Rotoli E., Bracaletti G., Signorini S.
riassunto
Il diritto ad un posto di lavoro sano e sicuro è un diritto umano fondamentale che viene espresso a livello internazionale dalla normativa dell’International Labour Organisation in particolare attraverso le Convenzioni n.155 del 1981 e 187 del 2006 che sanciscono l’importanza di tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori attraverso la creazione di un posto di lavoro sano e sicuro. A livello europeo tale concetto viene enfatizzato ancora di più con l’emanazione della direttiva quadro n. 89/391/CEE, concernente l’attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro, che rappresenta una svolta evolutiva nel panorama della sicurezza europea e sancisce il passaggio epocale da una prevenzione di tipo soggettivo alla prevenzione di tipo oggettivo. Accanto al tradizionale modello normativo basato sulla promulgazione di direttive la Commissione ha proposto una serie di misure di “regolazione leggera” finalizzate non tanto a prescrivere regole, quanto a fissare degli obiettivi. Nel periodo tra il 1978 e il 2002, l’Unione europea ha elaborato programmi d’azione pluriennali, cui hanno fatto seguito le strategie europee (2002-2006, 2007- 2012, 2014-2020) volte a individuare le priorità e gli obiettivi comuni, fornire un quadro di riferimento per coordinare le politiche nazionali e promuovere un approccio olistico alla cultura della prevenzione. In tale contesto, a livello nazionale il d.lgs. n. 626/1994 e il successivo d.lgs. 81/2008 sono la chiara espressione del recepimento della direttiva europea 89/391/CEE. Il d.lgs. 81/2008 costituisce il fondamento giuridico principale di una politica pubblica che ha come scopo la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. Misurare i livelli di prevenzione raggiunti a seguito delle azioni e degli strumenti che il d.lgs. 81/2008 ha permesso di mettere in campo in un decennio, richiederebbe una valutazione di efficacia per la quale non si dispone oggi di modelli affidabili. Un tentativo di ricognizione sugli esiti delle politiche europee e nazionali, è stato fatto negli ultimi dieci anni a livello europeo e da alcuni paesi dell’Unione. Durante questo periodo, sono state condotte, alcune indagini che hanno fornito un quadro macro sul livello di implementazione delle norme di salute e sicurezza e sulla percezione e gestione dei rischi nelle imprese. Tuttavia il quadro conoscitivo offerto da queste indagini, se consente importanti valutazioni in termini output, non permette di valutare l’impatto dei provvedimenti in termini di outcomes, e dunque non fornisce elementi utili al legislatore per condurre quelle modifiche in grado di rendere attuale e coerente il corpus normativo con il sistema che si intende regolare e ai soggetti attuatori per poter correggere e indirizzare le azioni e gli strumenti nella direzione del miglioramento della salute e sicurezza del lavoro. Per rispondere dunque all’esigenza di conoscere quali siano stati i vantaggi e le criticità che l’applicazione della norma ha generato nel corso del tempo, quali azioni e strumenti abbiano funzionato e quali invece si siano dimostrati inefficaci, quali tuttora validi e quali quelli superati, non in grado di intercettare i bisogni di un mondo del lavoro in rapida e costante mutazione, l’articolo analizza i documenti che nel corso degli anni sono stati prodotti e le posizioni espresse dai differenti stakeholder, evidenziando alcune delle principali criticità emerse nell’applicazione del d.lgs. 81/2008, delle azioni e degli strumenti messi in campo dai principali soggetti attuatori ai fini di un miglioramento del quadro normativo e regolamentare.
summary
A safe workplace is a basic human right as stated by the International Labour Organisation particularly through regulation n. 155 of the 1981 and n.187 of the 2006 about the importance of creating a healthy workplace for workers. Europe attaches a high importance to the matter through directive n. 89/391/CEE which is about to enhance the level of worker’s safety during the working-time also establishing the transition from a subjective prevention to an objective one. Next to the law traditional model based on the issuing of Directives, the Committee has proposed a “soft law” focused on setting targets more than imposing rules. Between 1978 and 2002 the European Union has promote a multiyear action plan which paved the way for the next EU strategies on health and safety at work (2002-2006, 2007-2012, 2014-2020). Decrees n. 626/1994 and then n. 81/2008 are the expression of the European Directive n. 89/391 at a national level. Decree n. 81/2008 is the major reference of the national policies for health and safety at work. According to the current evaluation models it’s not easy to know the results of the national policies of health and safety at work across 10 years’ activities of the Decree. However, in the last ten years some European countries tried to gather information about the results of national policies. During this period some studies were made to get a wider perspective about the implementation of health and safety policies. What is more, these surveys do not let the legislator to make changes, penalizing the improvement of these policies. Thus, the article deals with all documents concerning the matter and taking into account the stakeolder’s position in order to identify the main issues related to the application of the Decree toward a general improving of the legislative framework.