Anselmi E., Bonifaci G., Chiaramonte C., Conte Palmerina, Coviello S.
riassunto
Dopo aver affrontato in un precedente studio l’andamento temporale con analisi descrittive ed inferenziali del fenomeno degli infortuni in itinere, abbiamo proceduto all’analisi della distribuzione territoriale a livello di provinciale e regionale con le loro significatività statistiche nei confronti di quanto rilevato a livello nazionale per il quinquennio 2004-2008. Relativamente al fenomeno abbiamo, infatti, voluto verificare la diversità dei tassi di crescita (trend) nelle singole provincie, la significatività statistica a livello regionale dei tassi di incidenza (probabilità di accadimento dell’evento), nonché l’età media dell’infortunato alla data di accadimento stesso sia per tutti i casi che per quelli mortali. Lo studio ha dimostrato che, nel periodo preso in considerazione, l’età media dell’infortunato all’epoca di accadimento dell’evento tende a crescere. A livello nazionale l’età media cresce dai 35,5 anni per l’anno 2004 all’età di 37,5 anni per l’anno 2008. Limitatamente ai soli casi mortali, l’età media nel periodo va dai 37, 8 anni per l’anno 2004 ai 39,2 anni per l’anno 2008. L’incremento di tali età potrebbe essere attribuito, a nostro avviso, dall’invecchiamento della popolazione attiva dovuto alla mancanza di ingressi dei più giovani nel mondo del lavoro e, per quanto riguarda le più alte età dei casi mortali rispetto al totale degli infortuni, alla diffusa consapevolezza di una maggiore padronanza della guida acquisita con l’età, padronanza che induce il conducente ad un maggior senso di sicurezza esponendolo, in questo caso però, ad una maggiore gravità del rischio. I tassi medi di sviluppo degli infortuni in itinere relativi al periodo 2004 - 2008, assumono valori sia positivi che negativi a seconda che, il corrispondente trend sia, rispettivamente, crescente o decrescente; da notare che a livello nazionale si ha una crescita complessiva del 3% annuo contro una corrispondente crescita della popolazione residente del 0,4%. Nelle aree a livello regionale, ad esempio, i trend crescenti vanno da un minimo del 2% annuo per la regione Toscana ad un massimo del 16,6% per la regione Sicilia; per quanto riguarda, invece, i trend decrescenti per le stesse aree vanno, invece, da un minimo del -0,7% annuo per il Friuli-Venezia Giulia ad un massimo del -0,2% per il Trentino-Alto Adige. Per quanto riguarda, infine, i tassi di incidenza regionali relativi alla popolazione residente, questi vanno da un minimo di 0,04% per la regione Calabria ad un massimo di 3,1% per la regione l’Emilia Romagna. Nei confronti del tasso medio nazionale pari a 0,16% , le regioni del nord si collocano al di sopra di questo tasso, mentre le regione del centro, sud ed isole, si collocano al di sotto di esso ad eccezione, però, della regione Abruzzo che assume un valore pari a quello nazionale configurandosi, così, come regione “sparti acque” tra nord ed il resto d’Italia.
summary
Trends of injuries occurred on route, home to work place and vice versa Following our inferential analysis of subject-type of injury, we have analyzed the territorial distribution of such injuries in order to determine its relation with the findings at the global national level. The various counties (province) have been analyzed to establish if one or more counties had its own trend that would differ from the global national trend. A difference between one local trend and the global national trend has been identified and analyzed in order to provide valuable contribution to the study of its causes.