Pellicci M., Campo G., De Merich D., Forte G., Scarici C., Bais D., Buonocore C., Marcuccio P., Piergili R., Scarnera C.
riassunto
Oggetto del presente studio è l’indagine multicentrica sulle condizioni lavorative e sulla percezione del rischio nell’ambito di 6 porti nazionali (Trieste, Ancona, Bari, Taranto, Livorno e Piombino) dove nel corso del 2017 - 2019 sono stati condotti Piani mirati di prevenzione (PMP) in sinergia tra l’Inail, la Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, la rete di Asl associate alle corrispondenti aree portuali e le relative autorità di sistema portuale. In totale sono stati raccolti ed elaborati 1.385 questionari. Il questionario, composto da 74 domande suddiviso in 6 aree tematiche, è stato realizzato sulla base della precedente esperienza di rilevazione condotta nel porto di Civitavecchia nel 2014 - 2016. Le analisi dei dati rilevati con il questionario restituiscono un contesto di lavoro sostanzialmente positivo. I lavoratori, generalmente con una buona esperienza nella mansione lavorativa, si sentono ben integrati con i colleghi di lavoro e ritengono adeguate le procedure lavorative. Inoltre, si considerano ben informati e formati, inclusa la formazione specialistica all’utilizzo di attrezzature di lavoro che richiedono particolari competenze in merito, anche se emergono margini di miglioramento per quanto riguarda la facilità di applicazione delle procedure. Il tema delle interferenze, dell’organizzazione degli spazi operativi e la gestione delle problematiche di emergenza e sicurezza in stiva sono considerati punti di attenzione dagli intervistati. Gli approfondimenti secondo la mansione dei lavoratori (operatore portuale generico polivalente, conduttore di mezzi operativi e gruista) mostrano quadri differenti in merito alla consapevolezza dei rischi e alla valutazione dell’organizzazione del lavoro che risultano essere collegati alle specifiche attività lavorative. In conclusione, si conferma su più larga scala rispetto alla prima esperienza pilota che gli interventi di assistenza realizzati con la modalità del PMP attivano collaborazioni e flussi informativi tra i vari soggetti coinvolti, favoriscono attraverso le indagini con questionari sulla percezione dei rischi la partecipazione attiva dei lavoratori e consentono di individuare nella rete i punti di attenzione per programmare e orientare gli interventi di prevenzione, sorveglianza e la ricerca di soluzioni anche tecnologiche applicate alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
summary
This study is a multicentre survey on working conditions and risk perception in six national ports (Trieste, Ancona, Bari, Taranto, Livorno and Piombino) where a number of Targeted Prevention Plans (TPP) were jointly conducted in the period 2017 - 2019 by Inail, the Scuola Superiore Sant 'Anna di Pisa, the ASL network associated with the corresponding port areas and the respective Port Authorities. A total of 1,385 questionnaires were collected and processed. The questionnaires, consisting of 74 questions divided into 6 thematic areas, was created based on the previous experience of a survey conducted in the port of Civitavecchia in 2014 - 2016. The analysis of the data collected with the questionnaire indicated a substantially positive working environment. The workers, who generally have a positive work experience, feel that they are well integrated with their colleagues and consider the procedures they carry out as adequate. In addition, they believe that they are provided with quality information and training, including specialized training in the use of work equipment that require special skills. However, on this latter point, there is some room for improvement in the context of how easily procedures can be applied. The interviewed personnel noted that areas requiring special attention are the issue of interference, the organization of operational spaces and the management of emergency and safety in ships’ holds. The in-depth analysis performed in line with worker’s job specifications (i.e., generic multipurpose port worker, vehicle operator and crane machinist) indicate that there are different perceptions of risk awareness and that the assessment of work organization are related to specific work activities. In conclusion, from this study it is possible to confirm on a wider scale than the first pilot experience that the steps developed via TPP methodology: first, develop collaboration and information flows between the various individuals involved; second, favour the active involvement of workers; lastly, make it possible to identify particular focus areas in which to plan and direct prevention, surveillance and the search for solutions, including technological ones, in occupational health and safety.