Quadri Elena
riassunto
Il tema delle problematiche connesse alla legislazione vigente in tema di procedure ad evidenza pubblica costituisce un argomento molto dibattuto, in considerazione dell’esistenza di un impianto legislativo molto farraginoso, determinato dall’esigenza di porre un limite alla discrezionalità delle stazioni appaltanti per il grave pericolo costituito dall’aumento della corruzione e dall’ingerenza della criminalità organizzata nel settore degli appalti pubblici. Tale complicazione determina, però, difficoltà di interpretazione, sia da parte degli operatori economici che delle stazioni appaltanti, con conseguenti comportamenti dei suddetti soggetti difformi dalle regole che vigono in tema di evidenza pubblica. Esempi di tali problematiche è rappresentato dai numerosi contenziosi che si sono susseguiti in tema di requisiti di ordine generale richiesti per la partecipazione alla procedura ad evidenza pubblica o del requisito di partecipazione concernente la regolarità contributiva previdenziale e assistenziale. Tale formalismo è anche causa di un’inefficienza del sistema, che determina indubbie ripercussioni pure sull’economia nazionale. Si è cercato, quindi, di porre rimedio a questi effetti mediante modifiche legislative che non brillano, a loro volta, per chiarezza e sinteticità e che hanno sovente determinato ancora più confusione e sforzi ermeneutici, come nel caso della norma che disciplina il dovere di soccorso e il principio di tassatività delle cause di esclusione. Un ausilio potrà, forse derivare dall’attuazione nel nostro ordinamento delle nuove direttive sugli appalti pubblici emesse nella primavera del 2014, che, riconoscendo un ruolo centrale alle scelte discrezionali delle amministrazioni aggiudicatrici e mettendo in atto un approccio alla disciplina degli appalti e delle concessioni di tipo sostanzialmente diverso dal contesto normativo italiano, potranno costituire un’importante occasione per modificare l’attuale quadro normativo esistente in Italia sul tema.
summary
The subject of the problems associated with current legislation with respect to public procedures is a much debated topic, given the existence of a very cumbersome legislative system, determined by the need to put a limit on the discretion of contracting authorities because of the grave danger posed by increased corruption and interference of organized crime in the public procurement sector. However, this complication leads to difficulties in interpretation, both by economic operators and contracting authorities, resulting in behavior of the abovementioned parties which is not in line with the effective regulations with regard to public procedure. Examples of such problems are represented by the numerous disputes that have occurred with respect to general requirements required for participation in the public procurement procedure or for participation requirements concerning regular pension and social security contributions. This formalism is also due to inefficiency of the system, which undoubtedly determines repercussions on the national economy as well. Therefore, attempts have been made to remedy these effects through legislative changes that do not provide clarity and brevity themselves and have often created even more confusion in interpretive efforts, as in the case of the rule governing the duty to provide assistance and the principle of obligatory nature for developing the grounds for exclusion. An aid might result from our legislature of new public procurement directives issued in the spring of 2014, which, while recognizing the current discretion of the contracting authorities and implementing an approach to regulate contracts and concessions which are substantially different from the Italian legal framework. This will be an important opportunity to amend the current regulatory framework existing on the subject in Italy.