INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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09/06/2022

Dalla vita allo schermo, la lezione del professor Maglio

Nell’ambito della giornata dedicata all’inventore delle Paralimpiadi si è svolta la tavola rotonda sulla fiction Rai “A muso duro - Campioni di vita”, durante la quale sono state proiettate alcune delle scene più significative, accompagnate dai commenti e dalle riflessioni dei protagonisti. Il titolo del tv movie è un omaggio all’omonima canzone di Pierangelo Bertoli

Dalla vita allo schermo, la lezione del professor Maglio
ROMA - Raccontare Antonio Maglio attraverso lo sguardo della macchina da presa. È stata questa la sfida della fiction Rai, “A muso duro - Campioni di vita”, che ha incollato allo schermo, il 16 maggio scorso, oltre quattro milioni di telespettatori. Nell’ambito dell’evento: “Antonio Maglio - Una bella storia tutta italiana. Le origini del movimento paralimpico internazionale per la piena integrazione sociale delle persone con disabilità”, organizzato presso l’auditorium della direzione generale dell’Inail a Roma, si è svolta la tavola rotonda durante la quale sono state proiettate alcune delle sequenze più significative del tv movie, accompagnate dai commenti e dalle riflessioni dei protagonisti. Il dibattito è stato animato, tra gli altri, dal regista della pellicola Marco Pontecorvo, da Flavio Insinna, che nella fiction interpreta il ruolo di Maglio, e dallo sceneggiatore Roberto Jannone. Alla riflessione sulla rivoluzione culturale dell’inventore delle Paralimpiadi, capace di cambiare con le sue idee e intuizioni la percezione comune della disabilità, hanno partecipato, tra gli altri, la vedova del grande medico e custode della sua memoria Maria Stella Calà Maglio, la componente della commissione affari sociali della Camera Giusy Versace, alcuni tra i collaboratori di Maglio ai tempi del centro paraplegici Inail “Villa Marina” di Ostia.

Maria Stella Calà Maglio: “Nella fiction ho trovato tanta umanità”. Elogiata dal presidente dell’Inail, Franco Bettoni, per essere sempre in prima linea nel dare forza e valore alla memoria del marito, Maria Stella Calà Maglio, rispondendo a una domanda del giornalista Angelo Andrea Vegliante, moderatore del dibattito, si è soffermata sulla componente umana ed emotiva presente nella fiction: “Nel film ho visto tanta umanità. Il cast era formato da una squadra prima di persone e poi di attori. Dopo la messa in onda, ho ricevuto tanti messaggi di partecipazione emotiva e di riconoscimento alla Rai per aver raccontato come dovrebbe essere la nostra società. Le persone hanno bisogno di umanità”.

Insinna: “Un privilegio per me interpretare un genio”. Intervenuto all’incontro Flavio Insinna ha raccontato quanto sia stato importante per lui interpretare il ruolo del professor Maglio: “Per me oggi è una festa. Questo film non è stato soltanto lavoro ma mi ha dato la possibilità di raccontare un genio. Il mio papà era il medico ufficiale della squadra di basket in carrozzina del centro Santa Lucia di Roma. Avevo sette anni quando mi portò a vedere un allenamento della sua squadra e ricordo ancora il mio stupore”. Insinna ha poi ringraziato Maria Stella Maglio per avergli regalato il libro biografico su Maglio pubblicato dall’Inail, “Senza barriere”, che nel titolo sintetizza come il mondo dovrebbe essere. “Per me gli atleti paralimpici sono campioni di vita che hanno già vinto prima di cominciare. Le barriere dobbiamo abbatterle nella nostra testa, tanto è stato fatto ma molto c’è ancora da fare. La vita è come una maratona senza premio dove dobbiamo arrivare tutti insieme”.

Pontecorvo: “Voglio continuare a raccontare storie positive che facciano pensare”. Il regista Marco Pontecorvo ha spiegato come è riuscito a raccontare questa storia straordinaria con un approccio umanistico e senza cedere al pietismo: “Bisogna sempre guardare all’individuo, ho riportato il mio sguardo dentro il film senza pietismi o retorica. Ho voluto rappresentare Maglio come un personaggio vero anche con le sue ombre e i suoi difetti senza volerne farne un santino. L’idea che è alla base del mio cinema è quella di continuare a raccontare storie positive che inducano a pensare”. Lo sceneggiatore Roberto Jannone che insieme a Grazia Giardiello e Marco Pontecorvo ha scritto il film, ha rivelato che il titolo è un implicito omaggio alla celebre canzone del 1979 del cantautore Pierangelo Bertoli scomparso vent’anni fa e colpito da poliomielite durante l’infanzia: “Il titolo era bello e veniva da un autore che ha conosciuto bene la disabilità”.

Nel corto-documentario dell’Inail le testimonianze di Venceslao Tovaglia e David Fletzer. All’incontro dedicato al grande medico hanno partecipato alcuni protagonisti del documentario realizzato dall’Inail: “Antonio Maglio - Una bella storia tutta italiana” che ha introdotto la giornata. Medico specialista in ortopedia e traumatologia e collaboratore del luminare, Venceslao Tovaglia ha commentato l’intuizione dell’inventore delle Paralimpiadi di vedere nello sport un efficace strumento di integrazione delle persone con disabilità: “Maglio ebbe la grandissima intuizione che lo sport potesse recuperare i giovani infortunati e sviluppò fortemente il concetto del reinserimento lavorativo attraverso l’attività sportiva. L’Inail credette in questa intuizione e spese notevoli fondi e risorse nello sviluppo di una linea di recupero attraverso lo sport”. Primario del centro spinale di Ostia, dal 1998 al 2015, David Fletzer si è soffermato sulla centralità della fase del reinserimento nel percorso riabilitativo ideato da Maglio: “Il paziente deve considerarsi un cittadino di serie A quando rientra nel suo ambiente lavorativo e familiare, se non si riesce in questo il percorso è fallito. È questo uno dei punti cardine del percorso riabilitativo ideato da Maglio, lui aveva diviso le fasi del recupero e la penultima era quella del reinserimento”.

Da Aroldo Ruschioni a Ovidio Gigli i collaboratori di Villa Marina. Nel documentario realizzato dall’Inail trovano spazio anche le testimonianze e i ricordi di molti collaboratori di Maglio intervenuti all’evento. Atleta e campione paralimpico dal 1960 al 1972, Aroldo Ruschioni ha ricordato l’esperienza atletica e sportiva vissuta ai tempi di Villa Marina: “Maglio era un uomo imponente che talora metteva un po’ di soggezione, sceglieva personalmente gli atleti e se non eri brano e ti allenavi non ti portava alle gare”. Ovidio Gigli fisioterapista e preparatore atletico del CPO Inail ha raccontato le sedute di allenamento a Villa Marina. All’incontro presso la direzione generale hanno partecipato anche altri collaboratori del centro paraplegici di Ostia: il dirigente Inail Rodolfo Rosi, l’autista Tonino Degli Schiavi, il falegname Enrico Abbruciati, l’esperto di mobilità per la disabilità Stefano Venturini. Alla tavola rotonda ha partecipato anche Giusy Versace membro commissione affari sociali della Camera ed ex atleta paralimpica che ha espresso il suo apprezzamento per la fiction “A muso duro”: “Film come questo insegnano a chi non la vive che la disabilità sta negli occhi di chi guarda”. Versace ha poi ringraziato gli autori e il cast della fiction Rai per il modo attento e rispettoso con cui hanno trattato il tema della disabilità.

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