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Tecnopatie come sociopatie: passato, presente e futuro. Dalla medicina del lavoro alla promozione della salute: e' un percorso realizzabile mediante una tutela integrata, prevenzionale e previdenziale insieme?

Mazzella Di Bosco M., Bernardini P.

riassunto

La presente nota prende l’avvio dal Convegno del centenario dell’INAIL svoltosi a Milano nel 1983, dove ALIBRANDI aprì il tema della prevenzione ricordando che, quando si ammirano i grandi monumenti dell’antichità spesso non si pensa a coloro che ne sono stati gli artefici e spesso le vittime, mentre solo da un secolo si è provveduto a fare leggi volte a combattere i rischi insiti nel lavoro ed a neutralizzare gli effetti. Le condizioni di lavoro in Italia alla fine degli anni ’90 sono migliorate nella maggior parte dei contesti lavorativi, come benefico effetto di un generale miglioramento delle condizioni di vita e di una maggiore attenzione nei riguardi della prevenzione. Di conseguenza si è radicalmente modificato lo scenario delle malattie causate dal lavoro, che, nelle forme più gravi e conclamate, sono pressoché scomparse. Il nuovo e più ambizioso obiettivo della prevenzione si è spostato verso le malattie “correlate” con il lavoro, nelle quali le noxae professionali si inseriscono con vario peso in una costellazione di fattori causali responsabili della loro insorgenza. I problemi posti da questo mutamento di prospettiva sono numerosi sia in ambito propriamente preventivo, per la difficoltà ad individuare il ruolo del lavoro nella genesi di affezioni sostanzialmente simili a quelle della comune patologia, sia in ambito assicurativo, per la difficoltà ad adattare alla logica del rapporto di causalità (la noxa lavorativa è la causa necessaria e sufficiente della malattia professionale) propria della medicina assicurativa tradizionale, la logica probabilistica (la noxa lavorativa si affianca ad altre noxae nel determinare la malattia). Con lo sguardo rivolto alle radici storiche della medicina del lavoro e della medicina assicurativa, e con la ragionevole speranza di vedere ampliati i benefici già raggiunti dalla prevenzione, gli autori ripercorrono le numerose aree problematiche poste dai nuovi scenari, con particolare riguardo alle malattie da polveri, all’asma, alle affezioni muscolo-scheletriche, alle dermatiti, ed al più grave dei problemi di sanità pubblica rappresentato dalle neoplasie e dai complessi rapporti che legano la loro insorgenza con i fattori di rischio lavorativo e non lavorativo. L’interesse sociale del problema delle malattie da lavoro (siano esse malattie professionali in senso stretto, o malattie work related) ed in particolare quello delle malattie neoplastiche, il patrimonio di competenza maturata dall’INAIL in questo ambito, insieme alla capacità di rispondere in maniera flessibile alle esigenze di una realtà lavorativa che muta, legittimano pienamente il programma di sviluppare accanto alle linee tradizionali di tutela previdenziale-assicurativa, aree più specificamente mirate alla prevenzione.

summary

The following commentary originates from the Congress convened to celebrate INAIL’s centenary, and held in Milan in 1983; on this occasion, ALIBRANDI introduced the issue of prevention highlighting that, when admiring the great monuments of antiquity, people mostly do not think of those who made them, and who often were their victims, while it is only in the past century that laws aimed at fighting against the risks inherent in work, and at neutralising their effects, were passed. At the end of the 1990s, working conditions in Italy showed improvements in most employment sectors, as the positive after-effect of a general improvement of living conditions, and a greater attention granted to prevention. As a consequence, the scenario of work-generated diseases, which, in their most serious and evident forms have practically disappeared, has changed. The new and more ambitious goal set by prevention has moved towards diseases showing a “correlation” with work, in which occupational noxae (diseases) make their entry with differing weight, in a constellation of causal factors responsible for their emergence. The problems raised by this shift in perspective are numerous both in the strictly prevention context, and owing to the difficulty in identifying the role played by work in generating diseases essentially similar to their common versions, and in the insurance field, owing to the difficulty in adapting to the logic of the relationship of causality (occupational noxa is the necessary and sufficient cause of occupational disease) typical of traditional insurance medicine, and probability logic (occupational noxa is added to other noxae in causing disease). By looking at the historical roots of industrial medicine and insurance medicine, and with the reasonable hope of seeing the benefits already reached thanks to prevention increase, the Authors revisit the many issues raised by the new scenarios, with special reference to diseases caused by dusts, asthma, diseases affecting the musculoskeletal system, dermatitis, the more serious of public health issues, i.e. cancer, and by the complex relations linking cancer emergence to occupational and non-occupational risk factors. The social interest raised by the issue of occupational diseases (whether they be occupational diseases in their strict sense, or work-related diseases), and in particular by cancer, the expertise heritage gained by INAIL in this sector, along with its ability to answer with flexibility the needs of a changing working reality, fully legitimise the intention to develop, alongside the traditional lines of social security-insurance protection, areas more specifically aimed at prevention.