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22 settembre 2026

La Relazione annuale Inail presentata alla Camera: nel 2025 in calo gli infortuni mortali denunciati, aumenta l’emersione delle malattie professionali

Nell’Aula dei Gruppi parlamentari, il presidente D’Ascenzo ha illustrato il bilancio delle attività dell’Istituto al ministro Calderone e alle altre autorità presenti. Riflettori puntati sulle novità del decreto 159 e sulle prospettive di aggiornamento del Testo unico del 1965 per una tutela sempre più universale

La Relazione annuale Inail presentata alla Camera: nel 2025 in calo gli infortuni mortali denunciati, aumenta l’emersione delle malattie professionali

ROMA - “Con l’emanazione del decreto 159 del 31 ottobre, nel 2025 è stato compiuto un decisivo salto di qualità per il rafforzamento del ruolo dell’Inail nella promozione della cultura della salute e della sicurezza sul lavoro”. Lo ha detto il presidente dell’Istituto, Fabrizio D’Ascenzo, presentando oggi a Roma, nell’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati, la Relazione annuale 2025. “Il decreto, convertito dalla legge 198/2025 – ha spiegato D’Ascenzo – ha attribuito all’Inail nuove e più ampie funzioni. Ha inoltre previsto la revisione delle aliquote per premiare le aziende virtuose, l’incentivazione dei dispositivi di protezione individuale intelligenti, il rafforzamento della formazione nei settori a maggior rischio, l’adozione di linee guida per il tracciamento dei ‘near miss’ e la consultazione gratuita delle norme tecniche. Si tratta dell’intervento normativo di più ampia portata varato dopo il decreto legislativo 81/2008, con cui l’Inail si conferma soggetto centrale del sistema nazionale di prevenzione, formazione, incentivazione e promozione della sicurezza sul lavoro, con l’obiettivo di ridurre il numero, ancora troppo elevato, di infortuni e malattie professionali nel nostro Paese”.

Costruzioni, manifatturiero e trasporti i settori più a rischio. Dopo l’indirizzo di saluto di Walter Rizzetto, presidente della Commissione Lavoro della Camera, alla presenza del direttore generale, Marcello Fiori, e dei consiglieri di amministrazione Danilo Battista, Nunzia Catalfo, Caterina Grillone e Maurizio Millico, il presidente dell’Istituto ha proseguito illustrando al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone, al ministro per la PA, Paolo Zangrillo, e alle altre autorità presenti i dati sull’andamento infortunistico e tecnopatico. Nel 2025 le denunce di infortunio complessive sono state 600mila (+1,2% rispetto al 2024), di cui 519mila riguardanti lavoratori (l’80% in occasione di lavoro e il 20% in itinere, queste ultime in crescita del 2,4%) e 81mila relative agli studenti. Le denunce con esito mortale si sono attestate a 1.198 (1.189 per i lavoratori e nove per gli studenti), in calo del 3,3% rispetto alle 1.239 dell’anno precedente. I comparti manifatturiero, costruzioni, sanità, trasporti e commercio raccolgono oltre il 70% del totale delle denunce in occasione di lavoro della gestione Industria e servizi, con quasi il 60% dei decessi concentrato nelle costruzioni, nel manifatturiero e nei trasporti. “Purtroppo, i settori più rischiosi sono sempre gli stessi – ha sottolineato D’Ascenzo – e su questi dobbiamo insistere con ancora più efficaci e mirati interventi di prevenzione”.

Il confronto europeo. Allargando l’analisi ai dati Eurostat 2023, gli ultimi disponibili per i confronti internazionali, l’Italia registra per gli infortuni non mortali 991 casi per 100mila occupati, a fronte di una media UE-27 di 1.300. Per i casi mortali, il tasso italiano si attesta a 1,20 decessi per 100mila occupati, in linea con la media europea (1,23) e con la Spagna (1,18), ma ampiamente inferiore al tasso della Francia (3,50) e superiore a quello della Germania (0,53). Solo l’Italia, insieme a Spagna e Slovenia, ha però riconosciuto i contagi da Covid-19 univocamente come infortuni sul lavoro e ciò ha influenzato i dati nazionali soprattutto nel biennio 2020-2021. I dati si riferiscono ai soli casi indennizzati in occasione di lavoro, escludendo gli infortuni in itinere, avvenuti cioè nel tragitto tra l’abitazione e il luogo di lavoro, che non sono rilevati da tutti gli Stati membri. “È opportuno evidenziare – ha aggiunto a questo proposito il presidente dell’Inail – la completezza del nostro sistema assicurativo che, a differenza di altri Paesi, tutela il lavoratore sin da quando esce di casa per andare al lavoro”.

Il boom delle patologie lavoro-correlate. Sul fronte delle malattie professionali, alle quali la Relazione annuale dedica un focus specifico, le denunce hanno raggiunto quota 98.312, in forte aumento rispetto alle 88.338 del 2024 (+11,3%). Il dato del 2025 è il più alto degli ultimi 26 anni e quadruplica i valori registrati nel 2000. “Questa crescita costante, favorita dall’azione dei patronati e dei medici certificatori – ha precisato D’Ascenzo – non riflette necessariamente un peggioramento delle condizioni lavorative, ma evidenzia un’efficace emersione del sommerso e una più puntuale azione di prevenzione. L’incremento può essere dunque attribuito a una maggiore informazione e consapevolezza delle tutele assicurative, nonché all’ampliamento nel tempo del novero delle patologie riconoscibili”. Con 70mila denunce, pari a tre casi codificati su quattro, le patologie muscolo-scheletriche si confermano le più frequenti. Sebbene numericamente inferiori ad altre patologie, i tumori rappresentano invece la prima causa di morte tra i tecnopatici.

Le prestazioni economiche superano i 5,61 miliardi. Il bilancio 2025 dell’Inail ha confermato la solidità della situazione finanziaria e patrimoniale dell’Istituto. Sul fronte delle entrate, i premi e i contributi ammontano a 10,38 miliardi di euro, registrando una crescita del 6% rispetto al 2024. Le prestazioni economiche erogate a infortunati e tecnopatici ammontano complessivamente a oltre 5,61 miliardi, in aumento dell’1,70% rispetto all’anno precedente. La quota principale, pari a oltre 4,91 miliardi, è destinata al pagamento delle rendite. L’incremento dell’1,73% rispetto al 2024 è influenzato dai provvedimenti di rivalutazione delle prestazioni effettuati nel corso del 2025. La spesa per le prestazioni temporanee si attesta invece a 684 milioni di euro (+1,48%).

Le novità sul piano tariffario e della premialità. Nel 2025 l’attività dell’Istituto ha registrato novità importanti sul piano tariffario e della premialità. È stata completata la revisione dei contributi in agricoltura, che ha introdotto dal primo gennaio 2026 una riduzione strutturale del 35,8% per i lavoratori dipendenti e del 15,4% per gli autonomi. Gli interventi di riduzione del tasso medio per prevenzione hanno premiato 30.841 aziende con uno sconto complessivo di oltre 211 milioni di euro, mentre la riduzione del 5,07% destinata alle ditte artigiane che non hanno denunciato infortuni nel biennio 2023-2024 ha interessato circa 459mila ditte per un importo di 27 milioni di euro. Una svolta di rilievo è rappresentata dalla revisione delle aliquote di oscillazione del tasso di tariffa per andamento infortunistico, autorizzata dal decreto-legge 159/2025 dal 1° gennaio 2026. Con l’applicazione in via provvisoria delle nuove e più elevate aliquote di “bonus” per l’autoliquidazione 2026, l’Inail ha inteso ricompensare le aziende virtuose con un minor premio assicurativo.

L’estensione dell’assicurazione a studenti e personale scolastico. Il 2025 si è caratterizzato anche per l’ampliamento strutturale della tutela per il mondo della scuola. Il decreto-legge 90/2025 ha reso infatti permanente l’estensione dell’assicurazione a studenti e personale scolastico per tutte le attività di insegnamento-apprendimento, superando i precedenti limiti legati alle sole esercitazioni pratiche. La copertura si applica anche agli infortuni occorsi agli studenti nel tragitto dall’abitazione al luogo in cui si svolgono i percorsi di formazione scuola-lavoro. Tra le nuove tutele spiccano l’istituzione di borse di studio destinate ai figli dei superstiti delle vittime di infortuni o malattie professionali dalle scuole primarie fino all’università, e l’adeguamento periodico all’età pensionabile del limite massimo di età per la fruizione dell’assegno di incollocabilità, allineato alla speranza di vita.

Assistenza psicologica, dispositivi protesici e reinserimento sociale. L’Istituto ha intensificato le azioni per definire un modello di presa in carico proattiva, dando priorità al potenziamento dei servizi di sostegno psicologico rivolti agli assistiti, ai familiari e ai superstiti. In attuazione del protocollo d’intesa con il Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi, sono proseguite le attività di indirizzo, coordinamento e monitoraggio sul territorio: nel 2025 hanno aderito 3.611 iscritti all’Ordine e sono state prescritte oltre 3.800 prestazioni di supporto psicologico e psicoterapeutico. La rete assistenziale costituita dal Centro protesi di Vigorso di Budrio, con le filiali di Roma e Lamezia Terme, dal Centro di riabilitazione motoria di Volterra, dai Punti di assistenza protesica e dagli ambulatori è stata ulteriormente potenziata per garantire una maggiore prossimità territoriale e ha fornito più di 6.500 dispositivi protesici. Per il reinserimento lavorativo, spicca il progetto sperimentale “Piaggio”, che ha visto la riprogettazione della postazione di lavoro per 43 dipendenti con limitazioni funzionali da tecnopatia, mentre le iniziative di avviamento allo sport promosse in sinergia con il Comitato italiano paralimpico hanno coinvolto oltre 1.300 assistiti.

Prevenzione e formazione. Sul versante della prevenzione, l’edizione 2025 del bando Isi, strumento strutturale di incentivazione orientato a sostenere gli investimenti aziendali ad alto valore tecnologico, organizzativo e gestionale, ha confermato uno stanziamento di 600 milioni di euro a fondo perduto. Grazie ai meccanismi di redistribuzione dei fondi eccedenti, le risorse destinate al settore agricolo sono cresciute fino agli oltre 248 milioni del bando Isi 2024, cui si sono aggiunti i 10 milioni di euro stanziati in attuazione dell’accordo tra Masaf, Inail, Ismea e Crea per l’adeguamento ai requisiti essenziali di sicurezza dei trattori agricoli e forestali in uso. Sul piano informativo e formativo, l’Istituto ha affiancato ai 24 milioni di euro dell’Avviso pubblico 2024 l’approvazione di una nuova procedura di finanziamento da 50 milioni destinata a progetti di formazione aggiuntiva. In attuazione della legge 21/2025, che ha introdotto le conoscenze di base sulla sicurezza nell’ambito dell’insegnamento dell’educazione civica, particolare attenzione è stata rivolta alle giovani generazioni e al mondo della scuola. Tra le iniziative realizzate, la seconda edizione del concorso “Salute e sicurezza… insieme!”. Per la prevenzione di prossimità sul territorio, è stata inoltre lanciata la campagna itinerante SI.IN.PRE.SA., articolata in diverse tappe nei principali distretti industriali e agricoli.

Grazie al bando Bric attivati 75 progetti di ricerca in collaborazione. Il 2025 ha segnato la prima annualità del Piano delle Attività di Ricerca 2025-2027, articolato in transizione energetica, ecologica e digitale, conoscenza e formazione innovativa, rischi tradizionali e interazione con quelli emergenti. Si conferma centrale la valorizzazione di una rete con partner di eccellenza del mondo accademico e scientifico, per innalzare la qualità degli studi e sviluppare soluzioni tecnologiche innovative nell’ambito della salute e sicurezza sul lavoro, anche tramite i Bandi di ricerca in collaborazione (Bric). Il solo bando Bric 2025, in particolare, ha attivato 75 progetti per oltre 14 milioni di euro, con più di 270 collaborazioni istituzionali e il coinvolgimento di circa 35 imprese. I risultati di ricerca e le mappe previsionali del rischio caldo del progetto Worklimate, condotto dall’Inail con il Cnr, hanno trovato un’ampia ricaduta normativa e applicativa. Nella quasi totalità delle regioni italiane, infatti, sono stati adottati provvedimenti a tutela dei lavoratori esposti al calore e alla radiazione solare basati proprio su questo progetto, che ha ricevuto dal Cnel il premio “Impatto PA”. Per quanto riguarda la ricerca in campo protesico e riabilitativo, è proseguita l’attività prevista dal Piano, articolato in 18 progetti su temi riguardanti la riabilitazione robotica, le protesi di arto superiore e inferiore, la chirurgia e riabilitazione, e i sistemi di valutazione. 

Gli investimenti nell’edilizia scolastica e sanitaria. Nel 2025 è proseguito l’impegno per la realizzazione di investimenti nell’ambito delle iniziative di utilità sociale. L’Inail ha portato avanti i cantieri relativi alle scuole di Romans d’Isonzo (GO), Carmagnola (TO), Castel San Pietro Terme (BO) e Vaprio d’Adda (MI), alla residenza sanitaria assistenziale di Parma e all’ostello di Costermano sul Garda (VR).  Sugli investimenti in edilizia sanitaria, resi strutturali dalla legge di bilancio 2024 e che comprendono potenzialmente 80 iniziative per un valore complessivo di quasi nove miliardi di euro, in raccordo con il Ministero della Salute è stato definito un primo lotto di sette interventi realizzabili, avviando le relative analisi progettuali e intese con le regioni interessate, tra cui quella già conclusa con la Regione Toscana.

Trasformazione digitale, risorse umane e nuove sfide. Dopo essersi soffermato sulla necessità di valorizzare le competenze del personale dell’Istituto, caratterizzato da un deficit d’organico che si attesta attorno al 20%, sui traguardi della trasformazione digitale e sulle nuove strategie di comunicazione orientate all’inclusione e all’ascolto, D’Ascenzo ha indicato le priorità per il futuro, a partire dall’estensione della tutela assicurativa. Richiamando la ricorrenza del sessantesimo anniversario del Testo unico del 1965, che raccoglie le norme sull’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali, ha sottolineato che “l’evoluzione del lavoro rende necessario un suo progressivo aggiornamento. In questa prospettiva, occorre superare l’attuale criterio selettivo del Testo unico, estendendo progressivamente le tutele garantite dall’Inail secondo un principio di maggiore universalità. Resta centrale, inoltre, il tema dell’adeguamento delle prestazioni economiche garantite a infortunati, tecnopatici e superstiti”. Tra gli altri obiettivi strategici delineati per i prossimi anni figurano la reingegnerizzazione del bando Isi tramite l’IA per velocizzare l’erogazione dei finanziamenti alle imprese, la piena attuazione della convenzione con Ministero del Lavoro e UNI per la consultazione gratuita delle norme tecniche, la revisione del modello organizzativo e il reclutamento di nuove professionalità ad alta specializzazione. In questo quadro si inserisce anche la partecipazione dell’Istituto alla Fondazione “LIFE”, che ha poi consentito di giungere, nel corso di quest’anno, all’operazione di salvataggio della Fondazione “Santa Lucia”, riconosciuta eccellenza sanitaria sul territorio nazionale.

Calderone: “Diffondere la cultura della sicurezza come patrimonio comune”. Nel suo intervento conclusivo, il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone, ha espresso orgoglio e soddisfazione per l’impianto del decreto-legge 159/2025. “Si tratta del più ampio intervento in materia a partire dal Testo unico del 2008 ed è il frutto di un confronto e di un ascolto costante tra Ministero, Inail, Governo, Parlamento e parti sociali. Con questo provvedimento abbiamo voluto puntare sulla qualificazione delle imprese e sulla revisione del sistema dei tassi di tariffa, affinché chi tiene alla vita dei propri lavoratori e investe sulla sicurezza abbia un ritorno concreto”. Il ministro ha inoltre ricordato l’ampliamento strutturale della tutela assicurativa al mondo della scuola e dell’istruzione, l’accesso gratuito alle norme tecniche UNI, lo sblocco dei ruoli ispettivi dell’Istituto e l’intervento a sostegno dei figli delle vittime del lavoro, garantito da un fondo di 26 milioni di euro per borse di studio che ha già registrato più di 2.500 domande. “L’obiettivo – ha spiegato – è diffondere la cultura della sicurezza affinché diventi patrimonio comune delle persone. In questo percorso, l’eccellenza dell’Inail nei settori della cura e della riabilitazione rappresenta un valore fondamentale e un dato universalmente riconosciuto, anche a livello internazionale”.