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Nuova malattia e prescrizione

De Matteis Aldo

riassunto

L’Autore esamina i riflessi della sentenza della Corte cost. n. 46/2010 sul regime della prescrizione del diritto a rendita per malattia professionale. In caso di noxa permanente, cui sia sottoposto durante le propria vita lavorativa, il lavoratore non aveva diritto, prima della sentenza in esame, ad alcun incremento di rendita dopo il quindicennio della revisione, stante il principio di stabilizzazione dei postumi. Dopo Corte cost. 46/2010, l’incremento del grado di invalidità, successivo alla stabilizzazione dei postumi, rileva come nuova malattia, da unificare alla rendita secondo il regime dell’art. 80 t.u. 1124/1965. A questo punto l’ Autore si pone il quesito dei termini temporali per far valere la nuova malattia, e sviluppa al riguardo quattro riflessioni: a) l’oggetto della revisione della rendita è diverso per gli infortuni sul lavoro e per le malattie professionali. Per i primi, rilevano le modifiche del grado di invalidità che siano conseguenza esclusiva della noxa originaria, per definizione concentrata nel tempo. Per le seconde, invece, le dosi successive della causa efficiente, per definizione lenta, si cumulano giorno dopo giorno fino a determinare il grado di invalidità stabilizzato alla fine del quindicennio di osservazione, rilevante per la revisione della rendita già costituita. Pertanto nelle malattie professionali la noxa permanente e la corrispondente invalidità costituiscono due realtà omogenee e continue, artificiosamente divise in periodo di revisione e periodo di nuova malattia. b) l’art. 80 prevede la unificazione, senza limiti di tempo, anche di postumi inferiori al minimo indennizzabile, come tali meri fatti insuscettibili di accertamento giudiziario e di prescrizione. c) dopo Corte cost. 46/2010 la invalidità da malattia professionale ha assunto i medesimi caratteri di continuità propri di altre invalidità, tutelate dall’ ordinamento previdenziale ed assistenziale, che non sono soggette a prescrizione. Cita, come esempi di diritti imprescrittibili: il diritto alla pensione di inabilità, di vecchiaia, di anzianità, di invalidità civile, alla indennità di accompagnamento, all’assegno di cura e mantenimento previsto dall’art. 4 della legge 1088/1970. Individua il criterio discretivo come segue: sono soggetti a prescrizione i diritti a prestazioni che soddisfano bisogni temporanei, sono imprescrittibili i diritti a prestazioni che fronteggiano bisogni permanenti della vita. d) l’unica giustificazione addotta per il deteriore regime prescrizionale delle malattie professionali, e cioè l’esigenza di accertamento precoce, non è più appagante dopo i successivi sviluppi normativi e l’affinamento delle tecniche diagnostiche. Conclude augurando l’applicazione alle malattie professionali del medesimo regime: imprescrittibilità del diritto, prescrittibilità dei ratei pregressi.

summary

The Author studies the consequences of the Constitutional Court’s decision n. 46/2010 on the statute of limitations of professional illnesses. He points out that the review of an industrial accident is different from that of a professional illness: in the first one, just the accident is relevant; in the second one, the daily exposure to the risk may contribute to the final degree of inability after the period of 15 years’review from the recognition of the claim. Before the Court’s decision, for any illnesses, the principle of stabilization prevented from increasing the degree of invalidity after 15 years from the recognition of the annuity. As a result of the Court’s decision, the increase of the invalidity after 15 years must be considered as a new illness and added to the existing annuity. A question is thus what is the statute of limitations to claim the new illness. The Author’s suggestion is to apply the same regime as for other social insurance covers: the statute of limitations would not apply to the future period, but only to the past.

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