INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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Infortuni e malattie professionali, online gli open data Inail dei primi nove mesi del 2020

Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Istituto tra gennaio e settembre sono state 366.598 (-21,8% rispetto allo stesso periodo del 2019), 927 delle quali con esito mortale (+18,8%). In diminuzione le patologie di origine professionale denunciate, che sono state 31.701 (-29,8%). I dati di quest’anno sono fortemente influenzati dall’emergenza Coronavirus

ROMA - Nella sezione “Open data” del sito Inail sono disponibili i dati analitici delle denunce di infortunio – nel complesso e con esito mortale – e di malattia professionale presentate all’Istituto entro il mese di settembre. Nella stessa sezione sono pubblicate anche le tabelle del “modello di lettura” con i confronti “di mese” (settembre 2019 vs settembre 2020) e “di periodo” (gennaio-settembre 2019 vs gennaio-settembre 2020).

Gli open data pubblicati sono provvisori e il loro confronto richiede cautele, in particolare rispetto all’andamento degli infortuni con esito mortale, soggetti all’effetto distorsivo di “punte occasionali” e dei tempi di trattazione delle pratiche. Per quantificare il fenomeno, comprensivo anche dei casi accertati positivamente dall’Istituto, sarà quindi necessario attendere il consolidamento dei dati dell’intero 2020, con la conclusione dell’iter amministrativo e sanitario relativo a ogni denuncia.

Nel numero complessivo degli infortuni sono comprese anche le comunicazioni obbligatorie effettuate ai soli fini statistici e informativi da tutti i datori di lavoro e i loro intermediari, compresi i datori di lavoro privati di lavoratori assicurati presso altri enti o con polizze private, degli infortuni che comportano un’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento.

Il confronto tra i primi nove mesi del 2019 e del 2020 è da ritenersi poco significativo, essenzialmente per due motivi: la sospensione su tutto il territorio nazionale, tra il 9 marzo e parte del mese di maggio di quest’anno, di ogni attività produttiva considerata non necessaria, che si sta rivelando determinante per il calo delle denunce d’infortunio in complesso, e l’inclusione, a partire dalla rilevazione dello scorso marzo, delle denunce di infortunio relative alle infezioni da Covid-19 avvenute nell’ambiente di lavoro o a causa dello svolgimento dell’attività lavorativa e in itinere, alle quali sono dedicati specifici comunicati, che sta avendo un impatto significativo nell’aumento dei decessi finora registrati, i cui effetti si potranno però valutare solo a consolidamento a fine anno.


DENUNCE DI INFORTUNIO

Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail entro lo scorso mese di settembre sono state 366.598, in diminuzione di oltre 102mila casi rispetto alle 468.698 dei primi nove mesi del 2019 (-21,8%). Questa diminuzione è influenzata dal sostenuto calo delle denunce registrate tra marzo e settembre, con 98mila casi in meno rispetto al periodo marzo-settembre 2019 (-27,1%), a causa soprattutto dello stop forzato tra marzo e maggio di ogni attività produttiva considerata non essenziale per il contenimento dell’epidemia da nuovo Coronavirus e delle difficoltà incontrate dalle imprese nel riprendere la produzione a pieno regime nel periodo post-lockdown.

Il calo si è registrato in tutti i mesi del 2020 e in particolare a maggio, con denunce praticamente dimezzate rispetto allo stesso mese del 2019. Seguono aprile e giugno con una riduzione di oltre un terzo nel confronto con l’anno precedente, luglio con un calo di circa il 20%, settembre che, al pari di marzo, presenta una riduzione di oltre il 15% e, infine, agosto con un più contenuto -12%. I mesi di gennaio e febbraio di quest’anno, non coinvolti pienamente dalla pandemia, hanno presentato decrementi inferiori al 4%.

I dati rilevati al 30 settembre di ciascun anno evidenziano a livello nazionale un decremento sia dei casi avvenuti in occasione di lavoro, passati da 396.499 a 322.117 (-18,8%), sia di quelli in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il luogo di lavoro, che registrano un calo percentuale più sostenuto, pari al -38,4%, da 72.199 a 44.481. Escludendo nel confronto tra i due anni i mesi di gennaio e febbraio, le diminuzioni sono molto più marcate: -23,5% per gli infortuni in occasione di lavoro e - 47,7% per quelli in itinere.

Il numero degli infortuni sul lavoro denunciati nei primi tre trimestri del 2020 è diminuito del 14,4% nella gestione Industria e servizi (dai 372.286 casi del 2019 ai 318.811 del 2020), del 18,7% in Agricoltura (da 24.633 a 20.023) e del 61,3% nel conto Stato (da 71.779 a 27.764).

Per quest’ultima gestione, in particolare, tra marzo e settembre si è registrato un crollo delle denunce, dalle oltre 48mila del 2019 alle 6.700 del 2020 (-86%), per effetto dell’utilizzo della prestazione lavorativa in modalità agile da parte della quasi totalità dei dipendenti statali durante il lockdown e dell’assenza degli studenti nelle scuole/università statali, che sono state chiuse per evitare il propagarsi del contagio. Il calo maggiore si è avuto tra aprile e maggio, con punte del -97%.

Anche le gestioni Industria e servizi e Agricoltura hanno registrato diminuzioni più sostenute se riferite al periodo marzo-settembre (-17,7% e -23,4% rispettivamente), con decrementi più alti nel mese di maggio per l’Industria e servizi (-37,4% rispetto a maggio 2019) e nel mese di marzo per l’Agricoltura (-50,7% rispetto a marzo 2019).

Tra i settori economici della gestione Industria e servizi, il settore Ateco “Sanità e assistenza sociale” si distingue per il forte incremento delle denunce di infortunio in occasione di lavoro: +111% nei primi nove mesi (dai 20mila casi del 2019 ai 43mila del 2020), con punte di oltre il +500% a marzo (da 2.400 a 14.500 casi) e del +450% ad aprile (da 2.100 a 12.000 casi) nel confronto tra il 2020 e il 2019. Tra giugno e agosto si è assistito, invece, a un’inversione di tendenza, con decrementi compresi in un intervallo tra il -6% e il -17%, mentre a settembre si rileva una ripresa pari al +4%. Nei primi nove mesi del 2020, inoltre, due denunce su tre del settore hanno riguardato il contagio da Covid-19.

Tra gennaio e settembre di quest’anno, l’analisi territoriale mette in luce un calo delle denunce in tutte le aree del Paese. Questa flessione risulta decisamente più contenuta nel Nord-Ovest (-14,5%) e più accentuata nel Nord-Est (-22,4%), al Centro (-26,4%), al Sud (-27,6%) e nelle Isole (-26,1%). Se si limita il confronto al periodo marzo-settembre, i cali registrati nelle singole ripartizioni geografiche sono ancora più evidenti: -18% per il Nord-Ovest, -27% per il Nord-Est e oltre il -33% per Centro, Sud e Isole.

La flessione che emerge dal confronto dei primi tre trimestri del 2019 e del 2020 è legata soprattutto alla componente maschile, che registra un calo del 25,7% (da 303.012 a 225.270 denunce), mentre per quella femminile si attesta al -14,7% (da 165.686 a 141.328). Nei mesi di marzo-settembre, in particolare, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente le denunce si sono ridotte del 32% per i lavoratori e del 18% per le lavoratrici.

La diminuzione registrata tra gennaio e settembre ha interessato sia i lavoratori italiani (-22,8%), sia quelli comunitari (-14,8%) ed extracomunitari (-17,3%), con cali percentuali più sostenuti se limitati al confronto del periodo marzo-settembre. Dall’analisi per classi di età emergono decrementi generalizzati in tutte le fasce, ma più contenute per i lavoratori tra i 50 e i 69 anni.


CASI MORTALI

I casi mortali denunciati all’Istituto nei primi nove mesi di quest’anno sono stati 927. Pur nella provvisorietà dei numeri, questo dato evidenzia già un aumento di 147 decessi rispetto ai 780 registrati nello stesso periodo del 2019 (+18,8%). L’incremento è influenzato dal numero delle denunce protocollate fino al 30 settembre 2020 a causa dell’infezione da Covid-19 in ambito lavorativo.

A livello nazionale, rispetto ai primi tre trimestri dell’anno scorso, si registra una riduzione solo degli infortuni mortali in itinere, che sono passati da 217 a 151 (-30,4%), mentre quelli avvenuti in occasione di lavoro sono aumentati da 563 a 776 (+37,8%). L’incremento ha riguardato la gestione Industria e servizi (da 670 a 812 denunce) e il conto Stato (da 10 a 34), mentre l’Agricoltura ha registrato 19 casi in meno (da 100 a 81).

Al 30 settembre risultano sette incidenti plurimi avvenuti nei primi nove mesi del 2020, per un totale di 14 decessi: il primo in gennaio, costato la vita a due lavoratori vittime di un incidente stradale a Grosseto, il secondo in febbraio, con due macchinisti morti nel deragliamento ferroviario avvenuto in provincia di Lodi, il terzo in marzo, con due vittime in un incidente stradale in provincia di Torino, il quarto in giugno sempre su strada, con due vittime in provincia di Bologna, il quinto in giugno, con due operai travolti dal crollo di un muro a Napoli, e gli ultimi in luglio, con due operai caduti da un ponteggio in un cantiere edile di Roma e altre due vittime in un incidente stradale a Bologna. Lo scorso anno, invece, gli incidenti plurimi avvenuti tra gennaio e settembre erano stati 16, con 34 casi mortali denunciati (24 dei quali stradali).

Dall’analisi territoriale emerge una diminuzione di nove casi mortali nelle Isole (da 68 a 59) e di un caso nel Nord-Est (da 184 a 183). Il Nord-Ovest si contraddistingue, invece, per un incremento di 132 casi mortali (da 199 a 331), complice soprattutto l’aumento registrato in Lombardia, con 86 casi in più. Il Centro registra un decesso in più (da 161 a 162), mentre al Sud l’aumento è di 24 casi (da 168 a 192).

L’incremento rilevato nel confronto tra i primi nove mesi del 2019 e del 2020 è legato soprattutto alla componente maschile, i cui casi mortali denunciati sono passati da 717 a 829 (+112 decessi), mentre quella femminile ha fatto registrare 35 casi in più, da 63 a 98. In aumento anche le denunce di infortunio mortale dei lavoratori italiani (da 637 a 785), mentre calano quelle dei lavoratori comunitari (da 47 a 46) e rimangono invariate quelle degli extracomunitari (96 in entrambi i periodi). Nell’analisi per fasce d’età si contraddistingue per l’incremento dei decessi quella degli over 50, rispetto alla diminuzione registrata nelle altre.


DENUNCE DI MALATTIA PROFESSIONALE

Le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail nei primi nove mesi del 2020 sono state 31.701, 13.457 in meno rispetto allo stesso periodo del 2019 (-29,8%). A influenzare la flessione è soprattutto il numero delle denunce presentate tra marzo e luglio 2020 rispetto all’analogo periodo del 2019.

Il decremento maggiore si è registrato in aprile (-87%). Seguono maggio (-69%), marzo (-40%), giugno (-29%) e luglio (-18%), mentre settembre, al pari di gennaio, presenta un calo di oltre il 5%. Ad agosto scorso si era registrato, invece, un modesto incremento del 2,1% rispetto all’analogo mese del 2019, mentre febbraio aveva chiuso con un +17%.

Nei primi nove mesi del 2020 si sono rilevate diminuzioni delle denunce nell’Industria e servizi (-28,1%, da 36.189 a 26.005 casi), in Agricoltura (-36,8%, da 8.505 a 5.371) e nel conto Stato (-30,0%, da 464 a 325). Dall’analisi territoriale emergono cali delle patologie denunciate in tutte le aree del Paese: -43,3% nel Nord-Ovest, -32,9% nel Nord-Est, -24,1% al Centro, -31,2% al Sud e -24,2% nelle Isole.

In ottica di genere emerge una flessione di 9.507 denunce di malattia professionale per i lavoratori, da 32.922 a 23.415 (-28,9%), e di 3.950 per le lavoratrici, da 12.236 a 8.286 (-32,3%). Il decremento ha interessato sia le denunce dei lavoratori italiani (passate da 42.037 a 29.497, pari a un calo del 29,8%), sia quelle di comunitari (da 1.051 a 753, -28,4%) ed extracomunitari (da 2.070 a 1.451, -29,9%).

Le prime tre malattie professionali denunciate tra gennaio e settembre di quest’anno continuano a essere, nell’ordine, le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo (19.291 casi), del sistema nervoso (3.493) e dell’orecchio (2.017), seguite dalle malattie del sistema respiratorio (1.280) e dai tumori (1.149) Tutte registrano diminuzioni nei periodi in esame.
 

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PUBBLICATO IL NUOVO BOLLETTINO TRIMESTRALE

In concomitanza con la pubblicazione degli open data Inail dei primi nove mesi del 2020, sul sito dell’Istituto è disponibile anche il nuovo bollettino trimestrale sulle denunce di infortunio e malattie professionali, che esamina l’andamento del fenomeno infortunistico e tecnopatico rilevato tra gennaio e settembre, confrontato con l’analogo periodo del 2019. Il bollettino – corredato da glossario, nota metodologica, grafici e tabelle – analizza in particolare l’andamento delle denunce di infortunio nel complesso e con esito mortale per genere, regione e modalità di accadimento, mentre il trend delle denunce di malattia professionale è declinato per genere e regione.

Ultimo aggiornamento: 30/10/2020


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