INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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11/06/2008

Errori umani e mancanza di formazione le cause degli infortuni sul lavoro

11 giugno 2008. È quanto emerge dalla ricerca commissionata da Cineas (Consorzio universitario per l'ingegneria nelle assicurazioni) su un campione di 400 aziende

incidente

11 giugno 2008. È quanto emerge dalla ricerca commissionata da Cineas (Consorzio universitario per l'ingegneria nelle assicurazioni) su un campione di 400 aziende

MILANO - Errori umani e mancanza di formazione sono le cause principali degli infortuni sul lavoro. È quanto emerge dalla ricerca commissionata da Cineas (Consorzio universitario per l'ingegneria nelle assicurazioni) che ha preso in esame un campione di 400 aziende.  La maggior parte dei  responsabili aziendali in materia di sicurezza intervistati infatti ritiene che gli incidenti sui luoghi di lavoro siano provocati soprattutto da errori umani difficili da controllare. Ne è convinto il 76% dei responsabili aziendali del settore manifatturiero, il 69% degli edili, il 67% del settore metallurgico e il 57% dei chimici. 

La mancanza di formazione : uno dei principali fattori di rischio. In seconda battuta, tra i fattori di rischio, emerge la mancanza di formazione: ne é convinto il 64%  dei responsabili aziendali delle aziende chimiche, il  51% del settore metallurgico, il 50% del manifatturiero, 42% dei rappresentanti degli edili. "Maggiore sarà l'attività di formazione per i lavoratori e gli imprenditori, tanto  più sarà efficace la prevenzione", commenta Paolo Carcassi, segretario confederale Uil, "per questo stiamo preparando materiale informativo da distribuire in tutte le aziende, con attenzione particolare per gli stranieri". Riscuote pochi consensi l'inasprimento delle sanzioni previste per le aziende dal Decreto legislativo sulla sicurezza sui luoghi di lavoro: circa un terzo delle imprese ritiene che sia inefficace, oltre il 50% invece ritiene che si tratti di uno strumento insufficiente. La sanzione poi dovrebbero essere applicata anche ai lavoratori che non rispettano le norme. Per prevenire gli infortuni, un terzo delle aziende mette in atto anche misure di sicurezza extra. Una scelta che viene fatta dal 50% delle aziende straniere  e dal 40% delle grandi aziende nazionali, ma scende al 25% per le realtà di piccole dimensioni.

Crescono in Lombardia le imprese gestite da extracomunitari. "Sta crescendo il numero di imprese gestite da extracomunitari, con conseguenti problemi di formazione e sensibilizzazione al problema della sicurezza sul luogo di lavoro. Un problema che, per la maggior parte degli stranieri, non è una priorità". È la preoccupazione espressa da Francesco Barela, direttore regionale reggente INAIL. In Lombardia infatti le imprese con titolare di origine extracomunitaria sono passate dalle 37.931 del primo trimestre del 2007 alle 41.575 dello primo trimestre 2008 (fonte Camera di Commercio di Milano). Una crescita del 9,6% in un anno. Un problema che va a sommarsi alle difficoltà che incontrano i 54 ispettori Inps (a fronte di un fabbisogno di 67 funzionari) nello svolgere i controlli nelle 700mila aziende lombarde. "Stiamo cercando di promuovere il lavoro di mediatori culturali, peraltro molto difficili da reperire, che facciano da punto di aggregazione per le comunità straniere" ha aggiunto Francesco Barela, "il loro scopo è portare il problema della sicurezza all'attenzione dei lavoratori attraverso momenti formativi collettivi".

(red.soc/Lombardia)


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