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Più competenze tecniche, più sicurezza del lavoro

Camusi Maria Pia

riassunto

La sicurezza del lavoro in Italia non rappresenta ancora un valore sociale. Nonostante i dati ufficiali ci dicano che gli incidenti sul lavoro tendono a decrescere e che fra loro sono in calo anche quelli mortali e nonostante la recente normativa sia attenta a creare un sistema di vincoli e di controlli per orientare il comportamento degli individui, c’è ancora bisogno di un processo di socializzazione più profondo e della indispensabile valorizzazione delle professionalità tecniche, in quanto professionalità coprotagoniste del processo di securizzazione del lavoro. Questa valorizzazione si deve inserire all’interno di una strategia di messa in sicurezza che si muova secondo logiche diverse da quelle sin qui adottate. Fino ad oggi, infatti, le leggi e i regolamenti sulla sicurezza si sono caratterizzati per un approccio “top-down”, ossia a una sequenza verticale e sequenziale di interventi e di azioni, che spesso i soggetti coinvolti - imprese e lavoratori - hanno trovato difficile applicare e, in qualche caso, capire. Occorre passare ad una logica “bottom-up” caratterizzato dalla filosofia del rispetto e della considerazione di ciò che dal “basso” le imprese e i lavoratori richiedono.

summary

Occupational health and safety is not yet a socially accepted value in Italy. Despite the fact that official data suggests that workplace accidents, including fatal accidents, are on the decrease, and despite the passing of recent laws which seek to create a system of restraints and controls to influence individual conduct, a much deeper process combining socialisation and greater optimisation of technical professionalism is still needed if improved workplace health and safety is to be ensured. But this can only be achieved within the framework of a different mindset to the one adopted till now. As of today, indeed, health and safety laws and regulations are characterised by a top-down approach, by which is meant a series of vertical and sequential measures and actions which workers and employers have had difficulty implementing and, in some cases, even understanding. We therefore need to move to a bottom-up method characterised by an attitude of respect and due consideration for what employers and workers are demanding “from below”.   

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