Ludovico Giuseppe
riassunto
Nel saggio l’Autore si propone di valutare la compatibilità della nozione di infortunio in itinere contenuta nell’art. 12 del D.Lgs. 23 febbraio 2000, n. 38, con la disciplina complessiva dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. A tale fine, con particolare attenzione ai più recenti orientamenti della giurisprudenza in materia di infortunio in itinere e di occasione di lavoro, viene posta in risalto la tendenza all’ampliamento dei confini di indennizzabilità della tutela antinfortunistica. Più precisamente, si sottolinea come le recenti soluzioni elaborate dalla giurisprudenza prescindano da un rigoroso accertamento dell’origine professionale dell’evento sino al punto da ricomprendere nella garanzia assicurativa anche gli infortuni verificatisi a causa di rischi non originati dalla prestazione lavorativa. Sulla base di tali considerazioni, si procede ad una valutazione delle possibili scelte che il legislatore avrebbe dovuto compiere al fine di salvaguardare la coerenza del sistema assicurativo. Dal raffronto tra la nozione di infortunio in itinere recepita dall’art. 12 ed i princìpi elaborati dalla giurisprudenza della Corte Costituzionale emergono alcuni profili di irrazionalità della disciplina nella parte in cui non estende la propria applicazione ad ogni soggetto esposto al rischio tutelato.
summary
The Author considers the notion of commuting accident, with particular respect to the compatibility between paragraph 12 of “The Accidents at Work and Occupational Disease (Amendment) Regulations 2000” and the global insurance system against accidents at work. The Author also analyses the most recent jurisprudence trends towards insurance extension and points out the possible choices that the legislator could have made to preserve insurance consistency.