Passa al contenuto principale

Navigazione - Ti trovi in:

Il fenomeno della selezione degli inabili alla luce dei nuovi coefficienti di capitalizzazione delle rendite INAIL

Chiaramonte C., Picconi R.

riassunto

La selezione delle collettività umane non solo costituisce un fenomeno naturale di notevole interesse biologico, ma è anche un fatto economico e sociale che incide significativamente sulla produzione e distribuzione dei beni e servizi, nonché sullo stato di benessere raggiunto da una collettività in virtù di un efficiente sistema di sicurezza sociale privato e/o pubblico. La positiva riduzione della mortalità e, conseguentemente, l’altrettanto benefico allungamento della durata della "vita media" comporta, se a tale fenomeno non si contrappone un incremento della popolazione attiva (aumento della natalità e/o del flusso immigratorio), un aggravio di oneri sociali non solo per il mantenimento dei livelli già raggiunti dalle prestazioni in corso di godimento, ma anche per quelle che si aggiungono alle precedenti per effetto dell’inevitabile incremento della popolazione pensionata; prestazioni complessive non più equivalenti al reale andamento del corrispondente gettito contributivo. A questo fenomeno non si sottraggono collettività di inabili come quelle definite dall’inail anche se gli effetti sull’incremento dei costi delle prestazioni, dato il sistema finanziario di gestione adottato, derivano più dal prolungamento della "vita media" che dalla numerosità e capacità contributiva degli attivi. Per una più approfondita analisi, la popolazione degli inabili percettori di rendite inail è stata suddivisa in tre collettività omogenee rispetto alla gravità della menomazione (classi di grado di inabilità iniziale: 11%-40%, 41%-66% e 67%-100%) e, per ciascuna di esse, sono stati determinati i seguenti parametri biometrici: le probabilità di morte (frequenze grezze perequate), la legge di sopravvivenza e, per ciascuna età, la durata della "vita media". Dal confronto dei suddetti parametri con quelli corrispondenti alla popolazione generale (maschile), si evince che la mortalità degli inabili segue il positivo trend decrescente della mortalità generale, per cui anche per i portatori di handicap si riscontra la stessa riduzione delle probabilità di morte dovuta alle migliorate condizioni socio-economiche ed igienico-sanitarie registrate in questi ultimi tempi. Per quanto riguarda, invece, il livello assunto dalla mortalità in funzione delle classi di grado di inabilità iniziale, lo studio ha evidenziato una sovramortalità, rispetto a quella generale, in corrispondenza alle due classi di grado di inabilità più elevate (41%-66% e 67%-100%), mentre per la restante classe, quella meno grave (11%-40%), la mortalità in questione è risultata inferiore a quella di riferimento. Tali risultati trovano, nel periodo statistico 1990-95, un’ulteriore conferma nei valori assunti dal "punto di lexis" (punto corrispondente all’età di massima intensità dei decessi) che, in corrispondenza alle tre classi di grado sopra considerate (11%-40%, 41%-66% e 67%-100%), presenta i seguenti valori: 84, 83 e 80 anni. Nello stesso periodo, il "punto di lexis" riferito alla popolazione generale maschile è di 82 anni. Il parametro biometrico "vita media" assume una distribuzione decrescente con l’aumentare della gravità delle menomazioni ed un "trend" crescente con la tendenziale riduzione della relativa mortalità.

summary

Survival in human groups not only constitutes a very interesting natural phenomenon from a biological point of view, but it is also a social and economic fact which affects significantly the production and distribution of goods and services, as well as the welfare achieved by a society as a result of an efficient private and/or public social security system. The positive reduction of mortality and, consequently, the parallel beneficial increase of the "average life" entails, if such phenomenon is not counterbalanced by an increment of the active population (greater birthrate and/or immigration), a larger amount of social costs not only to preserve the levels already achieved for the services currently being rendered, but also for those that will have to be provided in addition to the others as a result of the inevitable rise of the retired population; an overall level of service that no longer reflects the actual trend in the contributions received. This phenomenon involves also disabled groups, as defined by inail, even though the rising service costs, given the financial management system adopted, are due more to the increased "average life" than to the number and contributing ability of the active population. For a more in-depth analysis, the disabled population which collects inail compensation payments was divided into three groups, according to the seriousness of the disability (classes of degree of initial disability: 11%-40%, 41%-66% and 67%-100%) and, for each of them, the following biometric parameters were defined: probability of death (raw frequencies equated), the law of survival and, for each age, the "average life" duration. A comparison of the above parameters with those of the general population (male) reveals that the mortality of the disabled follows the positive decreasing trend of general mortality; thus, also the disabled enjoy a reduced probability of death due to the improved social and economic, as well as healthcare, conditions. As to the level reached by mortality depending on the degree of the initial disability, the study highlighted an over-mortality, compared to the general level, in the two highest disability classes (41%-66% and 67%-100%), while for the remaining class, the least serious (11%-40%), mortality was lower than that of reference. These results are further borne out, in the 1990-95 period, by the values of the "lexis point" (the age where most deaths occur) which, for the three classes considered above (11%-40%, 41%-66% and 67%-100%), shows the following values: 84, 83 and 80 years of age. In the same period, the "lexis point" for the general male population was 82 years of age. The "averagelife" parameter shows a decreasing distribution as the gravity of the disability rises and a growing trend as relative mortality declines.