Linda Salerno M.
riassunto
La parola“resilienza” si è “sciolta” in molti, diversi e specifici contesti: la resilienza personale, la resilienza di comunità, la resilienza dell’engineering, la resilienza organizzativa. Chi per primo ha approfondito il tema della resilienza organizzativa è stato Karl Weick, americano, nato nel 1936. Insegna psicologia del comportamento organizzativo presso l’università del Michigan ed è noto come il capo scuola delle teorie organizzative dette “fenomenologiche”.
Molti casi reali e noti di eventi traumatici sono stati studiati in ottica di resilienza organizzativa: qui abbiamo scelto di riferirci ad un grande classico - l’incendio di Mann Gulch citato in molti testi di teorie organizzative - per trarne, dal punto di vista fenomenologico le lezioni apprese, le regole d’oro e i fattori facilitanti la resilienza organizzativa.
In questo articolo ci chiediamo perché alcune organizzazioni - definite “ad alta affidabilità”- quando affrontano un cambiamento inaspettato, riescono meglio di altre: perché - si direbbe con MARCEL PROUST, il vero viaggio di scoperta non è vedere nuovi mondi ma cambiare occhi. In questo consiste di fatto la sfida.
Dopo il libro Senso e significato dell’organizzazione, tradotto in Italia da Cortina nel 1997, presso lo stesso editore KARL WEICK con KATHLEEN SUTCLIFFE pubblicano quest’anno Governare l’inatteso: organizzazioni capaci di affrontare le crisi con successo
summary
The word “resilience” « touches » many different and specific contexts: personal resilience, community resilience, engineering resilience, organizational resilience. The American Karl Weick born in 1936 was the first one to analyse in depth, the theme of organizational resilience. He teaches psychology of organizational behaviour at the University of Michigan, and he is known as the school chief of organisational theories called “phenomenological”. Many real and known cases of traumatic events have been studied based on organizational resilience: in this case, we referred to a great classic - Mann Gulch fire, mentioned in many texts on organizational theories - to extract, from a phenomenological point of view, the lessons learned, the golden rules and the factors that facilitate organizational resilience. In this article, we are asking ourselves why some organizations - defined “highly reliable”- are able to face an unexpected change better than others: because - as Marcel Proust states - « The real voyage of discovery consists not in seeking new landscapes, but in having new eyes ».
The challenge lies in this. After the book ”Sensemaking in organizations" translated in Italy by Cortina in 1997, Karl Weick and Kathleen Sutcliffe publish this year, through the same publisher: “Managing the unexpected: assuring high performance in an age of complexity”.