Dario Accastello – assistito Inail
È una passione che ho avuto fin da piccolo. Fin da bambino vedevo queste persone arrampicarsi sulla roccia, mi ha sempre appassionato. Però dalle mie parti non c’erano grosse strutture dove iniziare. E così poi, verso i 27 anni ho incominciato a fare un corso col CAI e da lì ho iniziato a scalare in montagna.
V.O. Dario Accastello, 40 anni, vive a Virle in Provincia di Torino con la moglie e due figli. Il 23 settembre del 2016 è vittima di un grave infortunio sul lavoro nell’azienda agricola della quale è titolare e in cui è unico lavoratore e. A causa dell’incidente, Dario subisce l’amputazione della gamba sinistra. Ma la passione per l’arrampicata e l’attaccamento al suo lavoro gli danno l’energia per ripartire.
Dario Accastello – assistito Inail
Sia il lavoro che lo sport, mi ha dato molta soddisfazione. Poi l’arrampicata è un po’ una metafora della vita: continui ostacoli, cose sempre più difficili finché si arriva alla vetta, alla cima c’è soddisfazione. Quindi riuscire a farlo, ma anche meglio di prima, perché ho raggiunto adesso dei livelli che prima dell’incidente non pensavo neanche di poter arrivare.
Dopo la prima protesi per camminare fornita dal Centro Inail di Vigorso di Budrio e un percorso di riabilitazione durato circa due anni, l’obiettivo è arrampicare di nuovo.
Dario Accastello – assistito Inail
Nel 2019 abbiamo poi scoperto che c’era anche un campionato paralimpico di persone disabili che si arrampicano, che coinvolgono tutti gli atleti d'Italia. C’è solo una specialità rispetto ai normodotati che è quella con la corda, dove semplicemente chi arriva più in alto vince. Adesso il movimento si è allargato tanto sono arrivati atleti nuovi, atleti giovani con diverse disabilità. E il fatto che sia stata ufficializzata la presenza del paraclimber alle Olimpiadi del 2028 sicuramente ha dato una grossa mano a promuovere questo sport. E poi c’è il Mondiale ad agosto, che anche lì è una gara itinerante. Il livello si è molto alzato negli ultimi anni e quindi è sempre più difficile competere sia a livello nazionale che internazionale.
A preparare Dario al Centro di Arrampicata in via Braccini a Torino c’è Diego La Porta, il suo allenatore.
Diego La Porta – Allenatore di Dario
È nata un po’ questa interdipendenza, perché a me piace insegnare, allenare. A lui piaceva scalare, ha trovato questa via di fuga e diciamo che sia che ha fatto molto bene e soprattutto si è aggrappato molto bene.
Poi l’arrampicata sportiva, soprattutto quella che pratica Dario, è molto difficile perché è arrampicata dove lui è messo a confronto sempre con personaggi che escono dall’Italia per andare ai campionati del mondo e quindi è sempre messo sotto una pressione tecnica che lo porta a dare sempre di più. E lui in questo periodo è cresciuto tantissimo. Infatti, per gioco siamo andati a fare i primi campionati italiani ed è arrivato terzo; quindi, da lì abbiam detto a questo punto ci toccherà investire un po’ di più. L’allenamento passa prima dalla sofferenza, infatti le medaglie normalmente, le coppe, si preparano in palestra e in gara uno ovviamente raccoglie risultati, quello che semina quando si allena.
L’Inail predispone per lui anche un progetto di reinserimento lavorativo.
Dario Accastello – assistito Inail
L’Inail mi ha fornito la protesi e da lì ho ricominciato pian piano a tornare in stalla, a fare le prime cose, magari due, tre ore al giorno solo, e poi con diversi accorgimenti sono tornato alla vita normale. L’Inail mi ha anche fornito dei macchinari per aiutarmi nel lavoro di tutti i giorni e così pian piano sono poi tornato a lavorare. Io da quando mi sono fatto male comunque, ho sempre avuto in testa l’idea di tornare a lavorare. Anche in modalità diverse, con una protesi senza una gamba, ma comunque appunto. Il mio obiettivo era tornare prima possibile nella mia azienda.
Davide Damosso – assistente sociale
Si sono individuati degli interventi di adeguamento delle postazioni di lavoro che si sono poi concretizzati in tre progetti. Primo progetto con l’adeguamento di due trattori a disposizione con la servo frizione dopodiché è stato fornita una macchina impagliatrice che va a sostituire tutte quelle operazioni manuali per la distribuzione della paglia, poi è stato fornito un sistema automatico di distribuzione del mangime ai vitelli allevati nella seconda stalla. L’ultimo progetto è stato quello di un’ulteriore macchina, un’attrezzatura semovente, anche questa atta alla distribuzione dell’erba all’interno delle stalle.
Dario Accastello – assistito Inail
Certo, tornassi indietro farei più attenzione, quello sicuramente, però non guardo indietro con rancore. Sono convinto del detto che si chiude una porta, si apre un portone e quindi bisogna prendere le occasioni che la vita ti dà sfruttare al meglio è prendere quello che viene, cioè non bisogna guardare indietro dispiaciuti è successo, se non succedeva era meglio, ma pazienza, andiamo avanti.