INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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27/01/2012

Amianto, dopo il tavolo tecnico la decisione di Casale su Schmidheiny

Al termine dell'atteso incontro a Roma con il ministro della Salute, dell'Ambiente e i rappresentanti degli enti locali, il sindaco ha annunciato che entro la prossima settimana la Giunta si dovrebbe pronunciare sulla controversa offerta di risarcimento del miliardario svizzero, imputato nel maxi-processo Eternit che si conclude il 13 febbraio a Torino

eternit

ROMA - Per sapere se Casale Monferrato accetterà o meno la proposta di risarcimento da 18 milioni e 300mila euro avanzata dal miliardario svizzero Stephan Schmidheiny, in cambio della revoca della costituzione di parte civile del Comune nel maxi-processo Eternit di Torino e della rinuncia a qualsiasi azione legale futura - "un patto col diavolo", lo ha bollato l'Associazione familiari delle vittime dell'amianto (Afeva) - bisognerà attendere ancora qualche giorno. Entro la prossima settimana "potremmo essere in grado di prendere una decisione", ha detto ieri pomeriggio a Roma il sindaco di Casale, Giorgio Demezzi, al termine dell'atteso tavolo tecnico sull'emergenza amianto con i ministri della Salute e dell'Ambiente, Renato Balduzzi e Corrado Clini, che ha coinvolto anche la Regione Piemonte, la Provincia di Alessandria, i Comuni di Conzano, Mirabello e Occimiano, le Autorità sanitarie locali e l'Afeva.

Demezzi: "Sulla bonifica indicazioni generali, ci servono certezze". Subito dopo l'incontro, durato più di tre ore, Demezzi ha precisato che il termine ultimo per accettare o meno il risarcimento offerto da Schmidheiny, imputato a Torino con il barone belga Louis de Cartier  per i reati di disastro ambientale e omissione volontaria di cautele nei luoghi di lavoro, ''è in realtà il giorno prima dell'emissione della sentenza", prevista per il 13 febbraio, "ma la prossima settimana pensiamo di trovarci come Giunta ed esaminare quello che ci siamo detti oggi (ieri per chi legge, ndr) e prendere una decisione''. Il sindaco ha sottolineato la necessità di ''avere certezze". "Abbiamo sempre detto - ha aggiunto - di privilegiare un percorso istituzionale con il Ministero e mi auguro che quello che ci siamo detti a parole si traduca davvero in qualcosa di concreto per poter prendere una decisione serena''. Rispetto alla discussione avvenuta nel corso della riunione, Demezzi ha riferito che per quanto riguarda la bonifica, "che è uno dei punti principali, sono emerse indicazioni generali''. Andrà verificato, quindi, "se in concreto ci viene data una disponibilità di risorse. Per quanto riguarda il discorso sanitario, c'è una disponibilità a mettere in evidenza la ricerca per la diagnosi precoce del mesotelioma''.

Balduzzi: "Necessaria un'iniziativa nazionale". Il ministro della Salute ha insistito invece sulla necessità di "far nascere un'iniziativa nazionale'' sul tema dell'amianto. ''Ci sono decine di ricerche - ha detto il ministro durante la riunione - ma manca un coordinamento'', che secondo Balduzzi si può trovare nella Regione Piemonte e a Casale Monferrato. ''È emersa la possibilità di realizzare - ha sottolineato il ministro - una rinnovata attenzione sul problema amianto, che è un'emergenza nazionale, a partire da un territorio, la regione Piemonte, e in particolare da Casale Monferrato, che è stato vittima e protagonista di una battaglia volta a sensibilizzare tutti e ad aiutare le famiglie in difficoltà. Sul terreno oggi c'è la possibilità concreta per un esperimento importante che possa aiutare tutta l'Italia a recuperare il senso e la necessità di una battaglia comune sull'amianto''.

Proposte di risarcimento anche per altri Comuni più piccoli. In merito al risarcimento proposto da Schmidheiny, invece, "no comment" del ministro della Salute: ''Quella è una decisione che spetta al Comune e agli organi locali''. L'amministrazione di Casale, però, non è l'unica a dover prendere una decisione. Una proposta di risarcimento, infatti, è stata recapitata anche ad altri Comuni più piccoli (Balzola, Morano, Villanova, Coniolo, Pontestura, Mirabello, Ozzano, Candia, Stroppiana e Caresana) che si sono costituiti parte civile: sul piatto 169mila euro per ciascuno per uscire definitivamente dalla partita giudiziaria che si sta per concludere a Torino, con risposta da dare entro il 31 gennaio. Quello di Candia Lomellina nei giorni scorsi ha già deciso di accettare l'indennizzo, spiegando che il denaro "sarà impiegato per eventuali bonifiche di eternit, per edilizia scolastica e altri interventi di carattere pubblico". Lo stesso aveva fatto nel giugno scorso il Comune di Cavagnolo Torinese, sede di uno dei quattro stabilimenti italiani della Eternit, che in cambio di un assegno di due milioni di euro ha ritirato la costituzione di parte civile nei confronti di Schmidheiny.

Anche l'Inail parte civile. Tra le più di seimila le parti civili che si sono costituite al processo di Torino figura anche l'Inail, che ha chiesto la condanna in solido dei due imputati e delle società costituite dalla Eternit nel corso degli anni per amministrare il gruppo per un importo di oltre 272 milioni e mezzo di euro. L'importo stimato dall'Istituto si riferisce all'indennizzo di 1.651 lavoratori ammalati per l'attività svolta nelle fabbriche italiane della multinazionale svizzera e, in caso di decesso, spetterà ai legittimi eredi. 

 

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(27 gennaio 2012)


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