INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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24/09/2018

Emergenze sanitarie, con una formazione adeguata “Siamo tutti Jeeg Robot”

Questo il messaggio al centro del cortometraggio realizzato dall’Istituto comprensivo “Don Lorenzo Milani” di Colonna e Monte Porzio Catone, punto di arrivo del progetto sperimentale “A scuola di RCP! Rianimare Ci Piace!”, sviluppato nell’ultimo anno scolastico dai ricercatori Inail del Laboratorio di Sorveglianza sanitaria e Promozione della Salute del Dimeila

Emergenze sanitarie, con una formazione adeguata “Siamo tutti Jeeg Robot”
ROMA - Per gestire efficacemente le emergenze sanitarie, in cui la tempestività dei soccorsi può fare la differenza tra la vita e la morte, non servono superpoteri ma è sufficiente essere in grado di eseguire correttamente le manovre salvavita, che chiunque può imparare attraverso un’adeguata attività di formazione.

Venerdì ha aperto la quinta edizione del Catone Film Festival. È questo il messaggio di solidarietà e aiuto sociale veicolato, fin dal titolo, da “Siamo tutti Jeeg Robot”, il cortometraggio che venerdì sera ha inaugurato la quinta edizione del Catone Film Festival di Monte Porzio Catone, rassegna internazionale di cinema breve organizzata dalla sezione locale dell’Associazione nazionale carabinieri e ospitata nella suggestiva cornice dell’Osservatorio astronomico di Roma.

Coinvolti 21 docenti e più di 300 studenti. A realizzarlo è stato l’Istituto comprensivo “Don Lorenzo Milani” di Colonna e Monte Porzio Catone, che nell’anno scolastico 2017-2018 è stato coinvolto, con 21 insegnanti e più di 300 studenti della scuola primaria e secondaria di primo grado, nel progetto sperimentale di educazione all’emergenza sanitaria “A scuola di RCP! Rianimare Ci Piace!”, sviluppato dai ricercatori del Laboratorio di Sorveglianza sanitaria e Promozione della salute del Dimeila, il Dipartimento Inail di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale.

Fornite le basi teoriche e pratiche delle manovre salvavita. Avviato in concomitanza con l’uscita delle linee di indirizzo del Miur e del Ministero della Salute per la realizzazione di attività dedicate all’apprendimento delle tecniche di primo soccorso a scuola, il progetto ha sperimentato un percorso di formazione al Blsd (Basic Life Support and Defibrillation), le manovre salvavita da effettuare in caso di arresto cardiaco, con l’obiettivo di fornire ai docenti le basi teoriche e pratiche per poter insegnare alcune competenze chiave ai propri alunni.

Una trama a lieto fine per sottolineare l’importanza di una prevenzione diffusa. “Siamo tutti Jeeg Robot”, presentato in anteprima al Catone Film Festival e ora disponibile anche online, rappresenta il punto di arrivo di questo percorso formativo. A fare da cornice alla sequenza iniziale è la zona archeologica del Tuscolo, dove un uomo è colto da un malore improvviso e cade a terra. La donna che lo stava accompagnando nella passeggiata ha un flashback di quanto appreso ed eseguito a scuola diversi anni prima e, guidata da quel lontano ricordo, riesce a praticare le principali manovre salvavita. Il defibrillatore semiautomatico, portato da un passante, permette poi di rianimare l’uomo, in attesa dell’arrivo dell’ambulanza. La drammaticità dell’evento si dissolve negli ultimi frame del filmato, dove sfilano mani di bambini e adulti che si esercitano a effettuare il massaggio cardiaco sui manichini trainer messi a disposizione dal personale Inail, che ha contribuito attivamente alla realizzazione del cortometraggio.

Papaleo: “In caso di arresto cardiaco è cruciale la rapidità dei soccorsi”. “L’arresto cardiocircolatorio – spiega il responsabile del Laboratorio di Sorveglianza sanitaria e Promozione della salute del Dimeila, Bruno Papaleo – in Italia colpisce ogni anno circa 60mila persone, molte delle quali potrebbero essere salvate se si intervenisse subito con alcune semplici manovre salvavita e, soprattutto, con l’uso precoce del defibrillatore semiautomatico. Ogni minuto che passa dall’inizio dell’arresto cardiaco, infatti, riduce di circa il 10% le probabilità di successo della scarica elettrica e, in assenza di un intervento tempestivo, i danni a livello cerebrale diventano irreversibili. Per questo è importante che tutti i cittadini sappiano riconoscere un’emergenza cardiaca e siano in grado di prestare i primi soccorsi, in attesa dell’arrivo del soccorso avanzato”.

“La scuola punto di accesso privilegiato alla comunità”. Per la diffusione sempre più capillare della cultura dell’emergenza tra la popolazione, il coinvolgimento degli insegnanti in programmi di educazione al primo soccorso può giocare un ruolo fondamentale. “La scuola – sottolinea infatti Papaleo – al pari di altri luoghi di socializzazione rappresenta un punto di accesso privilegiato verso una larga parte della comunità: non solo gli studenti, che possono partecipare direttamente a corsi dedicati all’apprendimento delle manovre salvavita, all’utilizzo del defibrillatore e alla disostruzione delle vie aeree, ma anche le loro famiglie”.

L’appello di Massimo Lopez: “Sono manovre alla portata di tutti, impariamole!”. Nella testimonianza inserita nella parte conclusiva del cortometraggio, lo stesso concetto viene ribadito da Massimo Lopez: “Queste manovre salvavita – spiega l’attore, doppiatore, comico e imitatore, che ha conquistato la notorietà con il celebre Trio formato insieme ad Anna Marchesini e Tullio Solenghi – sono alla portata di tutti, se si imparano. Ed è giusto che si imparino, prima a scuola e poi anche fuori. Quindi non perdiamo tempo e impariamole!”.

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