INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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24/07/2014

Amianto: rinviati a giudizio sei ex manager di Fiat Auto e Alfa Romeo

Comincerà il prossimo 5 novembre, a Milano, il dibattimento relativo alla morte di 15 lavoratori dello stabilimento di Arese per forme tumorali legate all’esposizione alla fibra killer. Secondo l’accusa gli operai avrebbero respirato fibre della sostanza, negli anni Ottanta e nei primi anni Novanta, senza adeguate misure di sicurezza

Processo

MILANO – Paolo Cantarella e Giorgio Garuzzo, rispettivamente ex amministratore delegato ed ex presidente di Fiat Auto, sono stati rinviati a giudizio assieme ad altri quattro ex manager di Alfa Romeo: lo ha deciso ieri il gup del Tribunale di Milano, Simone Luerti, accogliendo la richiesta avanzata dal pm, Maurizio Ascione. I sei sono accusati di omicidio colposo per la morte di 15 lavoratori dello stabilimento di Arese. I decessi sarebbero stati provocati – secondo gli inquirenti – da forme tumorali dovute all'esposizione all'amianto. Un imputato è stato prosciolto e cinque decessi prescritti. Il dibattimento si aprirà il prossimo 5 novembre.

Un capitolo di una storia giudiziaria sempre più importante. Comincia, dunque, un altro importante capitolo nella storia giudiziaria legata alla fibra killer. Oltre a Cantarella e Garuzzo, saranno processati anche Corrado Innocenti, ex ad di Alfa Romeo, Piero Fusaro, ex presidente di Lancia Industriale Spa, Vincenzo Moro, ex ad Alfa Romeo, e Giovanni Battista Razelli, ex ad di Alfa Lancia Industriale. Prosciolto, invece, Luigi Francione ex presidente di Alfa Lancia Spa, perché, per la breve durata della sua carica, la posizione di garanzia non è stata assunta in concreto.

Inail costituito parte civile. La Procura inizialmente aveva chiesto il processo per i casi di 20 operai morti a partire dalla metà degli anni 2000 in quanto – secondo i magistrati – avrebbero respirato negli anni Ottanta e nei primi anni Novanta fibre di amianto nello stabilimento, senza adeguate misure di sicurezza. Il gup, tuttavia, ha dichiarato prescritti cinque decessi anteriori al 2003. Al processo – che si aprirà davanti alla nona sezione del Tribunale di Milano – saranno parti civili i familiari di una decina di vittime, la Regione Lombardia , l’Inail e l'Asl Milano 1, oltre che – ma solo per il danno all’immagine, i sindacati Fiom-Cgil, Slai-Cobas e Flmu-Cub e il Comune di Arese.

Il procuratore Cerrato: “Linea di rigore in relazione alle malattie contratte sui luoghi di lavoro”. “Questo rinvio a giudizio si colloca in una linea di rigore che, in relazione alle malattie contratte sui luoghi di lavoro, si à affermata negli ultimi anni a Milano”, ha commentato il procuratore aggiunto di Milano, Nicola Cerrato, coordinatore del sesto dipartimento. Una linea che, ha ricordato il magistrato, ha già visto mandare a processo gli allora responsabili della Franco Tosi, della Breda-Ansaldo e di Pirelli. “Grazie a questo rigore e all'incremento dei controlli da parte di Asl e della polizia locale in stretta sinergia con la Procura – ha aggiunto Cerrato – abbiamo inoltre visto diminuire gli infortuni mortali sul lavoro che sono passati dai circa 30 del 2006 ai sette dell'anno scorso. Di questi, due hanno riguardato i cantieri per Expo”.

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(24 luglio 2014)


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