INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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Donne e salute e sicurezza sul lavoro, con la pandemia più urgente tenere conto delle differenze di genere

In occasione dell’8 marzo, Teresa Armato e Francesca Maione, consigliere di amministrazione dell’Inail, richiamano l’attenzione sulla condizione delle lavoratrici: “L’emergenza sanitaria rischia di compromettere alcuni degli importanti risultati raggiunti, ma può essere l’occasione per un vero cambiamento culturale”

In occasione della Giornata internazionale dell’8 marzo, le consigliere di amministrazione dell’Inail, Teresa Armato e Francesca Maione, lanciano l’allarme sulle ricadute negative della pandemia da Covid-19 per l’occupazione femminile: “L’emergenza sanitaria in corso riporta al centro del dibattito pubblico il tema delle donne e del lavoro. Come emerge dagli ultimi dati dell’Istituto riportati nel "Dossier donne", infatti, sette contagi di origine professionale su 10 riguardano le lavoratrici, che stanno pagando il prezzo più alto della crisi anche in termini economici”.
  
“La pandemia - spiegano Armato e Maione - ha inciso negativamente sull’occupazione delle donne e reso ancora più evidenti alcune criticità già presenti nel mondo femminile, come la condivisione dei carichi di cura e la disponibilità degli strumenti digitali di accesso nelle attività a distanza.”

Per le consigliere di amministrazione dell’Istituto “c’è un legame molto stretto tra le questioni legate all’uguaglianza, alle pari opportunità, al contrasto alle discriminazioni e quelle attinenti alla salute sul lavoro. Una distribuzione ineguale del lavoro comporta rischi connessi anche alla disparità di accesso ai posti di responsabilità, che si aggiungono ai rischi attinenti alle differenze biologiche o di esposizione a rischi chimici o fisici. Occorre lavorare per rafforzare la consapevolezza della diversità di effetti che l’esposizione allo stesso rischio può comportare, a seconda dell’appartenenza a un genere o all’altro”. Di qui la necessità di “promuovere una prevenzione in ottica di genere”, che tenga cioè conto delle differenze tra uomini e donne.

Il tema è da tempo al centro delle politiche di prevenzione dell’Istituto e oggetto di costante impegno da parte del Comitato unico di garanzia, che ha individuato nella prevenzione e contrasto alle discriminazioni di genere, nella conciliazione vita-lavoro e nella valorizzazione delle diversità gli ambiti di intervento essenziali della strategia da adottare.

“La pandemia – sottolineano Armato e Maione – rende ancora più necessario dare un nuovo impulso a questa agenda, agevolando gli strumenti di conciliazione e flessibilità lavorativa, non solo durante l’emergenza, ma anche quando saremo finalmente tornati alla normalità. Occorrerà, in particolare, meglio definire le forme di lavoro a distanza, al fine anche di cogliere in pieno le opportunità che esse offrono, regolamentandole nell’ambito della contrattazione per salvaguardare, a esempio, il diritto alla disconnessione, la formazione mirata, la salute e sicurezza e l’equità di genere nell’accesso. Per il contrasto alle violenze e alle molestie alle donne sarà invece necessario realizzare campagne di sensibilizzazione e prevenzione e progetti educativi e formativi, rivolti a giovani e adulti, che siano in grado di incidere sui comportamenti superando gli stereotipi relativi alla figura e alle capacità femminili. Dobbiamo analizzare le criticità che la situazione emergenziale ha evidenziato per perfezionare alcuni strumenti già esistenti da anni e sottoutilizzati, come lo smart working, e per avviare attraverso iniziative di formazione e comunicazione un percorso di rifondazione delle matrici culturali e sociali che condizionano il ruolo della donna nel mondo del lavoro.”

Ultimo aggiornamento: 08/03/2021


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