INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

Prestazioni riabilitative

Attività motoria in acqua
Il trattamento è indirizzato a pazienti con patologie a carico delle grandi articolazioni che utilizzano l’ambiente microgravitario dell’acqua per il recupero articolare e muscolare.
L’attività motoria adattata in acqua è seguita da un equipe multidisciplinare specifica composta da: medico fisiatra, Coordinatore fisioterapico e fisioterapisti specificatamente formati in idrokinesiterapia.
I pazienti accedono a questo servizio una volta selezionati dall’équipe dedicata, secondo criteri che tengono conto dello stadio clinico, dell’autonomia e delle potenzialità di recupero.

 

Confezionamento splint personalizzati
Sono realizzati dai fisioterapisti tutori e splint, che coadiuvano il percorso riabilitativo.
Vengono costruiti utilizzando materiale termoplastico estremamente duttile, leggero e resitente allo stesso tempo. Questi sono modellati e adattati completamente al polso e/o alla mano del paziente, testati ed infine modificati o ultimati in relazione all’esito del periodo di prova. La caratteristica del materiale termoplastico utilizzato è quella di poter modificare e modulare gli splint infinite volte in base a quadri clinici in continua evoluzione.
Gli splint possono essere costruiti per diversi scopi: immobilizzare, proteggere le suture, prevenire deformità, posizionare correttamente il distretto garantire riposo/scarico, correggere le rigidità e mantenere il Rom articolare.
 

Recupero del gesto lavorativo
Il recupero e lo sviluppo delle potenzialità dell’infortunato relative alle abilità lavorative ed ai gesti che le compongono è indirizzato a tutti i pazienti che presentano limitazioni funzionali dell’arto superiore e del rachide lombo-sacrale dovute a traumi muscolo-scheletrici o malattia professionale trattata sia in modo conservativo che chirurgico.
I pazienti inclusi in questo percorso  vengono selezionati con una accurata valutazione delle capacità funzionali residue, delle abilità lavorative specifiche e delle necessità fisiche , funzionali e e posturali  attraverso scale di valutazione specifiche per il distretto interessato e il test funzionale Valpar 9.
Il trattamento per il recupero del gesto lavorativo,inserito all’interno del  programma riabilitativo individuale, è finalizzato a massimizzare le abilità necessarie per il rientro al lavoro migliorando la sicurezza, la tolleranza allo sforzo. Il trattamento di work hardening comprende: movimentazione dei carichi, simulazione di gesti lavorativi e prese funzionali con l’utilizzo del BTE Primus RS, con banco da lavoro attrezzato con utensili, pannelli funzionali per la rieducazione della manipolazione e destrezza, simulazioni di attività della vita quotidiana con strumenti di pittura, gesso, modellismo, attrezzatura per lavori di precisione.
 

Rieducazione del distretto polso-mano
Le patologie del distretto polso-mano necessitano di un approccio complesso e multidisciplinare. Traumi in questo distretto possono esitare in quadri clinici caratterizzati da complicanze secondarie quali algoneurodistrofia, linfedema, rigidità muscolo-scheletriche, cicatrici dolorose e retraenti, disestesie. Queste lesioni trattate sia conservativamente che chirurgicamente, presentano spesso quadri clinici complessi che necessitano di un intervento integrato utilizzando più tecniche riabilitative contemporaneamente.
Presso il Centro vengono utilizzate tecniche di mobilizzazione passiva, esercizi attivi, taping neuromuscolare, trattamento delle cicatrici; terapia fisica antalgica e di stimolazione muscolare, rinforzo muscolare, splinting, linfodrenaggio, bendaggi elastcompressivi, esercizi di manipolazione e destrezza, esercizi di desensibilizzazione di rieducazione propriocettiva, esercizi con feedback visivo con guanto sensorizzato Hand Tutor e rieducazione alle principali prese della mano e simulazione del gesto lavorativo.
 

Rieducazione alla deambulazione
A seguito di un infortunio la capacità di deambulare può risultare compromessa. La rieducazione alla deambulazione è costituita da un prima fase statica per arrivare ad una fase dinamica, con lo scopo di far riapprendere all’infortunato un idoneo schema posturale e motorio.
Il trattamento riabilitativo inizia con la valutazione clinica da parte dell’équipe riabilitativa, che si avvale di strumenti di analisi come la gait analysis e la baropodometria.
Sulla base della valutazione effettuata il fisioterapista e il medico fisiatra redigono il programma di esercizi e lo condividono con il paziente. La rieducazione alla deambulazione eseguita con l’assistenza del fisioterapista  si completa di: esercizi alle parallele, su bilance per la corretta distribuzione del carico,  su piani instabili, sulle scale, davanti allo specchio, su percorsi propriocettivi ed ostacoli.
La rieducazione al passo è eseguita consequenzialmente con il supporto del miglior ausilio per il recupero delle autonomie motorie nella deambulazione e cambi posturali utilizzando l’ausilio più adatto per ogni fase riabilitativa per passare poi all’uso  di tapis-roulant su cui il paziente può allenarsi per consolidare lo schema del passo acquisito, migliorare la propria resistenza e percorrere salite e discese.
Un particolare gait trainer, inoltre, è in grado di dare al paziente un immediato feedback audio-visivo sulla correttezza di svolgimento dell’esercizio, ed ha lo scopo di mettere il paziente in condizione di sviluppare la sua migliore performance, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, affinché raggiunga il massimo grado di autonomia possibile.
 

Rieducazione propriocettiva
La rieducazione propriocettiva è un aspetto imprescindibile della rieducazione motoria. Le lesioni traumatiche, infatti, interessano anche i recettori sensoriali alterando i meccanismi propriocettivi, ovvero la percezione degli stimoli provenienti dallo spazio circostante e la coscienza della posizione del proprio corpo nello spazio. Senza un corretto feedback da parte dei recettori periferici a livello centrale viene a mancare l’ottimale controllo neuro-muscolare-articolare.
Obiettivo della rieducazione propriocettiva è, quindi, quello di ristabilire il corretto controllo neuromotorio  dopo un evento traumatico contemporaneamente al recupero dell’articolarità, della forza e della funzionalità. Ricreare una connessione tra ciò che il paziente “sente” a livello cinestesico e quello che effettivamente produce motoriamente. A tale scopo la palestra del Crm dispone al contempo di attrezzatura low tech (tavolette Freedman, percorsi propriocettivi, cuscini dinamici, ecc.) e high tech (ad es. pedana propriocettiva computerizzata) per gli arti inferiori; esercizio terapeutico conoscitivo, percorsi propriocettivi, hand tutor per gli arti superiori.

 

Rinforzo muscolare
All’interno della palestra riabilitativa del Crm, ai fini del rinforzo muscolare, vengono utilizzate tecniche “classiche” a corpo libero, con esercizi a di rinforzo sul lettino con pesi ed elastici. In una fase successiva si utilizzano strumentazione tecnologicamente avanzati: macchinari per il lavoro dinamico: tapis roulant, cyclette, step,  cicloergometro attivo arti superiori; macchinari per il rinforzo isotonico leg-press, leg- extension, poliercolina per gli arti superiori e macchinario per gli adduttori-abduttori.
Inoltre, i macchinari high tech a disposizione del Centro permettono di valutare il paziente all’ingresso, di impostare dei programmi di rinforzo personalizzati, di avere un biofeedback durante lo svolgimento dell’esercizio ed infine di rivalutare il paziente al termine del ciclo riabilitativo per verificare i progressi ottenuti, come l’isocinetica e il BTE Primus RS.

 

Trattamento lesioni di plesso
Presso il Crm vengono trattati pazienti con lesione parziale o totale del plesso brachiale, caratterizzata da una paralisi di vario grado dei muscoli dell’arto superiore.
Il trattamento riabilitativo è volto a:

  • prevenire danni secondari alla paralisi (retrazioni muscolo-tendinee, alterazioni del tono trofismo muscolare e neurovegetative, lussazioni di spalla, ecc.)
  • conservare ed incrementare le capacità motorie residue
  • ridurre la sintomatologia algica
  • recuperare la funzionalità per migliorare le Adl
  • favorire il reinserimento sociale e lavorativo.
Il trattamento si compone di chinesiterapia passiva, attiva-assistita attraverso tecniche di neurostimolazione e facilitazione neuromuscolare propriocettive (Pnf - Proprioceptive Neuromuscolar Facilitation quali ad es. Kabath), chinesiterapia attiva, contro resistenza, di coordinazione motoria, esercizi propriocettivi e di desensibilizzazione.
Vengono utilizzate quando è necessario elettroterapia di stimolazione muscolare con correnti triangolari, rettangolari e trapezoidali, finalizzata a conservare l’attività contrattile del muscolo e favorirne l’innervazione ed elettroterapia antalgica, taping con effetto drenante e stabilizzante e per la  prevenzione delle retrazioni muscolari; confezionamento di splint  di riposo per evitare retrazioni muscolo tendinee e  per il mantenimento di posizioni corrette dell’arto.

Trattamento delle cicatrici
Il trattamento delle cicatrici è fondamentale nella presa in carico riabilitativa in quanto molto spesso  sono conseguenti a trauma, ustione, taglio, schiacciamento oppure secondarie ad interventi chirurgiche possono esitare in cheloidi, cicatrici ipersensibili, retraenti e ipertrofiche condizionando il recupero funzionale.
Vengono utilizzate  tecniche manuali specifiche di massaggio della cute, prodotti specifici per ogni patologia tissutale come creme, unguenti, cerotti siliconici, guaine elastocompressive, taping neuromuscolare, vacuumterapia, splinting e uso di terapia fisica: laserterapia, ultrasuonoterapia, tecarterapia, splinting.
Trattare il tessuto cicatriziale permette di accelerare il fisiologico processo di rigenerazione, ridurre le parestesie, migliorare il trofismo e l’elasticità della zona per prevenire limitazioni funzionali provocate dalle aderenze e migliorare l’aspetto estetico.

 

Riabilitazione del rachide
Le patologie cronico-degenerative della colonna vertebrale sono di frequente riscontro in ambito lavorativo.
I fattori di rischio lavorativo per la colonna vertebrale sono rappresentati principalmente da: movimentazione manuale di carichi, vibrazioni trasmesse a tutto il corpo (WBV), posture incongrue (fisse o protratte) e movimenti e torsioni (abnormi o ripetuti) del tronco, oltre alle patologie di natura traumatica.
Il trattamento riabilitativo del rachide prevede una approccio multidimensionale soprattutto per favorire il recupero: gestione del  dolore;  controllo propriocettivo e della stabilità statica e dinamica del rachide, della forza, la tolleranza al carico e al movimento fisiologico.
Presso il Crm il personale è specificatamente formato nelle seguenti tecniche riabilitative : metodo rieducazione posturale secondo Mézières, Rieducazione posturale globale (Rpg), McKenzie, Mulligan, Maitland, Back School e Pilates terapeutico, tecnica di riequilibrio muscolare secondo Sharman affiancate a esercizi propriocettivi, taping neuromuscolare e terapia fisica antalgica; rieducazione funzionale con BTE Primus RS.
 

Taping neuro-muscolare
Il taping neuro-muscolare è una metodica inserita come coadiuvante al trattamento riabilitativo; utilizza stimoli decompressivi o compressivi per ottenere effetti benefici sui sistemi muscoloscheletrico, vascolare, linfatico e neurologico.
La tecnica si basa sull’applicazione di un nastro adesivo elastico (tape), con effetto terapeutico diretto locale e a distanza per via riflessa. La particolare applicazione permette la formazione di pliche cutanee che grazie al movimento corporeo facilitano il drenaggio linfatico, favoriscono la vascolarizzazione, riducono il dolore e migliorano il range di movimento muscolo-articolare e di conseguenza la postura. Inoltre i movimenti del nastro stimolano i recettori cutanei e quelli degli strati sottostanti, inviando stimoli esterocettivi e propriocettivi a livello del sistema nervoso centrale, che determinano una risposta muscolare riflessa.

 
Linfodrenaggio manuale
Il linfodrenaggio manuale, in particolare la tecnica di Vodder, aumenta la circolazione della linfa mobilizzando i liquidi, ammorbidendo le aree della cute indurite per fibrosi, normalizzando la composizione del tessuto connettivo; rappresenta la terapia d'elezione nell'approccio fisioterapico di linfedemi primari e secondari. Molte sono le situazioni in cui la metodica può essere inserita come terapia associata/complementare a quella fisioterapica e/o farmacologica al fine di favorire una più rapida risoluzione della patologia o ridurne i sintomi correlati come insufficienza venosa ed edemi post traumatici non in fase acuta.
 

Trattamento pre-protesico del paziente amputato
Per pazienti con esiti di amputazione di arto inferiore, il programma riabilitativo è personalizzato e tiene conto del livello d’amputazione, dell’età del soggetto, delle attività svolte prima dell’amputazione e di eventuali comorbilità.
Il piano di trattamento comprende:

  • recupero precoce delle autonomie motorie e delle attività di vita quotidiana
  • idonea predisposizione del moncone alla successiva fase di protesizzazione
  • riduzione dell’edema post-operatorio
  • prevenzione delle complicanze dovute a contratture, rigidità e retrazioni
  • aumento progressivo della resistenza allo sforzo fisico
  • favorire la precoce verticalizzazione
  • rinforzo dell’arto controlaterale e degli arti superiori
  • trattamento del dolore da arto fantasma
  • trattamento della cicatrice per prevenire cicatrici adese, ipertrofia e formazione di cheloidi.
La rieducazione prevede la presa di coscienza delle posture viziate e di quelle corrette da mantenere per evitare le rigidità articolari. Il paziente imparala corretta esecuzione dei passaggi posturali e dei trasferimenti (letto-carrozzina carrozzina-letto) e la modalità di bendaggio del moncone. Il bendaggio elastico compressivo disto-prossimale o l’applicazione di cuffia post operatoria serve a far raggiungere al moncone il volume e la forma ideali per la successiva protesizzazione e per favorire la riduzione dell’edema. L’equipe sanitaria, inoltre, si occupa della prevenzione delle infezioni della cute dell’arto amputato e di quello contro laterale attraverso una ispezione quotidiana.
In palestra i pazienti svolgono esercizi di rinforzo, di equilibrio monopodalico, per il recupero dell’escursione articolare del moncone, rieducazione posturale in posizione verticale, ed esercizi di mirror therapy.

Le Terapie fisiche
Il trattamento riabilitativo si  avvale dell’utilizzo di terapie fisiche  che forniscono al fisioterapista innovativi e validi strumenti tecnologici atti a ridurre il dolore, accelerare i processi di guarigione e migliorare l’esito delle cure.
Molte di queste nuovissime apparecchiature agiscono trasferendo sui tessuti energia in grado di generare una catena di reazioni biologiche che si traducono in specifici effetti terapeutici quali: azione antinfiammatoria e antalgica, attivazione del microcircolo ,e quindi del metabolismo locale, drenaggio di edemi e versamenti, azione decontratturante sul muscolo, aumento dei processi di cicatrizzazione e recupero tissutale, stimolazione  neuro-muscolare, ecc..
Le apparecchiature di cui il Centro dispone sono:

  • laser  multifrequenza ad alta energia
  • laser CO2
  • neuromodulazione
  • diatermia meccanica
  • diatermia elettromagnetica
  • tecarterapia
  • ultrasuonoterapia
  • tens
  • magnetoterapia
  • LIMFA Therapy®
  • elettrostimolazione
  • trattamento termico dinamico
  • crioterapia

La terapia manuale
Il trattamento riabilitativo viene effettuato anche attraverso terapie manuali svolte direttamente dal fisioterapista sul paziente, finalizzate al recupero articolare e funzionale di tutte le patologie post traumatiche. Le metodiche più frequentemente usate, oltre a quelle chinesiterapiche attive, attive assistite e passive di base, sono:  
  • Maitland
  • Bienfait
  • Mézières
  • Mulligan
  • McKenzie
  • Trigger Point
 

Bendaggi
Il personale fisioterapico del Crm è specificamente formato per effettuare bendaggi che, in sinergia a terapie manuali e strumentali, sono utili al trattamento di diverse disfunzioni.
A seconda del caso clinico e della patologia da trattare, vengono realizzati bendaggi:

  • elasto-compressivi per il trattamento di linfedemi
  • funzionali secondo la tecniche Mulligan e Mc Connell, per mettere in scarico, sostenere o stabilizzare un’articolazione
  • elasto-compressivi del moncone in pazienti con esiti di amputazione di arto inferiore, utili a far raggiungere al moncone il volume e la forma ideali per la successiva protesizzazione e per favorire la riduzione dell’edema.




Certificazione UNI EN ISO 9001-2008 registrazione numero 4151-A logo accreditamento

Accreditato da Regione Toscana quale “Presidio redidenziale e semiresidenziale di riabilitazione funzionale costituito da 23 posti letto a ciclo continuo e 23 posti letto a ciclo diurno e centro ambulatoriale di recupero e riabilitazione funzionale" decreto dirigenziale nr. 5418/2018.

Ultimo aggiornamento: 04/08/2016