Tassone Andrea
riassunto
e polemiche circa la liceità o meno per un ente pubblico di accumulare avanzo e l’opportunità di ridistribuire eventualmente questo “tesoretto” verso finalità legate a prevenzione e sviluppo. L’obiettivo di questo lavoro non è certo quello di aggiungere al dibattito nuovi spunti di polemica ma semplicemente di fare luce sulle cause che hanno determinato in questi ultimi anni un crescente squilibrio tra entrate ed uscite. La metodologia proposta per scomporre l’utile passa attraverso una preliminare scomposizione sia delle entrate che delle uscite facendo esclusivamente uso di parametri immediatamente ed annualmente disponibili quali i tassi puri e specifici aziendali, i tassi puri e di tariffa ed infine i tassi applicati. Dopo una prima parte necessariamente dedicata all’approfondimento del processo di elaborazione della tariffa ed in particolar modo del meccanismo di oscillazione del premio, si sono utilizzati i tassi medi di tariffa, di cui è nota la composizione, per sezionare dal 2000 al 2010 il gettito premi di ciascun settore tariffario in varie componenti. Allo stesso modo, attraverso la conoscenza, anno per anno, dei tassi puri e specifici aziendali, nonché di quelli annualmente applicati, sono state individuate le macroposte in uscita di cui le singole componenti del gettito premi sono a copertura. Una delle più interessanti poste al passivo è data, ovviamente, dall’utile che è stato anch’esso scomposto in più parti per poterne meglio conoscere le origini. Il risultato che è emerso da questa analisi è che la maggior parte dell’avanzo è da imputare ad un sovracaricamento per oneri indiretti rispetto alle reali necessità. In misura minore ma sempre consistente l’utile è generato da una diminuzione degli oneri diretti da attribuirsi in larga parte ad un calo della sinistralità. A contribuire, invece, negativamente sull’utile è l’oscillazione per andamento infortunistico a causa di tassi applicati medi sempre minori rispetto ai tassi medi di tariffa. Certamente l’applicazione al 2010 di una tariffa, quella del 2000, costruita per garantire, invece, l’equilibrio attuariale per tre anni rappresenta di per sé il motivo principale di un siffatto scollamento tra la realtà prevista dalla tariffa applicata e la realtà osservata.
summary
Net profit that is yearly logged in favor INAIL feeds regularly debates and controversies about the earning legality for a public entity and the opportunity to redeploy any surplus to purposes related to prevention and development. The objective of this work is not to add new controversies to the debate but simply to shed light on the causes that have resulted, in recent years, a growing imbalance between revenue and expenditure. The methodology proposed to split the profit goes through a preliminary breakdown of revenue and expenditure and makes exclusively use of parameters immediately and annually available like pure and specific corporate premium rates, pure and tariff premium rates and, finally, applied tariff premium rates. After a first part to be devoted to deepening the process of pricing and especially of the tilting mechanism of premium, we used the average tariff premium rates, of which composition is known, to decompose total revenue from 2000 to 2010 for each tariff sector. Similarly, through knowledge, year by year, of the pure and specific corporate rates and those applied annually we have identified the output balance sheet items covered through the individual components of total revenue. One of the most interesting items on the liabilities is given, of course, from profit that was also broken into components in order to be able to learn more about its origins. The result that emerged from this analysis is that most of profit is due to an overloading for indirect charges. To a lesser extent, but still substantial, profit is generated by a decrease in direct expenses attributable largely to a decline in loss ratio. Instead, the bonus-malus system contributes negatively to the formation of profit due to an average of applied rates increasingly lower than average tariff rates. Certainly the decennary application of an obsolete tariff that was built to ensure the actuarial balance for just three years, is in itself the main reason for such a disconnect between the forecasted and the observed reality.