Passa al contenuto principale

Navigazione - Ti trovi in:

Sport senza barriere, la storia di Antonio Acciarino

Sesto episodio della serie di video-racconti dedicati a persone che grazie allo sport e con il sostegno dell'Inail, hanno ripreso in mano la propria vita dopo un infortunio sul lavoro. Antonio pratica lancio del peso a livello agonistico e nella sua categoria ha ottenuto ottimi risultati e riconoscimenti a livello nazionale e internazionale.

Video gallery

  • Antonio Acciarino: “La caduta insegna a rialzarsi”

    Antonio promuove lo sport paralimpico tra i ragazzi e le ragazze con disabilità. Racconta la sua storia ai giovani, partecipando a incontri sul tema, nelle scuole. Con il suo esempio vuole dimostrare che è possibile risollevarsi anche dopo un grave infortunio.

    “Io lo sport lo porto avanti solo se sento l'agonismo. se devo fare qualcosa semplicemente per la passione non mi viene bene, non mi riesce bene. Voglio competere e arrivare a un traguardo”. Nel 2005 un’auto pirata non rispetta lo stop e travolge Antonio, che si sta recando al lavoro in moto. L’automobilista fugge senza prestare soccorso, mentre Antonio a causa dell’urto ha perso la gamba sinistra. “Sono riuscito a salvarmi un pochettino per sangue freddo e per fortuna anche perché ho dovuto legarmi con la cintura dei pantaloni l’arto che si era amputato e ho dovuto chiamare io i soccorsi con il cellulare che avevo dietro lo zaino”. Antonio Acciarino oggi ha 47 anni, vive in Umbria a Foligno con la moglie Maria e le due figlie Alice e Beatrice, e pratica lancio del peso a livello agonistico. Nella sua categoria ha ottenuto ottimi risultati e riconoscimenti a livello nazionale e internazionale: 11 metri e 73 è il suo record personale. Antonio ha reagito da subito al grave incidente proprio attraverso lo sport, determinate per recuperare benessere psicofisico e fiducia in sé stesso. “Lo sport è determinante, soprattutto quando hai delle difficoltà fisiche, perché è l’unico modo che hai per rimetterti in gioco e per dimostrare a te stesso che ce la fai. E credo che lo sport paralimpico sia da consigliare e da promuovere a tutte le persone che hanno un deficit fisico perché rinvigorisce, rafforza e soprattutto libera la mente. È una cosa portentosa, a mio avviso”. Antonio segue un percorso di riabilitazione presso il Centro Protesi Inail di Vigorso di Budrio, nel corso del quale conosce e si innamora di Maria, che in seguito diventerà sua moglie, poi indirizzato dall’Inail, che oltre alle protesi mette a disposizione degli assistiti anche corsi di avviamento allo sport inizia a praticare diverse discipline agonistiche, tra le quali lancio del disco e del giavellotto, basket in carrozzina, pallamano in carrozzina. E, soprattutto, a quella che diventerà la sua più grande passione: il getto del peso. “È un continuo combattere con sé stessi, soprattutto negli allenamenti. Cerco di raggiungere uno stato di concentrazione che diventa una gara ogni volta. Tant’è che anche quando gareggio non gareggio con gli avversari, l’avversario sono io. Io cerco sempre di migliorare il mio obiettivo, la mia misura: quelle è lo scopo degli allenamenti e delle gare. E questo ti trasporta anche durante tutta la giornata! Anche la notte prima di andare a dormire: io invece di contare le pecore conto i lanci!” Antonio promuove lo sport paralimpico tra i ragazzi e le ragazze con disabilità, partecipando a incontri e organizzando giornate sul tema nelle scuole. Raccontando la sua storia vuole mostrare ai più giovani che è sempre possibile risollevarsi dopo un infortunio come quello accaduto a lui. “È la caduta che ti insegna a rialzarti!”