INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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21/09/2023

Robotica e sicurezza sul lavoro, il progetto ergoCub di Inail e IIT selezionato dalla Global Partnership on Artificial Intelligence

Finalizzato alla realizzazione di umanoidi collaborativi e tecnologie indossabili per migliorare la prevenzione degli infortuni, è stato scelto insieme ad altre sei iniziative che promuovono l’implementazione di soluzioni di intelligenza artificiale etiche, sostenibili e responsabili per l’area tematica “Future of work”, individuata nel vertice del G7 di Hiroshima

Robotica e sicurezza sul lavoro, il progetto ergoCub di Inail e IIT selezionato dalla Global Partnership on Artificial Intelligence
ROMA - Il progetto ergoCub di Inail e Istituto italiano di tecnologia (IIT) è una delle sette iniziative internazionali selezionate dalla Global Partnership on Artificial Intelligence (GPAI), incaricata dal G7 del 2018 di monitorare e indirizzare lo sviluppo etico, sostenibile e responsabile dell’intelligenza artificiale. L’area tematica in cui rientrano ergoCub e gli altri sei progetti selezionati, provenienti da Rwanda, India, Messico, Canada, Svizzera e Germania, è quella “Future of work”, dedicata alla sicurezza dei lavoratori e individuata nel vertice del G7 di Hiroshima dello scorso maggio.

Grazie all’IA riesce a riconoscere oggetti e azioni. Nato grazie a un progetto triennale avviato da Inail e IIT nel 2021, ergoCub punta alla realizzazione di nuovi umanoidi e tecnologie indossabili dotati di un’intelligenza artificiale per valutare, gestire, ridurre e prevenire il rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori nei contesti industriali e ospedalieri. Il nome unisce il focus sull’ergonomia con l’umanoide bambino iCub dell’IIT, che ha costituito la piattaforma di riferimento per lo sviluppo del nuovo progetto. Rispetto alla versione più recente di iCub, ergoCub è stato progettato per favorire l’integrazione di un umanoide all’interno dell’ambiente di lavoro. L’intelligenza artificiale, in particolare, gli consente di riconoscere visivamente oggetti e azioni e di manipolare un oggetto con entrambe le mani in scenari in cui è richiesta la collaborazione con un essere umano.

I dati dei sensori elaborati da algoritmi per anticipare il rischio di infortunio. Alto 150 centimetri per un peso di 55,7 chilogrammi, il robot ha mani ottimizzate per trasportare carichi pesanti e un viso con display Oled che gli permette di avere interazioni più espressive. È dotato, inoltre, di una fotocamera per la visione in profondità e di un lidar, strumento laser di telerilevamento per la navigazione. La tecnologia ergoCub è completata da iFeel, una tuta sensorizzata che permette il monitoraggio in tempo reale sia degli sforzi che dei movimenti del corpo di chi la indossa. Gli algoritmi di intelligenza artificiale elaborano le informazioni dei sensori per anticipare lo sforzo muscolo-scheletrico della persona e allertare, attraverso una vibrazione, il lavoratore che sta per compiere un gesto pericoloso per la sua salute fisica, prevenendo così il rischio di infortunio o affaticamento.

Nei laboratori di Genova e Monte Porzio Catone ricreati due scenari lavorativi. L’accettabilità delle tecnologie indossabili e delle attività in collaborazione con i robot umanoidi e i potenziali impatti di natura psicosociale negli ambienti di lavoro sono stati valutati attraverso un’indagine condotta dai ricercatori Inail, che ha coinvolto ampi campioni di lavoratori del settore manifatturiero e sanitario. I risultati contribuiranno ad anticipare i rischi connessi con l’inserimento di queste tecnologie nei contesti reali di lavoro e a orientare gli sviluppi futuri della morfologia e del design dei robot e delle tecnologie indossabili. Per valutare gli impatti dei nuovi sistemi robotici insieme agli operatori finali e approfondirne gli aspetti relativi all’accettabilità, nei laboratori congiunti presso l’IIT di Genova e il Centro ricerche Inail di Monte Porzio Catone, in provincia di Roma, saranno ricreati due scenari lavorativi: uno industriale, per riprodurre la movimentazione di pacchi in un magazzino, l’altro ospedaliero, per la valutazione dell’impegno biomeccanico nella movimentazione manuale dei pazienti.

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