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L’impatto del Covid-19 sulla sopravvivenza degli inabili percettori di rendita Inail nell’anno 2020

Martini Daniela

riassunto

La pandemia da Sars-CoV-2 ha arrestato il progressivo incremento della sopravvivenza dei titolari di rendita di inabilità permanente Inail registrato negli ultimi decenni.
I risultati degli studi sulla mortalità effettuati in occasione della costruzione delle ultime quattro edizioni dei coefficienti di capitalizzazione delle rendite Inail (pubblicate in Gazzetta ufficiale negli anni: 1984, 2000, 2008 e 2016) mostrano che la speranza di vita degli inabili percettori di rendita Inail è migliorata nel tempo per tutte le età; l’incremento percentuale è risultato crescente con l’aumentare dell’età.
Il miglioramento ha interessato sia gli inabili con disabilità “medio-bassa” (grado di menomazione fino al 60%), sia quelli con “alta” disabilità (grado di menomazione maggiore del 60%); il primo gruppo, però, ha beneficiato di un maggior incremento della speranza di vita rispetto al secondo.
La diffusione del Covid-19 ha fortemente influenzato la distribuzione dei decessi dell’anno 2020 determinando una elevata variabilità del numero di morti per mese e una variazione del +7% dei decessi rispetto alla media degli anni 2016-2019. Nell’anno 2020 per le età minori o uguali a 60 si è registrata una perdita di speranza di vita di almeno 2 anni rispetto a quella rilevata negli anni 2016-2019, percentualmente la maggiore riduzione si è avuta all’età di 60 anni (-9%).
Considerando gruppi omogenei di disabili percettori di rendita, nell’anno 2020 la pandemia ha causato agli infortunati di danno biologico con grado di menomazione fino al 60% una perdita di vita attesa rispetto al 2018 dell’8% a 60 anni di età e del 20% all’età 80, rispettivamente 2 anni e 2,3 anni di vita. Per i reddituari di Testo unico all’età 80 la perdita è stata mediamente dell’8%, quasi un anno di vita.

summary

The Sars-CoV-2 pandemic has blocked the progressive increase of the survival of disabled Inail annuitants.
The results of the mortality studies carried out in the years 1984, 2000, 2008 and 2016 show that life expectancy has improved over time for disabled Inail annuitants of all ages.
The improvement affected both the disabled with “medium-low” disability (degree of impairment up to 60%), and those with “high” disability (degree of impairment higher than 60%); the first group, however, benefited from a greater increase in life expectancy than the second.
The spread of the coronavirus has strongly affected the monthly distribution of deaths in the year 2020. It caused a high variability in the number of deaths per month and a variation of + 7% in deaths compared to the average of the years 2016-2019.
In the year 2020, for the ages less than or equal to 60 the loss of life expectancy was at least 2 years compared to that recorded in the years 2016-2019, in percentage terms the greatest reduction occurred at the age of 60 (- 9%). Considering homogeneous groups of disabled annuitants, in the year 2020 Covid- 19 caused the injured annuitants of biological damage with a degree of impairment up to 60% an expected loss of life of 8% at age 60 and 20% at age 80 (comparing to 2018 data), respectively 2 years and 2.3 years of life. For annuitants of the consolidated Law, the loss was on average 8% at age 80, almost a year of life.

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