Prattichizzo Giovanni
riassunto
Chi sono i professionisti della comunicazione? Quali sono le competenze necessarie per operare nel complesso mondo della cultura, della comunicazione e della creatività? In che modo operare per il riconoscimento e la tutela? Quali saranno le prospettive e gli orientamenti di queste professioni nel futuro? I lavoratori della conoscenza rappresentano una nuova classe sociale molto numerosa, centrale ma ancora non riconosciuta, che non ha un’identità collettiva e non ha una forma di protezione dei propri interessi. All’interno di questo trasversale e variopinto gruppo di knowledge workers si trovano i professionisti della comunicazione, della cultura e della creatività che sembrano rappresentare un volano strategico per la crescita economica ed occupazionale di una società. Nonostante tutto, nel nostro Paese permane un grande equivoco circa il ruolo e la funzione dei processi comunicativi sui quali negli ultimi anni si è concentrata molta attenzione e si è sviluppato un intenso dibattito. Si pensi al fatto che, nonostante l’evoluzioni tecnologiche e le vertenze dei contenuti e delle professioni, manchi ancora in Italia un lessico, una legittimazione ed una classificazione condivisa per quel che riguarda “gli operatori della comunicazione”. La riflessione qui presentata si focalizza su quattro macro-settori della comunicazione: Ideazione, produzione, management dell'audiovisivo tra cinema, tv e multimedialità; progettazione culturale e l'organizzazione di eventi; professioni del web tra comunicazione pubblica ed impresa e Citizen journalism e media press release. Il settore della comunicazione, evolutosi nel corso degli ultimi anni ed in costante fase di rinnovamento, richiede sempre nuovi professionisti, “intermediari culturali”, in grado di utilizzare tutti gli strumenti utili per una comunicazione efficace. Inoltre, la comparsa del digitale e dei social network ha modificato i contorni del settore influendo non solo sulla cultura, individuale e collettiva, ma anche sulla stessa crescita economica di un paese che fa fatica – in un momento di grave crisi - a rintracciare un percorso di sviluppo con scarse risorse ed investimenti. Eppure, nei confronti di tutto ciò sembra prevalere la disattenzione della politica italiana, la scarsa normazione (tutele e diritti) di queste professioni, l’assenza di una visione economica a lungo termine e politiche di valorizzazione, organizzazione e legittimazione di questo ambito formativo e professionale.
summary
Who are the communication professionals? What are the skills needed for working in the complex world of culture, communication and creativity? What are and the guidelines for these professions in the future? Knowledge workers represent a new social class, there are many of them, their role is central and yet they are not particularly recognised, do not have a collective identity and do not have a form of protection with regard to their own interests. Within this transverse and multi-faced group of knowledge workers are professionals in communication, culture and creativity that seem to represent a strategic driving force for the economic and employment growth of a company. Despite all this, in our country there remains significant misunderstanding surrounding the role and function of communicative processes which in recent years have received much attention and have provoked intense debate. Just consider that, despite the technological developments and the disputes of content and professions, in Italy there is still an absence of a lexicon, a legitimacy and shared classification with regard to “the operators of communication”. The discussion presented here focuses on four macro-sectors of communication: Design, production, management of the audiovisual including cinema, TV and multimedia; cultural design and the organisation of events; web professions including public communication and enterprise and citizen journalism as well as media press release. The field of communication that has evolved over the last few years and in a constant process of renewal, always requires new professionals, “cultural intermediaries”, able to use all the tools necessary for effective communication. In addition, the advent of the digital era and social networking has changed the contours of the sector impacting not only on culture, individual and collective, but also on the same economic growth of a country that is struggling - at a time of severe crisis - to redefine a path of development with scarce resources and investments. Yet, within this context what seems to prevail is the inattention of Italian politics, the lack of standardisation (protections and rights) of these professions, the absence of a long-term economic vision and policies of development, organisation and legitimisation in this educational and professional area.