Persechino B., Laurano P., Vitali S., Fortuna G., Manca S., Valenti A., Iavicoli S.
riassunto
Il consumo di alcol rappresenta, a livello mondiale, la terza causa di malattia e morte prematura, dopo il basso peso alla nascita ed il sesso non sicuro e causa, ogni anno, il decesso di circa 2,5 milioni di persone, con una significativa percentuale di giovani. Pertanto oggi l’alcol è considerato uno dei cosiddetti “maggiori fattori di rischio evitabile”, con notevoli costi per la società, sia a livello economico (tra il 2% ed il 5% del Prodotto Interno Lordo) che sociale (criminalità, violenza domestica, incidenti stradali, infortuni sul lavoro). Sono soprattutto gli abitanti della Regione Europea dell’OMS a registrare il primato del consumo di alcol pro capite a livello globale; ormai da diversi decenni, quindi, Unione Europea e OMS sono impegnate nella definizione e nella diffusione di strategie di intervento da raccomandare agli Stati membri al fine di fronteggiare, in modo condiviso ed integrato, l’abitudine del consumo dannoso di alcol. Una tappa significativa è rappresentata dalla trasformazione, successivamente agli anni ’90, dei concetti di “uso” e “abuso” rispettivamente in “comportamento a basso o ad alto rischio”, in relazione a diversi parametri tra i quali, innanzitutto, la quantità di alcol assunto. Una particolare attenzione, inoltre, è stata dedicata all’impatto negativo dell’alcol sulla capacità lavorativa, in termini di assenteismo, perdita di competitività e produttività, ricadute su terzi. L’ILO stima che, globalmente, circa il 3% della forza lavoro sia affetta da alcoldipendenza; in proposito, nell’ultimo decennio, la politica dell’ILO è stata indirizzata a non discriminare il lavoratore con problemi alcol correlati, bensì a considerare l’uso/abuso di sostanze come qualsiasi altro problema di salute da gestire. La UE, l’OMS e l’ILO sono quindi impegnate da oltre un ventennio ad individuare policy a livello sovranazionale ed internazionale e ad elaborare strategie comunitarie e globali sull’alcol, seppure l’efficacia delle politiche e delle azioni dedicate a fronteggiare le problematiche alcol-correlate appare comunque subordinato alla messa in atto di specifiche azioni nazionali e locali integrate e condivise.
summary
The consumption of alcohol is the world’s third leading cause of ill health and premature death, after low birth weight and unsafe sex and causes, every year, the deaths of an estimated 2.5 million people, with a significant percentage of young people. Therefore, alcohol is considered one of the so-called “major preventable risk factors”, with huge costs to society, both at economic (between 2% and 5% of the Gross Domestic Product) and social level (crime, domestic violence, traffic accidents, accidents at work). The highest per capita alcohol consumption is registered in the WHO European Region, so European Union and World Health Organization (WHO) are involved in fulfillment and dissemination of strategies to recommend to Member States aiming at coping harmful use of alcohol. An important milestone is represented by the modification of the terms “alcohol use” and “alcohol abuse” respectively in “low and high risk behavior”, in connection with different parameters such as the amount of alcohol consumption. Also, particular attention has been paid to the negative impact of alcohol on working capacity, in terms of absenteeism, loss of productivity and competitiveness and impact on third parties. The International Labour Organization (ILO) estimates that, globally, about 3% of the workforce is affected by alcohol dependence and in this regard, over the last decade, the ILO’s policy has been directed not to discriminate workers with alcohol-related problems , but rather to consider the use/abuse of substances like any other health problem to manage. EU, WHO and ILO are involved for over twenty years in identify supranational and international policy and in develop global and community alcohol strategies, although the effectiveness of the policies and actions dedicated to address alcohol- related issues is still subject to the implementation of specific local and national activities.