Passa al contenuto principale

Navigazione - Ti trovi in:

Infortuni mortali in itinere delle donne in Italia: studio delle dinamiche e delle principali caratteristiche orientato alla prevenzione

Brusco A., Bucciarelli A., Giliberti G., Salerno S.

riassunto

Gli infortuni in itinere rappresentano la prima causa di morte delle lavoratrici italiane e straniere. I dati complessivi relativi agli infortuni in itinere con esito mortale delle lavoratrici, aggiornati al quinquennio di accadimento 2010-2014, sono stati estratti dall’archivio statistico Inail; i casi accertati positivi, che hanno visto coinvolti mezzi di trasporto, sono risultati 205 su 276 denunce (74%). È stata svolta un’analisi puntuale della documentazione a corredo della singola pratica Inail, caso per caso, su un set di 126 decessi selezionati tra i 205 perché meglio documentati. Oltre alle caratteristiche principali in termini di genere, età, condizione di immigrazione, settore di lavoro, area geografica, orario, mese e giorno della settimana, sono state acquisite informazioni supplementari relative a: dati socio-demografici, occupazione, tipologia contrattuale, distanza casa-lavoro e tempo impiegato, dinamica dell’infortunio, tipologia della strada (urbana, extraurbana, autostrada), caratteristiche dei veicoli coinvolti (tipo e immatricolazione), condizioni climatiche e luminosità ambientale. I risultati sui 126 casi analizzati mostrano che: le vittime sono prevalentemente italiane (81%) con meno di 50 anni (73%) sposate-conviventi (70%), con figli (61%) adolescenti e minori (53%), con un contratto lavorativo da dipendente (81%), indeterminato (62%), a tempo pieno (47%), nei servizi (commercio 17%, assistenza sanitaria e sociale 15%, ristorazione 13%, servizi di pulizia 9%). La donna era alla guida del mezzo (87%), di un autoveicolo (91%) - spesso datato, tipo utilitaria (59%) - andando al lavoro (54%), nei primi tre giorni della settimana (55%), su strada extraurbana (71%), entro quindici chilometri dall’abitazione (55%), impiegando mediamente 30 minuti, coinvolgendo un’altra autovettura (45%). Per quanto riguarda la dinamica dell’infortunio mortale nel 45% dei casi si è trattato di uno scontro frontale causato nel 65% da perdita di controllo del mezzo. Nel 52% dei casi la donna ha causato l’infortunio e nel 44% è stata vittima di comportamenti altrui. Le condizioni meteo erano avverse nel 43% dei casi e nel 29% la guida avveniva in orari caratterizzati da scarsa luminosità ambientale, entrambe queste condizioni si presentavano nel 12% dei casi. Nello studio vengono discusse le caratteristiche e le dinamiche degli infortuni mortali in itinere delle donne in Italia, individuando le maggiori criticità per una prevenzione orientata al genere.

summary

Women commuting fatal accidents in five-years (2010-2014) were extracted from Inail statistical records in Italy. Fatal commuting cases involving vehicles were 205 out of 276 (74%). A detailed analysis on main variables related to 126 selected well documented cases was carried out. Socio-demographic characteristics together with occupation and type of contract, home-work distance and timing, type of roads (urban, extra urban, highway), type and age of vehicles, whether the woman was driver or passenger, accident dynamics, weather and lighting conditions were collected. Results show how women were mainly Italian (81%), under fifty years old (73%), married (70%) with children (61%), at least one teenager (53%), younger the immigrants, employed with a permanent job (62%), full time (47%) in services (trade 17%, health care 15%, food service 13%, cleaning 9%, etc.). Women were driving motor vehicles (91%), small size (59%), going to work (54%) especially in the first three days of the week, in an extraurban road (71%), within fifteen kilometers from home (55%) traveling for 30 minutes. Women caused (52%) or suffered (44%) a frontal/ lateral collision by loss of control (65%), involving another car/truck (45%), often in adverse weather (43%) or in low lighting conditions (29%) both conditions in 12% of cases. A need for gender oriented prevention is discussed.

TI POTREBBE INTERESSARE

Ti potrebbero interessare