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L'obbligo di sicurezza nella pubblica amministrazione dopo la normativa comunitaria

Marando Giuseppe

riassunto

Gli sviluppi della moderna sicurezza del lavoro di fonte europea vengono esaminati per i loro effetti sulla Pubblica Amministrazione, che comincia anch’essa a rinnovarsi - almeno sul piano legislativo - proprio in coincidenza con il recepimento (affannoso e disordinato) delle direttive comunitarie da parte del nostro legislatore delegato. L’A. accenna alle tre fasi dell’evoluzione della normativa prevenzionale (inizio del novecento, anni cinquanta, anni novanta) e raffronta la pratica disapplicazione negli uffici amministrativi della disciplina anteriore (improntata ad una protezione “oggettiva” riferita a misure tecniche, per macchine ed attività intrinsicamente pericolose) con la nuova “filosofia” della sicurezza nell’ambiente di lavoro (pubblico e privato) introdotta dal fondamentale D.Lgs. 626/1994. Vengono quindi passate in rassegna diverse problematiche: le esigenze particolari di taluni settori della P.A. (cui adattare per legge la disciplina generale); l’individuazione dei soggetti responsabili nelle P.A. secondo la classica tripartizione “datori, dirigenti e preposti”; i poteri di spesa della dirigenza pubblica; la c. d. “delega”. Infine, sono indicate le linee principali del documento di valutazione dei rischi per la P.A. secondo la ratio della nuova cultura che riguarda (in applicazione del Trattato europeo) non solamente la sicurezza ma anche la salute, cioè il benessere psico-fisico del lavoratore, con una serie di principi generali, norme specifiche e regole procedimentali (in primis i piani di sicurezza ed il metodo della partecipazione e collaborazione), non più eludibili, che collocano la sicurezza del dipendente pubblico nell’ambiente di lavoro in un’ottica sconosciuta in passato.

summary

The progress made by the modern European industrial safety is analysed in terms of the effects that the latter has had on Public Administration, which is also starting a reorganisation process - at least from a legislative standpoint - in connection with the (difficult and untidy) implementation of community directives by our appointed law-maker. The Author mentions the three development stages of prevention regulations (the beginning of the twentieth century, the fifties and the nineties) and makes a comparison between the actual non-implementation of previous rules (aimed at the “objective” protection of machinery and intrinsically dangerous activities through technical measres) due to the new “rationale” focused upon the safety of the (public and private) work environment introduced by legisl. Decree No.626/94. Therefore, there follows an overview of several problems: the particular needs of specific P.A. sectors (to which general rules should be adjusted by law): the identification of P.A. officers along the lines of the traditional tripartition of “employers, managers and employees”; public management powers, such as the socalled “delegation”. Finally, the Author indicates the main traits of the P.A. risk assessment document in conformity with the ratio of the new culture concerning (in pursuance of the European Treaty) not only safety, but also the state of health, that is to say the psycho-physical well-being of the employee, along the lines of a number of general principles, specific standards and procedural rules (in primis safety plans and the participation and collaboration method), which cannot be neglected and have made the industrial safety of public workers be considered from an totally new perspective.

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