Atzeri Sergio
riassunto
Il danno uditivo da rumore è una patologia di tipo cronico. La sua evoluzione è condizionata da perdurare nel tempo dell¿esposizione. Il modello che descrive il rapporto causa-effetto, espresso nello Standard ISO 1999-1990, correla l¿effetto atteso in una popolazione con una dose definita dal prodotto di un livello costante di rumore per il numero degli anni di esposizione. In presenza di livelli di rumore variabile si accetta che il danno sia proporzionale all¿energia acustica, ponderata A, complessivamente assorbita; il livello del rumore viene espresso mediante il livello equivalente. Nel procedere alle determinazioni strumentali dell¿esposizione personale, se la grandezza è finalizzata a stimare al rischio, non si può non tenere in considerazione tale presupposto. In questi termini le indicazioni metodologiche riportate dal D.Lgs. 277 del 15 agosto 1991, sono gravemente carenti. In questo lavoro vengono analizzate criticamente le metodologie di misura riportate in standard e norme di prevalente interesse per la situazione italiana. Dall¿analisi emerge che l¿osservazione occasionale dell¿esposizione è del tutto insoddisfacente per la stima del rischio in aderenza al significato contenuto nello Standard ISO 1999-1990. L¿A. propone un modello probalistico basato sulla determinazione sperimentale dei parametri della funzione di distribuzione delle esposizioni quotidiane personali di un gruppo di lavoratori, composto da individui per i quali sia valida l¿ipotesi di essere indistinguibili rispetto all¿esposizione al rumore. L¿applicazione del metodo richiede la misura dell¿esposizione mediante campionamenti personali replicati. Il numero delle repliche dipende dalla variabilità dell¿esposizione e dal grado di incertezza con cui si intende determinare la funzione di distribuzione. Nota la funzione di distribuzione, è possibile calcolare dell¿esposizione media nel lungo periodo. Il risultato che si ottiene è consistente con l¿impostazione probabilistica del rischio e può essere considerata rappresentativa di un tempo superiore a quello complessivo di osservazione, stimabile dell¿ordine dell¿anzianità della tecnologia del ciclo produttivo adottato.
summary
Noise-induced hearing loss is a chronic disease related to duration of exposure. The ISO standard 1999-1990 describes the dose-effect response in a population as the product of a steady noise level times the number of years of exposure. In the case of unsteady exposure level, hearing loss is assumed as proportional to the total delivered acoustic energy (weighted A), expressed by the Equivalent Continuous Noise Level. When focussed on risk estimate, instrumental measurements of personal daily exposures should take account of such a premise. In the opinion of the Author, from this perspective, the D.L. 277 procedural indications appear to be quite inadequate. The Author examines critically standard measurement procedures and regulations of straight Italian relevance. The analysis suggests that occasional exposure measurements are not enough for a reliable risk estimate, according to the model described in the ISO standard 1999-1990. The Author suggests a procedure based upon a probabilistic model, which uses the experimental determination of the parameters of the distribution function of personal daily exposures. Overall, the probability distribution functions is an adequate surrogate for the actual exposure of a homogenous group of workers whose exposures are assumed to be statistically undistinguishable. The method requires measuring noise exposure with repeated personal samplings. The number of measurements depends on the extent of exposure variability and the accepted level of uncertainty underlying the distribution function. The result is consistent with a probabilistic risk modeling and it may be assumed as repersentative of the time frame covering the application of the same technological work procedures.