Masi Marco
riassunto
In questi ultimi mesi abbiamo sentito ripetere da più parti della necessità di una riforma della Carta costituzionale, purtroppo anche con riferimento alla materia della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Critiche che alla luce dei risultati conseguiti fino a ora risultano assolutamente prive di fondamento. È ormai noto che la legge costituzionale n. 3/2001, nel modificare il Titolo V della Costituzione, ha inserito nel comma 3 dell’art. 117 la “tutela e sicurezza del lavoro” quale materia assegnata alla competenza legislativa concorrente delle regioni, intendendosi per tale una potestà legislativa da esercitare nel pieno rispetto dei principi fondamentali dettati dalla legge dello Stato; è del tutto evidente come il legislatore abbia voluto in tal modo affidare alle Regioni un ruolo di affiancamento dello Stato al fine precipuo di adattare, in quanto più vicine alle istanze dei lavoratori e delle imprese, i provvedimenti normativi alle specifiche esigenze territoriali. In tale ottica il ruolo che le Regioni devono svolgere, sempre nel rispetto di quei vincoli posti dalla legislazione dello Stato, è ampio e composito. In primo luogo un ruolo attivo di partecipazione al livello della legislazione statale, attraverso la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome, che dia concreta affermazione al principio della “leale collaborazione” inserito nel comma 2 del modificato art.120 della Costituzione e più volte proclamato dalla Corte Costituzionale come principio di generale applicazione, al punto che oggi la leale collaborazione viene intesa come collaborazione paritaria tra lo Stato e le Regioni. Un secondo livello, non meno importante, è rappresentato dall’adattamento attraverso la normativa regionale della norma dello Stato al contesto economico eproduttivo dei territori, soprattutto sotto il profilo dell’affermazione della culturadella prevenzione che passa attraverso interventi di formazione e informazionedei lavoratori e di sensibilizzazione delle imprese con la previsione di un sistemapremiale delle cosiddette imprese virtuose.Il terzo livello è senza dubbio quello della programmazione e del coordinamento,attraverso gli appositi comitati regionali, di tutti gli interventi nella materiadella tutela della salute e della sicurezza nonché il necessario raccordo con lecompetenze assegnate agli organismi statali.L’evoluzione della società e della percezione della salute da parte dei cittadinipone senza dubbio nuove responsabilità alle Regioni, attraverso le quali si realizzala massima integrazione tra organizzazione sanitaria e territorio. In presenzadi una più diffusa e avvertita sensibilità per la qualità della vita, ci si interrogasempre più frequentemente sulle condizioni fisiche e di benessere della propriaesperienza lavorativa e si avverte con maggior consapevolezza il diritto a una vitae un ambiente qualitativamente migliori.
summary
Over the past few months not a few people have been demanding reform of the Italian Constitution, unfortunately also with reference to occupational health and safety. On the basis of results obtained thus far, the criticisms on which these calls are based have absolutely no foundation. It is a well known fact that, in amending Title V of the Italian Constitution, constitutional law no. 3/2001 inserted “workplace health and safety” in paragraph 3 of article 117 as an issue assigned to the legal competence of regional governments, by this meaning a legal power to be exercised with full regard for the fundamental principles dictated by the laws of the State. It is clear that, in this way, the legislator aimed to assign the regions with a role alongside that of the central government, with the main purpose of adapting laws to the specific local needs of workers and employers. In this perspective, the role to be played by the regional governments, with due regard for the restrictions of national laws, is both broad and composite. Firstly, it is an active participatory role in the formulation of national legislation through the permanent conference for relations between central, regional and autonomous provincial governments. This provides a concrete application of the principle of “loyal cooperation” inserted in paragraph 2 of the amended article 120 of the Constitution and proclaimed on several occasions by the Constitutional Court as a principle for general application, to the extent that today loyal cooperation is understood as collaboration on an equal footing between central and regional governments. A second but no less important level is adaptation, via the regional laws passed by the national parliament, to local economic and productive contexts, above all from the point of view of fostering a culture of prevention by training and informing workers and by raising awareness among employers through an award system for virtuous businesses. Thirdly, there is the planning and coordination, via the regional committees set up specifically for this purpose, of all health and safety measures, to say nothing of the vital correlation between these and the tasks assigned to central government controlled bodies. The evolution of society and the perception of health among citizens imply new responsibilities for regional governments through which maximum integration between the organisation of health care and local areas can be achieved. In the presence of a more widespread and informed sensitivity over the quality of life, people are more frequently asking questions about their physical condition and wellbeing at work, and a greater awareness of the right to a qualitatively better life and environment can be discerned.