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La tutela dei lavoratori disabili nella giurisprudenza della Corte di cassazione e della Corte di Giustizia dell’Unione europea

La Peccerella Luigi

riassunto

L’autore, dopo aver sinteticamente richiamato le considerazioni formulate in un precedente articolo in ordine alla questione della computabilità, o meno, delle assenze per infortunio sul lavoro o malattia professionale nel calcolo del periodo di comporto, affronta, in una più ampia prospettiva, il tema generale del diritto dei lavoratori disabili alla parità di trattamento e del divieto di discriminazione, diretta o indiretta. Viene quindi esaminata la più recente giurisprudenza naziona­le formatasi sul tema, partendo dall’ordinanza di rinvio pregiudiziale alla CGUE emessa dal Tribunale di Ravenna, per poi esaminare due sentenze rese dalla Cas­sazione nel 2024, con le quali è stato affermato che, quale che sia il criterio di calcolo del periodo di comporto, il licenziamento del lavoratore a causa della sua disabilità è discriminatorio, e pertanto illegittimo, se il datore di lavoro non di­mostra di aver adempiuto all’obbligo di adottare gli accomodamenti ragionevoli di cui all’articolo 5 della Direttiva 2000/78 CE. Viene, altresì, illustrata l’ordi­nanza di rinvio con la quale la Corte di cassazione ha chiesto alla CGUE di pro­nunciarsi su questioni relative al caso di lavoratore non disabile, ma caregiver di figlio disabile bisognevole di assistenza e di cure. Viene dato atto delle pronunce con le quali la CGUE ha dato risposta ai quesiti posti con le due sopra dette ordi­nanze di rinvio, ribadendo incisivamente la decisività dell’osservanza dell’obbligo di adottare gli accomodamenti ragionevoli.

summary

The author, after briefly recalling the considerations expressed in a previous ar­ticle regarding the issue of whether or not absences due to occupational injury or disease should be included in the calculation of the protected period (the maximum period of sick leave before dismissal is permitted), addresses, from a broader perspective, the general topic of the right of workers with disabilities to equal treatment and the prohibition of both direct and indirect discrimination. The article then examines the most recent national case law developed on the subject, starting from the preliminary reference order submitted to the Court of Justice of the European Union (CJEU) by the Tribunal of Ravenna, and going on to discuss two rulings issued by the Court of Cassation in 2024. In these de­cisions, the Court affirmed that, regardless of the criterion used to calculate the protected period, the dismissal of a worker on the grounds of disability consti­tutes discrimination, and is therefore unlawful, if the employer fails to demon­strate compliance with the obligation to provide reasonable accommodation as required by Article 5 of Directive 2000/78/EC. The article also illustrates the re­ference order through which the Court of Cassation requested the CJEU to rule on issues concerning the case of a non-disabled worker who is the caregiver of a disabled child in need of assistance and care. Finally, the text acknowledges the CJEU judgments responding to the questions raised in the preliminary reference orders, which emphatically reaffirmed the decisive importance of complying with the obligation to adopt reasonable accommodation.

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