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Speciale 8 marzo: la rinascita di Teresa, grazie a sport e famiglia

In occasione della giornata internazionale della donna, s’incontrano i due format editoriali di storytelling Inail dedicati alle persone con disabilità da lavoro, “Belle Storie” e “Sport senza barriere”. Questa puntata speciale racconta la storia di un’assistita Inail, in cui lo sport paralimpico e la forza di volontà di una grande donna innescano un processo di rinascita che porta al suo pieno reinserimento sociale.

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  • “La vittoria la porti con te nel quotidiano. Oggi mi sento forte e non mi cambierei con nessun’altra”

    Teresa Murgida, 64 anni, originaria della provincia di Catanzaro, subisce un infortunio sul lavoro a vent’anni. Si trasferisce a Roma per la riabilitazione e per ritrovare la sua autonomia. Sono vivi nella memoria di Teresa i ricordi legati ad Antonio Maglio, neuropsichiatra e dirigente dell’Inail, unanimemente riconosciuto tra i pionieri delle terapie di riabilitazione delle persone con disabilità attraverso lo sport e promotore nel 1960 delle prime paralimpiadi della storia. Nel 1988 Teresa vince la medaglia d’oro alle Paralimpiadi di Seul nella disciplina della spada a squadra. Teresa dopo la vittoria decide di lasciare lo sport per dedicarsi alla famiglia.

    Non è che la vittoria rimane sulla pedana. La vittoria te la porti nella vita. Ma anche la più piccola vittoria, non necessariamente quella di Seul, anche quella più piccola, quotidiana, giornaliera. Forse oggi io sono forte, non mi cambierei con nessuno. Oggi mi sento forte. Teresa Murgida, medaglia d’oro in scherma paralimpica a Seul nel 1988. Una campionessa, una mamma, una donna. Questo è il suo racconto. 23 Sono Teresa a breve, 64 anni, sono nata a Valle Fiorita, un paesino dell'entroterra della provincia di Catanzaro, poco distante dal mare. Ero nell'azienda di famiglia, all'età di vent'anni ho avuto un incidente sul lavoro. Ha cambiato la mia vita, che è diventata “da in piedi a seduta”. Teresa lascia la sua terra, per iniziare a Roma un percorso di riabilitazione. L’incontro con una persona speciale le farà scoprire la passione per lo sport e le cambierà per sempre la vita. Io ero stata catapultata in questo mondo senza sapere niente, senza conoscere niente. Non sapevo né di lesioni midollari, né di sport, né di niente. E un bel giorno arrivò il grande capo, così lo chiamavano, arrivò professor Maglio. Le ricordo ancora le parole mi disse: “stringimi la mano”. Io gli ho stretto la mano: “con più forza”, mi faceva, e poi m’ha detto: “di dove sei?” “Sono calabrese” “Sono gli ingredienti giusti per andare avanti nello sport. Vai”. E di lì iniziò l'avventura sportiva. Era sempre lì a dare sostegno, a dare forza. “Forza, che ambieranno le cose” diceva sempre lui. Li portava via che ancora non erano atleti, ma secondo il suo pensiero sarebbero diventati atleti e con la barchetta largo a Ostia li buttava giù nell'acqua. Spirito di sopravvivenza e impararavi a nuotare. Non c'era l'idea che un disabile potesse andare in giro. Diciamo che lo sport ha fatto uscire fuori tante realtà, tante, e di quello bisogna darne merito a chi se lo inventò. Era il mio carattere, la scherma. Attaccare e non restare indifesa, perché comunque l'esperienza della paraplegia non è stata semplice. Accettare a vent'anni che rimani seduta per tutta la vita. E però nello stesso tempo c'era la voglia di vivere, non di sopravvivere. Teresa conosce Vittorio, e con lui inizia un nuovo percorso. Nascono due bambini, oggi due uomini orgogliosi e consapevoli dei grandi sacrifici fatti dalla loro mamma. Che mamma sono? Toccherebbe domandarlo a loro. Ho cercato di fare del mio meglio. Comunque un po' è prevalso quello che è la provenienza da dove vengo, sacrifici, sopportazione. Per garantire a Teresa piena autonomia l’Inail è intervenuto con l’abbattimento delle barriere architettoniche nella sua casa. Allora intanto mettendo una piattaforma elevatrice perché la casa è a tre livelli e io, così, ho accesso a tutti e tre piani. La cucina che ha dispositivi tipo per stirare, l’asse da stiro che si estrae dal cassetto senza barriere sotto. L’armadio. L’armadio fatto su misura con le ante scorrevoli che è accessibile anche nella profondità. Le guardie delle finestre con l’apertura elettrica. Non perdere mai il sorriso e lottare. Ecco il messaggio di Teresa a tutte le donne: Per nessuno vale la pena sottomettersi o vale la pena. Le lacrime, le sofferenze, per nessuno al mondo. Per te stessa, devi lottare per te stessa e basta. “Quelle come me cercano un senso all’esistere e, quando lo trovano, tentano d’insegnarlo a chi sta solo sopravvivendo…” Alda Merini