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23 marzo 2026
Sport senza barriere, la storia di Alexandru: “Il tennis, passione e voglia di vincere”
È online un nuovo episodio della serie video dedicata ai nostri assistiti che hanno subito infortunio sul lavoro. Ognuno di loro racconta come, grazie alla pratica sportiva e ai servizi messi a disposizione dall’Inail, abbia seguito con successo un percorso di riabilitazione e reinserimento sociale
Sport senza barriere, la storia di Alexandru: “Il tennis, passione e voglia di vincere”
ROMA - “Dopo l’incidente ero molto giù di morale e non pensavo proprio di iniziare a praticare uno sport. Poi ho visto alcuni video sul sito dell’Inail dedicati ad assistiti che facevano sport. In particolare, mi ha colpito molto un ragazzo che lanciava la palla, non ricordo come si chiamava lo sport, però aveva una grinta che praticamente me l’ha tirata fuori dallo schermo!”.
L’infortunio sul lavoro nel 2021. Alexandru Andrei Neda, 34 anni, è nato a Piatra Neamt, in Romania e vive in Italia con la sua famiglia da quando era molto piccolo. L’11 giugno del 2021 è rimasto vittima di un infortunio nel cantiere in cui lavorava: colpito alle spalle dalla benna di un escavatore, Alexandru subisce una lesione del midollo spinale. Dopo l’incidente Alexandru è seguito dalla Direzione Regionale Lazio per il percorso riabilitativo. “Io non sono mai stato così tipo da voler vincere per forza. Per me l’importante è sempre stato partecipare - continua a raccontare Alexandru - però lui no, il ragazzo nel video voleva proprio vincere! Allora mi sono detto ‘voglio vincere anch’io così’”.
Il sostegno dell’Inail. Dopo la riabilitazione, grazie al sostegno dell’equipe multidisciplinare Inail composta da diverse professionalità, che segue gli infortunati sul lavoro nel percorso post infortunio con l’obiettivo del reinserimento sociale, Alexandru ha frequentato alcune giornate di avvicinamento allo sport. Si tratta di open day in cui, in virtù di un accordo quadriennale dell’Istituto con il Comitato italiano Paralimpico, gli assistiti possono provare diversi sport e scegliere quello più adatto a sé. “Il tennis è più uno sport che lo giochi da solo e sono sempre stata una persona che magari le cose le fa un po’ più sola e ho preferito il tennis per questo, perché mi dà la possibilità di fare da solo, di giocarlo da solo – aggiunge Alexandru. Poi da quando ho iniziato a giocare mi sento autonomo e questo mi rende felice”.
I benefici psicofisici e l’energia ritrovata. Inoltre, continua a raccontare “Facendo sport i dolori fisici che ho si sono molto attenuati e finché mi alleno non li sento proprio. Poi mentalmente mi fa star bene anche con me stesso, perché riesco a vedere quello che posso fare e magari spingermi un altro po’ e magari trovare il mio limite. Fare sport mi aiuta tantissimo: quando entro in campo lascio fuori tutti i pensieri. Ora voglio spingermi anche oltre: l’istruttore mi ha detto che se non quest’anno, agli inizi del prossimo anno cominceremo a fare i tornei. Anche se già ora stiamo guardando per vedere se possiamo inserirci in una categoria per il mio livello e provare a fare qualcosa”.
L’eredità di Antonio Maglio. Precursore e personalità di riferimento in Italia nell’uso dello sport come strumento di riabilitazione e reinserimento sociale degli infortunati sul lavoro è stato proprio un medico dell’Inail, Antonio Maglio, ispiratore dei primi Giochi Paralimpici di Roma nel 1960. Il patrimonio di competenze che oggi ci appartiene in questo settore, affonda le radici in quegli anni. Il progetto “Sport senza barriere” è stato ideato per raccogliere quell’esperienza e testimoniarne il valore, offrendo un segnale di continuità.
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Pubblicazione
23/03/2026, 10:58
Ultimo aggiornamento
23/03/2026, 10:58
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