dovevo fare una cosa nuova andavo un po spinta o magari qualcuno mi diceva dai, vai, provaci. E grazie a l'INAIL se mi ha preso per mano e mi ha detto guarda, puoi fare, puoi fare queste determinate attività, anche se magari io non sarei andato di mia spontanea volontà. Vai a vedere se posso provare il tennis, specialmente in carrozzina. l'INAIL ti offre 40 ore 80 ore sono non 40 però vengono 40 perché noi facciamo 2 ore al giorno. Alexandru racconta che il tennis lo ha reso più autonomo, oltre a regalargli un forte senso di appartenenza. Gli amici incontrati sul campo sono diventati per lui una seconda famiglia. I due giorni che ho una settimana li cerco tutta la settimana di giostrare in base a questi due giorni. E anche il terzo che facciamo, i raduni e il resto In più, quando la disponibilità di un amico e magari anche anche la mia, andiamo a giocare a tennis da soli, troviamo qualche campo e già questo è come un hobby che mi sono trovato e cerco anche di coinvolgere papà a volte e anche a mia moglie. Ormai il tennis è una vera passione da seguire anche in tv. Mi piace tantissimo, gioco vicino, mi piace tanto come come gioca. Invece mi piace che gioca. A volte si diverte, scherza. E infatti diciamo che io sono un po più così. Quando gioco mi diverto un po di gioco. Scherzo. Sì, penso che lo sport ci possa, ci possa fare unire e ci unisce anche in un modo, uno spirituale, pacifico, di gioia, di stare con allegria. E questo è un modo carino di mettersi insieme.