Berra A., Coggiola M., Coggiola G, Coggiola Cotilli, Romano C., Piolatto P.g., Testi R.
riassunto
Un corretto approccio metodologico alla trattazione del mobbing comporta la necessità di definire il fenomeno e quindi le azioni mobbizzanti, le reazioni dell’individuo, il manifestarsi dell’eventuale danno alla persona. Tutto ciò richiede un approccio multidisciplinare con ruolo sicuramente significativo per specialisti quali gli psichiatri, gli psicologi, i medici legali; si ritiene che il medico del lavoro debba fornire un utile contributo alla conoscenza e alla gestione di tale fenomeno in particolare durante le fasi di valutazione del rischio in azienda. A tale scopo appare opportuno rendere standardizzabili i criteri di diagnosi e valutazione del danno per compiere un opportuno filtro tra i casi di mobbing reale rispetto ai casi di mera conflittualità sul lavoro. L'approccio metodologico appare, peraltro, di difficile attuazione, poiché dai dati della letteratura sono emersi i limiti degli strumenti normalmente utilizzati in psicologia e psichiatria clinica. A tal proposito i dati relativi alla recente esperienza del Dipartimento di Medicina del Lavoro di Torino in tema di approccio diagnostico e di valutazione del danno derivante da azioni mobbizzanti, hanno confermato la difficoltà di poter ottenere dati clinici di univoca interpretazione, anche in relazione alle valutazioni effettuate presso altri centri di diagnosi qualificati. In tema di approccio valutativo del fenomeno mobbing, viene sottolineato inoltre il limite imposto dall'assenza di riscontro oggettivo dei fatti riferiti.
summary
In order to define a correct methodical approach to dealing with mobbing, the phenomenon must be defined along with the “mobbing” actions themselves, the subject’s reactions and any signs of damage. To do this, a multidisciplinary approach must be applied, and, although, the most significant roles will be those of the psychiatrists, psychologists and doctors specialised in legal-medical questions, the occupational doctor should be involved. Indeed, the occupational doctor is able to offer a very useful contribution in the form of pertinent “know how” and the management of this phenomenon, particularly during the risk assessment phase. Therefore, the need to set up standardised diagnostic and damage assessment criteria so as to be able to distinguish the real mobbing cases from cases of work conflicts. As literature data have evidenced some limits the psychiatric and psychological techniques have, this methodical approach seems to be difficult to put into practice. Studies carried out by the Occupational Medicine Department in Turin on the diagnostic approach and damage assessment in mobbing actions have confirmed the difficulty in obtaining uniform clinical data, not only within their own structure, but also outpatients presenting previous documentation prepared by other qualified diagnostic centres. Moreover, the purely subjective assessments in absence of “objective” evidence further limits the evaluation strategy.