Alessandrini Sergio, Maria Fioravanti Paolo, Ferrante Alessio, Paolucci Martina
riassunto
Viene descritto il fenomeno della “medicina difensiva” come risulta dalle ampie indagini svolte da organi istituzionali sul territorio nazionale. Sono quindi delineate le possibili cause ed i sicuri effetti della medicina difensiva, evidenziati gli abnormi costi ed esaminati i possibili correttivi, in grado di contenere i danni economici a carico del SSN ed al contempo ridurre il contenzioso medico-legale e di favorire la ricomposizione del rapporto medico-paziente.
L’acuirsi dell’attenzione pubblica italiana nei riguardi della responsabilità medica nei c.d. casi di malasanità e l’orientamento a disporre risarcimenti tanto elevati per danni da responsabilità professionale del medico, ha creato, per un verso, una grande pressione sugli operatori sanitari e, dall’altro, una sempre maggiore difficoltà a trovare coperture assicurative adeguate.
La prima reazione è stata quella di tentare di arginare il contenzioso medico-legale mediante provvedimenti di natura essenzialmente legislativa ed assicurativa, con l’obiettivo primario di ottenere un contenimento dei costi. Il decreto Balduzzi (legge 13 settembre 2012, n. 158, G.U. n. 214 del 13 settembre 2012) è la norma emanata con questo preciso intento, di cui vengono esaminate le principali criticità evidenziate dalla dottrina e dalla giurisprudenza, in sede civile e penale.
La recente Proposta di legge intitolata “Disposizioni in materia di responsabilità professionale del personale sanitario” approvata alla Camera (28 gennaio 2016) ed attualmente all’esame del Senato, cerca di rimediare alle criticità della legge vigente, in primo luogo ridefinendo le regole della responsabilità penale e civile delle strutture e degli esercenti la professione sanitaria, e introducendo, inoltre, un più ampio articolato riguardante la sicurezza delle cure in sanità, la prevenzione e gestione del rischio clinico, le caratteristiche dei procedimenti giudiziari, l’obbligo di assicurazione e la previsione di un fondo di garanzia per i danneggiati.
Le norme proposte, in buona parte coincidenti anche con quelle della Commissione Alpa, già istituita presso il Ministero della Salute per esaminare le problematiche in materia di medicina difensiva e di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie, possono riportare sotto controllo quelli che sono le principali preoccupazioni della classe medica, quali la legislazione ritenuta sostanzialmente sfavorevole ed il timore di essere troppo facilmente citati in giudizio, rendendo anche meno oneroso il carico assicurativo.
Tuttavia la “via legislativa” da sola non potrà mai risolvere il fenomeno della
medicina difensiva, in quanto le principali difficoltà che s’incontrano nella ricerca delle possibili soluzioni sono rappresentate dalla rottura dell’alleanza medico paziente e nel sovvertimento dell’etica che ne costituisce la base.
Sono esaminate, perciò, le possibili strategie affinché i medici, anche tornando alla pratica della medicina di qualità, possano dare il loro imprescindibile e fondamentale contributo alla risoluzione del problema.
summary
This paper describes the “defensive medicine” phenomenon as shown by exten carried out in Italy by institutional bodies and analyses all its possible causes and effects. Also, defensive medicine abnormal costs are here highlighted together with the possible solutions, aiming to contain the economic damage caused to the Italian National Health Service and, at the same time, to reduce malpractice claims and promoting the reconstruction of an optimal doctor patient relationship.
The increase of Italian public opinion attention towards medical liability in cases of medical malpractice and the tendency to grant consistently high compensations for damages due to professional responsibility have created, on one hand, a great pressure on health care professionals and, on the other hand, a growing difficulty in finding adequate insurance covers. Given the above described situation, the first reaction was to try to limit forensic trials essentially using legislative and insurance measures with the primary objective of achieving a cost reduction.
The “Balduzzi decree” (law 13 September 2012, n. 158, G.U. n. 214 of 13
september 2012) was adopted with this specific intent: all the main issues raised by doctrine and case law in civil and criminal proceedings related to this norm are here examined.
The recent Draft Law entitled “Previsions on health personnel professional
responsibility”, approved by the Chamber (28 January 2016) and currently being analyzed by the Senate, seeks to correct the critical issues of the existing law, both by redefining the rules of criminal and civil liability for sanitary structures and health care professionals, and introducing a broader regulation concerning safety of therapies in health care, prevention and management of clinical risk, judicial proceedings features, insurance obligation and the prevision of a guarantee fund for damaged subjects.
The measures included in this Draft Law, which largely coincide with those proposed by the Alpa Commission (appointed by the Ministry of Health to examine the issues related to defensive medicine and professional responsibility of health care professionals), are capable of putting under control the main concerns of medical professionals, such as a legislation considered substantially unfavorable and the fear of being too easily sued, and consequently making also less expensive the insurance load.
However, legislation alone will never solve the defensive medicine phenomenon issue, due to the fact that the main difficulties encountered in the search for possible solutions are represented by the physician-patient alliance rupture and the overthrow of ethics that constitutes its basis.
Therefore, this paper analyses all the possible strategies that could lead to the result of ensuring that doctors, returning to the practice of quality medicine, are given the possibility to offer their fundamental contribution to this problem solution.