INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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Movimentazione manuale dei carichi

Differenti comparti produttivi comportano la necessità da parte dell’operatore di effettuare attività di movimentazione manuale di carichi. Questi, fortemente eterogenei per pesi e dimensioni, possono essere movimentati seguendo modalità, geometrie e frequenze assai diversificate in base alle singole necessità lavorative. Certamente la suddetta attività implica un impegno fisico anche gravoso da parte dell’operatore, con il coinvolgimento in particolare delle strutture osteo-muscolari della colonna vertebrale.

Proprio la movimentazione di carichi può rappresentare una delle cause favorenti l’insorgenza di disturbi e patologie a livello di tale distretto anatomico. Necessario quindi procedere ad una corretta valutazione del rischio da movimentazione manuale di carichi, al fine dell’attuazione di idonei interventi di prevenzione e protezione che vadano a mitigare, se non annullare, eventuali danni a carico degli operatori.

Verranno di seguito fornite una serie di informazioni circa la problematica in esame per vari ambiti produttivi, indicando in proposito, oltre che i riferimenti normativi, anche quanto suggerito dalla letteratura tecnica di settore e da norme tecniche sulla valutazione del rischio da movimentazione manuale dei carichi.

Prevenzione

Come chiaramente evidenziato nel Titolo VI del d.lgs. n. 81/2008, è fatto obbligo al datore di lavoro di porre in atto tutte le misure finalizzate all’eliminazione del rischio da movimentazione manuale di carichi e, quando ciò risulti di difficile attuazione, di intervenire per la riduzione della suddetta tipologia di rischio, adottando le misure organizzative necessarie ed i mezzi appropriati (art. 168). Inoltre, il datore di lavoro è responsabile di un’adeguata informazione e formazione sull’argomento ai lavoratori, oltre che dell’addestramento degli stessi (art. 169).

Il legislatore ha voluto chiaramente indicare come la principale azione preventiva sia rappresentata dall’eliminazione del rischio. Ciò è possibile tramite essenzialmente l’attuazione di interventi generalmente di ampia portata, caratterizzati in genere da costi anche notevoli, quali la riorganizzazione del lay-out produttivo, delle linee di produzione come anche della singola postazione di lavoro, apportando modifiche negli elementi strutturali ed organizzativi. A tal proposito è utile procedere all’acquisto ed utilizzo di macchinari ed apparecchiature dedicate, rappresentati da transpallet e muletti, sollevatori e pedane idrauliche, bracci meccanici e robotizzati, ecc., che consentano di automatizzare in toto l’attività di movimentazione. Parallelamente devono comunque essere messe in campo tutte quelle azioni che garantiscano una corretta informazione e formazione dei lavoratori e, non per ultimo, l’addestramento degli stessi all’uso dei macchinari/attrezzature introdotti. I suddetti interventi possono essere considerati ottimali giacché risultano essere risolutivi dal punto di vista dell’eliminazione del rischio da movimentazione manuale di carichi e, se condotti con le opportune attenzioni, non sono responsabili dell’introduzione di ulteriori problematiche nell’ambiente di lavoro.

Più frequentemente risultano però attuabili interventi che vanno a contenere e limitare il rischio in esame, per motivazioni sia di carattere prettamente economico, che per semplicità e praticità. Certamente anche in questo caso è possibile l’introduzione di macchinari ed attrezzature dedicate, ma l’azione prioritaria risulta essere la riorganizzazione dell’attività di movimentazione, attraverso un corretto esame della stessa, che presupponga fra l’altro e primariamente una valutazione il più possibilmente esaustiva. È possibile così, evidenziando le maggiori criticità dell’attività in esame, procedere ad una rielaborazione della stessa tramite interventi e modifiche spesso di semplice e rapida attuazione, con impatti economici ridotti, se non addirittura nulli. Esempi dei suddetti interventi sono rappresentati dalla suddivisione dei carichi movimentati, dall’innalzamento/abbassamento dei livelli di presa e deposito con uso di semplici pedane, dall’eliminazione di ingombri nella postazione di lavoro, dalla corretta informazione e formazione dei lavoratori circa le modalità di sollevamento da seguire, dall’utilizzo di idonei DPI quali i guanti, ecc.. Al fine dell’attuazione dei suddetti interventi, si sottolinea ancora una volta, l’imprescindibile necessità di pervenire ad una valutazione dei rischi puntuale e completa, che consenta di mettere in evidenza le principali criticità dell’attività esaminata e parallelamente di porre in atto un’adeguata informazione e formazione, oltre che addestramento degli operatori.

Fondamentale dal punto di vista preventivo risulta essere anche l’azione della sorveglianza sanitaria dei lavoratori, obbligatoria laddove si effettui attività di movimentazione manuale di carichi, e finalizzata a verificare, prima dell’avvio al lavoro e poi nel tempo, l’adeguatezza del rapporto fra specifica condizione di salute e specifica condizione di lavoro degli operatori presi singolarmente e collettivamente.

Ultimo aggiornamento: 21/03/2018