Brembilla M., Rossi P., Cesarini L.
riassunto
L’istituto del lavoro somministrato si è sviluppato nel tempo divenendo oggi una forma comune di rapporto di lavoro. L’attività delle Agenzie per il lavoro è passata dall’essere vietata all’essere oggi liberamente esercitabile, fatto salvo l’ottenimento delle autorizzazioni previste. Dal punto di vista della salute e sicurezza sul lavoro, la disciplina è divenuta progressivamente più specifica e costruita appositamente per il lavoro somministrato. Si è infatti passati dal d.lgs. 81/2008, che dettava norme in materia di salute e sicurezza per la generalità dei lavoratori, e che quindi necessitava di essere adattato per via interpretativa alla somministrazione (con conseguenze negative in termini di certezza del diritto), al d.lgs. 81/2015, contente norme “cucite” appositamente per il lavoro somministrato. Oltre a questi decreti, come si è detto, altre norme sono contenute in regolamenti, circolari e nei CCNL di categoria. Dalla ricostruzione effettuata nel secondo capitolo, emerge un quadro complesso ed articolato di divisione degli obblighi tra Agenzia e utilizzatore. In alcuni casi questi sono chiaramente in capo ad uno dei due soggetti, come avviene ad esempio per la sorveglianza sanitaria, in molti altri invece entrambi i soggetti risultano titolari dello stesso obbligo ma in momenti distinti del rapporto di lavoro e con modalità e contenuti differenti; ne è esemplificativo il caso dell’obbligo di formazione. Infine, nel terzo capitolo si è visto come per i lavoratori somministrati ci sia una maggiore frequenza di infortuni ma anche come questi risultino meno gravi che per la generalità dei lavoratori. Allo stesso tempo per i lavoratori atipici c’è una maggiore incidenza dell’infortunio in itinere. Insieme a questi dati si è cercato di ricostruire l’“identikit” del lavoratore somministrato vittima di infortunio: le caratteristiche più ricorrenti sono il sesso maschile, la giovane età e l’origine straniera. Una visione d’insieme dei dati analizzati nel capitolo conferma l’ipotesi formulata nell’introduzione, ossia che i lavoratori somministrati siano più soggetti ad infortunio rispetto al complesso dei lavoratori (cfr. grafico 6) e che ciò, per quanto detto finora, sia probabilmente da ricondurre ad una qualche carenza nell’adempimento degli obblighi in materia di salute e sicurezza, in particolare con riguardo all’informazione e formazione. In conclusione ritengo che, sulla scia positiva di quanto fatto finora dal legislatore, sarebbe auspicabile un riordino della disciplina, in quanto, soprattutto per le imprese che non godono di una grande struttura, destreggiarsi all’interno di questa materia significa confrontarsi con diversi istituti che trovano la loro fonte in un variegato sistema di fonti normative, che vanno dalla legge, ai decreti, ai regolamenti per finire nella contrattazione collettiva, che a sua volta può essere di primo o di secondo livello. Le difficoltà interpretative in cui potrebbero incorrere l’agenzia o l’utilizzatore vanno ridotte poiché da queste può discendere una minore tutela della sicurezza dei lavoratori e, di conseguenza, una maggiore possibilità di incorrere in infortunio per questi lavoratori che, in ragione della struttura del loro rapporto di lavoro, sono già più esposti a questo rischio rispetto ad altre categorie.
summary
Temporary work, which has developed over time and is now a common form ofemployment, is often characterized by short-term contracts and rapid integration into the labor market. In terms of health and safety, regulations have becomeincreasingly specific to this type of work. The division of responsibilities betweenagency and user company is complex. Some tasks, such as health surveillance,clearly fall to one party, while others, such as training, are shared but carried outin different phases and ways. Initially, general laws such as Legislative Decree 81/2008 applied to all workers and required interpretation to adapt them to temporary work, creating legal uncertainty. However, Legislative Decree 81/2015 introduced specific rules for temporary work. Further regulations are contained in circulars, ministerial guidelines and collective labor agreements. Analysis of Inail data (National Institute for Insurance against Accidents at Work) shows that temporary workers, typically male, young and of foreign origin, suffer more frequent, although generally less serious, work-related injuries and are more likely to suffer accidents while commuting. The findings suggest that temporary workers are more prone to injuries, likely due to gaps in training and information resulting from the unique nature of this employment model.