Mastropaolo Fulvio
riassunto
Nel quadro generale dell'assistenza pubblica trovò origine e sistemazione nel 1898 l'INAIL come Istituto pubblico di assicurazione per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Negli ultimi due decenni, anche per la spinta ricevuta dalla giurisprudenza costituzionale, tra gli eventi infortunistici assicurati è stato accolto il danno biologico. L'art. 13 del D.Lgs. 23 febbraio 2000,n. 38, pone a carico dell'INAIL appunto un indennizzo per il danno biologico, conseguente ad impegni lavorativi, anche quando le conseguenze dannose non si riferiscono strettamente all'attività di lavoro e alla capacità di guadagno. Lo scritto si pone il problema delle ragioni dell'indennizzo, se esse, cioè, siano nella stessa menomazione dell'integrità psico-fisica subita dal soggetto offeso, considerata in sé stessa, o nelle conseguenze negative, provocate ad attività del soggetto leso, aventi valore economico. L'Autore concorda con l'affermazione che l'individuo ha ed esercita un diritto fondamentale non solo quale produttore di reddito, ma nella sua globalità e quindi anche nella sfera spirituale, culturale, affettiva, sociale, sportiva e in ogni altro ambito e modo in cui si svolge la sua personalità. Egli critica però quella parte della dottrina e della giurisprudenza che ha riferito il danno biologico alle attività non retribuite per prestazioni di lavoro e ne ha fatto un tertium genus, quasi intermedio tra il danno patrimoniale e il danno non patrimoniale, risarcibile "solo nei casi determinati dalla legge" (art. 2059 c.c.). Se è vero che l'attitudine di una persona umana a produrre ricchezza le attribuisce qualificazione economica, questa non consiste soltanto nella capacità produttiva di un regolare reddito, ma include la capacità di produrre anche utilità a-reddituali, per sé e/o per altri. Il risarcimento del danno è rivolto a rimuovere conseguenze economiche derivanti da lesioni alla persona, sia quelle relative alla perdita, subìta o prevedibile, nella retribuzione, sia consistenti nella perdita delle altre utilità che avrebbe potuto da sé ottenere il soggetto leso, se non ne fosse stata colpita la salute. Tra queste ultime rientra tutto quanto ognuno produce per sé e per le esigenze proprie (o dei familiari), dalle pulizie domestiche e personali, agli accomodamenti di abiti, di orologi, di mobili personali, alla preparazione dei cibi, allo studio autodidattico per migliorere la propria preparazione (ad es. in idiomi diversi da quello nazionale), etc. Tali utilità, pur se prodotte nel tempo libero, hanno valore economico, ma, non avendo natura reddituale, dovranno essere valutate economicamente con riferimenti diversi dalla retribuzione. Seguendo l'esempio della giurisprudenza francese, nella più recente Commissione di studio formata dall'INAIL, è stato suggerito di seguire il metodo del calcul au point. Per la valutazione del danno biologico è necessario tener conto dell'entità della lesione, dell'età dell'infortunato, del tempo dedicato al lavoro retribuito e ad attività extralavorative e a-reddituali. Circa il tempo, occorre calcolare quanto poteva e (se non vi fosse stato l'evento lesivo) potrebbe essere dedicato dal soggetto leso alle attività di lavoro retribuito ed a quelle, invece, extralavorative e a-reddituali. È evidente, infatti, che i tempi di lavoro (ordinario e straordinario) riducono quelli dedicati ad attività extralavorative. Se perciò una lesione provochi un'invalidità percentualmente apprezzabile e di fatto uguale su due persone della medesima età, ma diversamente colpite siano le attività lavorative retribuite e quelle extralavorative, nella cui riduzione o perdita consiste il danno biologico, economico, perché produttivo di utilità, ma a-reddituale, diverso sarà pure il complessivo risarcimento.
summary
The INAIL was founded in 1898, in the general framework of public welfare, as a public insurance institute for accidents in the workplace and professional diseases. In the last two decades, thanks to the boost received from constitutional jurisprudence, biological accidents have been included on the list of industrial accidents. Article 13 of the Legislative Decree n. 38 of 23 February 2000 charges the INAIL with the indemnity for biological damage sustained in the workplace even when the damage does not refer strictly to the work carried out and to the earning capacity. The paper poses the problem of the reasons for the indemnity which is to say if they are in the same disability as the psychophysical integrity of the injured person, considered as such, or in the negative consequences provoked by the activity of the injured party, having an economic value. The Author agrees with the statement that the individual has and exercises a fundamental right not only when he produces an income but in his entirety and therefore also in the spiritual, cultural, emotional, social, sporting sphere and in every other situation and way in which his personality is expressed. However he does criticise that part of the doctrine and of jurisprudence which refer the biological damage to unpaid working activities and which have created an almost intermediate tertium genus, between the patrimonial damage and the non-patrimonial damage which can be indemnified "only in cases determined by the law" (Article 2059 c.c.). If it is true that the capacity of a human being to produce wealth attributes to him economic qualifications, this does not only consist in the productive capacity of a regular income but also includes the capacity to produce non-income utilities for himself and/or for other parties. The indemnity for the damage is aimed at removing economic consequences deriving from injuries to the person, both those relative to the actual or predictable loss of the remuneration, and those relative to the loss of the other utilities which the injured party would have been able to obtain if his health had not been impaired. These include everything that one produces for oneself and for one's personal needs (or the needs of one's family), from domestic and personal cleanliness to the repair of clothes, watches and personal furniture to the preparation of food to auto-didactic studies to improve one's level of preparation (for example foreign languages) etc. The utilities, even when produced during leisure time, have an economic value but, not producting an income, must be assessed economically with different levels of remuneration. In the INAIL's most recent study, taking the example of French law, it was suggested that the "calcul au point" method be used. In order to assess the biological damage the entity of the injury, the age of the injured person, the time devoted to paid work and to leisure and non-income activities must be taken into account. With regard to the time a calculation must be made of how much time the injured person could have devoted to paid activities and how much to leisure and non-income activities (if the injury had not occurred). It is obvious that the time devoted to work (both ordinary and overtime) reduces the time spent on non-working activities. And so, if an injury a percentually appreciable invalidity of the same measure in two people of the same age, the paid working and the leisure activities, in the reduction or loss of which consists the biological damage, will be affected in different ways as they are productive of non-income utilities while the overall indemnity will also differ. Download testo completo (.pdf 51 Kb)