Cacioppo Salvatore
riassunto
L’Autore, prendendo lo spunto da un caso controverso, oggetto di recente decisione, esamina le caratteristiche distintive fra i reati di peculato, truffa ai danni della Pubblica Amministrazione e frode informatica. In particolare, viene esaminata l’ipotesi in cui il pubblico funzionario, pur non avendo la materiale disponibilità delle somme dell’Istituto, se ne appropri attraverso il semplice inserimento nella procedura informatica al cui utilizzo era addetto, di dati relativi a soggetti inesistenti, o di infortuni mai verificatisi, con riferimenti a conti correnti dei quali aveva la piena disponibilità. L’Autore ritiene che, nel caso esaminato, contrariamente a come deciso in sede giudiziaria, sia configurabile il reato di peculato, in considerazione del fatto che gli artifizi e raggiri, caratterizzanti il reato di truffa, riconosciuto invece a carico del soggetto, siano stati strumenti utilizzati solo successivamente alla commissione del reato per evitare possibili controlli.
In ultimo, l’Autore, in tema di trattamento sanzionatorio, si sofferma sulla possibilità che l’eventuale riconoscimento del reato di peculato avrebbe potuto consentire l’applicazione della circostanza aggravante relativa al danno di rilevante gravità.
summary
Starting from a controversial case, object of recent decision, the Author examines the distinctive characteristics of the crimes of peculate, fraud against Public Administration and computer fraud. In particular, it is examined the hypothesis in which the public official, although not in material possess of amounts of money of the Institute, takes the money through a simple informatics procedure depending on the same official, who inserts data concerning non-existent identities, or never happened accidents with reference to bank accounts of which he is in full availability. The Author thinks that in the examined case contrary to what has been decided before the court it is possible to amount to the offence of peculate, considering that trickery and deception characterizing the crime of fraud, as recognised in charge of the subject, have been later instruments, used after the committed crime to avoid possible controls. In conclusion, considering the theme of penalty measures, the Author reflects on the possibility that if recognised, the crime of peculate could have permitted the application of the aggravating circumstance in respect of damage of relevant import.