Persechino B., Laurano P., Chiarello Ciardo S., Manca S., Vitali S., Bonifaci G., Iavicoli S.
riassunto
Il concetto di disabilità ha subito una profonda evoluzione negli anni dal dopoguerra ad oggi: se inizialmente era considerato uno "status" destinatario di politiche passive ed assistenzialistiche, oggi è un "rapporto sociale" dipendente da fattori individuali e condizioni ambientali. Laddove tali condizioni non permettano di garantire parità di diritti alle persone con disabilità, è possibile ravvisare una violazione dei diritti umani. Il passo culturale compiuto negli ultimi decenni, quindi, appare estremamente significativo; di conseguenza, anche le strategie degli organismi sovranazionali ed internazionali si sono modificate accogliendo i mutamenti intervenuti nei paradigmi culturali e scientifici relativi a questa tematica. Il presente lavoro si pone l'obiettivo di presentare, in una rassegna sintetica, gli atti regolamentari, i documenti e le iniziative prodotti, a livello comunitario ed internazionale, per sostenere la protezione e la partecipazione sociale dei soggetti disabili, nel contesto dell'affermazione dei diritti fondamentali dell'uomo. Il focus di attenzione è relativo, in particolare, agli interventi volti a promuovere l'inserimento nel mondo del lavoro, assicurando la prevenzione e la repressione dei fenomeni discriminatori. I disabili, infatti, tendono a sperimentare un elevato tasso di disoccupazione, di sottoccupazione, guadagni inferiori e, spesso, un abbandono prematuro del mercato del lavoro. Permangono, inoltre, problemi di accesso fisico al posto di lavoro e ai trasporti, oltre a pregiudizi ed erronee convinzioni da parte di colleghi, datori di lavoro e dell'ambiente professionale in generale. L'UE è impegnata a raccogliere ed analizzare esempi di buone prassi e ha basato da sempre i suoi interventi su tre elementi fondamentali: la garanzia di diritti individuali per combattere la discriminazione, l'eliminazione di ostacoli ambientali, la promozione di un'inclusione attiva delle persone con disabilità. Le Nazioni Unite (e le sue agenzie specializzate, OMS e ILO) hanno avuto il merito di introdurre la disabilità all'interno del paradigma dei diritti umani con la Convenzione del 2006, che interviene su diversi aspetti, tra cui l'inserimento professionale ed il mantenimento del posto di lavoro. Le successive strategie internazionali, tra cui anche il nuovo Piano d'Azione europeo per la disabilità 2010-20, si sono basate proprio sul quadro culturale e normativo convalidato dalla Convenzione UN per i diritti delle persone con disabilità. Dalla rassegna delle strategie internazionali, emerge comunque che, nonostante i molti progressi raggiunti a favore del miglioramento della qualità di vita delle persone disabili, è necessario un impegno ancora più grande per poter eliminare del tutto le barriere che ancora impediscono a molti di lavorare e contribuire allo sviluppo economico e sociale.
summary
The concept of disability has drastically changed since the postwar period: initially seen as a 'status' entitling people to the benefits of passive and welfarist policies, today disability is a 'social relational phenomenon' which is dependent on individual factors and environmental conditions. Should these conditions fail to guarantee to disabled people the right to equality, human rights are presumably being violated.The cultural progress over the last decades has been extremely significant; as a consequence, all strategies implemented by supranational and international bodies have been amended and changes in cultural and scientific paradigms regarding disability have been implemented. This work aims at providing a brief review of the regulatory acts, documents and initiatives at EU and international level designed to sustain the right to equal protection and social participation of persons with disabilities in the context of the fundamental human rights. In particular, this study focuses on measures aimed at promoting job placement for people with disabilities and ensuring the prevention and elimination of all forms of discrimination. People with disabilities are, in fact, more likely to be unemployed, underemployed or underpaid, which often results in an early exit from the labour market. Physical access to the workplace, transport accessibility, prejudices and stigma among co-workers, employers and the general work setting are some of the issues that still need to be solved. The European Union confirms its commitment to collect and analyse good practices and focuses its interventions on three key elements: the guarantee of individual rights to eliminate discrimination, removal of environmental barriers, promotion of an effective inclusion of persons with disabilities. The United Nations (and its specialised agencies: the World Health Organization and the International Labour Organization) has earned praise for including disability within the human rights paradigm through the Convention adopted in 2006 which promotes, inter alia, job retention and return-to-work programmes for persons with disabilities. Successive UN international strategies, including the European Disability Plan of Action 2010-20, centre on the cultural and regulatory framework consolidated by the UN Convention on the Rights of Persons with Disabilities. The review of international strategies indicates that, despite considerable progress in improving the quality of life for persons with disabilities, further efforts are needed to remove barriers that still prevent many disabled people from working and contributing to the economic and social growth.