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UN PRATICO INDICATORE DELL'ESPOSIZIONE PASSIVA AL FUMO DI TABACCO

Ripanucci G., Bergamaschi A., Verdel U.

riassunto

L'esposizione al fumo passivo è un fattore importante nella valutazione della qualità dell'aria indoor. Essa può a buon diritto rientrare tra le concause delle malattie collegabili al lavoro (work related diseases) di interesse prevenzionale ed assicurativo. Ciò anche in virtù dell'intervenuto ampliamento dell'obbligo assicurativo alle figure impiegatizie e dirigenziali. La combustione del tabacco rilascia nell'ambiente un aerosol comprendente un'ampia varietà di particelle solide e liquide e di composti chimici in fase gassosa. La misura di tutti questi componenti non è praticamente fattibile. Pertanto, è necessario ricercare un indicatore che, quando misurato, mostri con accuratezza la frequenza, la durata e l'entità dell'esposizione al fumo passivo. La combustione del tabacco nei luoghi di lavoro confinati produce un aerosol contenente un'ampia varietà di solidi, liquidi (concentrazione molto elevata di particelle inferiori al micron caricate elettricamente) e composti chimici in fase gassosa. Attualmente, per la loro semplicità di misura, i vapori di nicotina e il particolato aerodisperso sono gli indicatori più comunemente usati per il fumo passivo. La misura con un fotometro laser automatico rappresenta un indicatore ad elevata sensibilità e rappresentatività. Il maggior vantaggio dell'utilizzo di questo strumento è la sua capacità di rilevare la totalità delle particelle in fase liquida come quelle del fumo di tabacco, componente che non può essere misurata accuratamente col metodo gravimetrico tradizionale, a causa della parziale evaporazione dal filtro. Il presente studio dimostra anche che gli edifici devono essere provvisti di locali confinati per fumatori, serviti da impianti di ventilazione autonoma, e posti in depressione con estrazione dell'aria scaricata direttamente all'esterno; in questi locali deve essere immesso un elevato volume d'aria per singolo fumatore.

summary

Exposure to environmental tobacco smoke is an important factor in indoor air quality assessment. It can be included in the aggravations (pre-existing causes) of work related diseases, which interest prevention and insurance activity. In this sense, we must also consider the relatively recent increase of the compulsory insurance field, now including employees and managers. The burning of tobacco in indoor workplaces releases an aerosol containing a large variety of solid, liquid, and gas phase chemical compounds. Measurement of all components in tobacco smoke is not feasible. Therefore, it becomes necessary to identify a marker which, when measured, will accurately represent the frequency, duration and magnitude of the exposure to environmental tobacco smoke. The burning of tobacco in indoor workplaces gives rise to an aerosol containing a large variety of solid, liquid and gas phase chemical compounds (elettrically charged submicron particles at very high concentration). Presently, vapor phase nicotine and respirable suspended particulate matter (ETS - RSP) are the most commonly used markers for environmental tobacco smoke because of their easiness of measurement. ETS measurement with an automatic laser photometer is a sensitive and representative marker. A major advantage of using this instrument is its ability to measure volatile aerosols such as liquid particles of tobacco smoke: these cannot be accurately measured gravimetrically because of evaporation from the collection filter. The present study also shows that buildings should be provided with enclosed, separately-ventilated, negatively-pressurized smoking rooms, with direct external exhaust; these smoking rooms should provide a high volume of outdoor air per smoker.   

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