INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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28/05/2021

L’Inail e l’amianto, dalla tutela delle vittime alle bonifiche un impegno a 360 gradi

A quasi 30 anni dalla legge che ha messo al bando nel nostro Paese questo materiale altamente nocivo, utilizzato per mezzo secolo come materiale da costruzione per l’edilizia e per la coibentazione di edifici, tetti e navi, le numerose attività svolte dall’Istituto sul versante della prevenzione e dell’assistenza ai malati sono state presentate in un webinar organizzato insieme allo Sportello Nazionale Amianto

L’Inail e l’amianto, dalla tutela delle vittime alle bonifiche un impegno a 360 gradi
ROMA - Dalla prevenzione dei rischi all’erogazione delle prestazioni rivolte alle persone colpite da malattie asbesto-correlate, le numerose attività svolte dall’Inail sul tema dell’amianto sono state presentate ieri mattina nel corso di un webinar promosso insieme allo Sportello Amianto Nazionale, organizzazione del volontariato che opera al fianco degli amministratori pubblici per fornire assistenza e corretta informazione ai cittadini. Obiettivo dell’iniziativa riaccendere i riflettori su una questione che, purtroppo, resta di grande attualità, nonostante siano passati quasi 30 anni dall’approvazione della legge che ha messo al bando nel nostro Paese questo materiale altamente nocivo, utilizzato per mezzo secolo per la coibentazione di edifici, tetti e navi e come materiale da costruzione per l’edilizia.

In diretta streaming le risposte degli esperti alle domande degli spettatori. Oltre al presidente dello Sportello Amianto, Fabrizio Protti, nel corso del webinar, moderato dal presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia, Alessandro Galimberti, sono intervenuti per l’Inail il presidente Franco Bettoni, il direttore generale Giuseppe Lucibello, i direttori centrali Prevenzione e Rapporto assicurativo, Ester Rotoli e Agatino Cariola, e i rappresentanti delle componenti professionali della filiera dell’Istituto dedicata all’amianto, che hanno illustrato i dettagli delle misure previste in materia di tutela delle vittime, censimento dei siti contaminati, smaltimento dei rifiuti e sostegno ai progetti di bonifica delle imprese, rispondendo in diretta anche alle richieste di chiarimento degli spettatori.        

Bettoni: “La lunga latenza delle malattie continua a fare morti”. Come ricordato dal presidente Bettoni in apertura di webinar, “l’Italia, che fino alla fine degli anni ‘80 è stata uno dei Paesi maggiori produttori e utilizzatori di amianto, con la legge 257 del 1992 che ne ha bandito l’impiego è diventata una delle nazioni più attive nelle politiche di contrasto, controllo e prevenzione dei rischi. La lunga latenza delle malattie asbesto-correlate come mesotelioma e asbestosi, però, continua a produrre vittime. Al 31 dicembre 2019, infatti, l’Inail ha registrato 1.582 lavoratori affetti da malattie asbesto-correlate e 439 casi mortali”.

La prestazione aggiuntiva e l’indennizzo una tantum per i malati di mesotelioma non professionale. Tra gli strumenti utilizzati per garantire la tutela dei lavoratori rientra la prestazione aggiuntiva finanziata dal Fondo per le vittime dell’amianto istituito presso l’Istituto, un ulteriore indennizzo economico erogato automaticamente ai titolari di rendite per malattie correlate all’esposizione all’amianto e, in caso di morte, ai loro eredi titolari di rendita a superstiti. Con la legge di stabilità 2015, inoltre, i benefici del Fondo sono stati estesi ai malati di mesotelioma non professionale che abbiano contratto la patologia o per esposizione familiare a lavoratori impiegati nella lavorazione dell’amianto o per esposizione ambientale, attraverso l’introduzione di una prestazione economica una tantum erogata su istanza dell’interessato o dei suoi eredi.

“La stabilizzazione di queste misure è un’importante conquista sociale”. “Siamo soddisfatti dei risultati ottenuti con la legge di bilancio 2021, con la quale è stata stabilizzata la prestazione aggiuntiva nella misura del 15%”, ha sottolineato a questo proposito Bettoni. Per il presidente dell’Inail si tratta infatti di “un’importante conquista sociale, in quanto la prestazione diventa un diritto soggettivo automatico. Altrettanto importante è la stabilizzazione in 10mila euro della prestazione una tantum a favore dei malati di mesotelioma non professionale”.

Dall’edizione 2015 introdotto nel bando Isi un asse di finanziamento specifico. L’attenzione dell’Istituto al tema è testimoniata anche dalla scelta di introdurre un asse specifico per il sostegno degli interventi di bonifica dell’amianto a partire dall’edizione 2015 del bando Isi, l’avviso pubblico annuale con cui dal 2010 l’Inail sostiene con finanziamenti a fondo perduto i progetti delle aziende che investono nel miglioramento dei livelli di salute e sicurezza. Con il bando Isi 2020, in particolare, sono stati stanziati per le bonifiche 60 milioni di euro.

Lucibello: “Alle imprese mezzo miliardo di euro per i progetti di smaltimento”. “Finora per questi interventi decisamente complessi e costosi abbiamo messo a disposizione delle imprese circa mezzo miliardo di euro – ha spiegato Lucibello – Non è ancora sufficiente, ma continueremo a intervenire con bandi specifici, così come proseguirà il nostro impegno sulle prescrizioni da osservare per lo smaltimento in sicurezza dell’amianto, in modo da tutelare anche il personale addetto alle bonifiche”. Per il direttore generale dell’Istituto, la soluzione del problema passa anche attraverso “la capacità di fare squadra e di declinare al meglio tutte le politiche di contrasto”, operando “su tutto il territorio nazionale in collaborazione con il Ministero per la Transizione ecologica”.     

“Con gli ultimi due piani stanziati più di otto milioni per la ricerca”. Il Piano delle attività di ricerca dell’Inail per il triennio 2019-2021, inoltre, include il Programma speciale amianto, che prevede la realizzazione di attività di supporto tecnico-scientifico e il potenziamento della formazione di personale qualificato. “Con gli ultimi due piani – aggiunge Lucibello – abbiamo stanziato oltre otto milioni di euro e altre risorse potranno essere destinate alla riconversione dei siti contaminati in attività non inquinanti, che non abbiano effetti lesivi sui lavoratori e sulla popolazione in generale. In questo senso la nostra disponibilità è piena e ritengo che, a valle dei progetti previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, ci sia la possibilità di intervenire con investimenti ‘green’, che partono dall’eliminazione di ogni scoria dannosa come l’amianto, ancora largamente presente su tutto il territorio”.

Rotoli: “La sicurezza è un investimento, non un costo”. “Il messaggio che vorremmo fosse sempre più diffuso e condiviso – ha spiegato Ester Rotoli, direttore centrale Prevenzione dell’Istituto – è che la sicurezza non è un costo, ma un investimento per lo sviluppo di un’occupazione sostenibile e inclusiva nel rispetto della salute e benessere dei lavoratori, con la consapevolezza dei vantaggi che ne derivano anche per le imprese”. Per Rotoli, “la diffusione della cultura della sicurezza passa anche attraverso lo sviluppo di reti di cooperazione e collaborazioni inedite come quella iniziata con lo Sportello Amianto Nazionale, espressione di una linea di azione che vede l’Inail attivare sinergie virtuose con diversi soggetti per poter fornire un’assistenza di prossimità, che è proprio quella che lo Sportello Amianto può aiutarci a realizzare”.  

Cariola: “Nonostante le campagne di sensibilizzazione c’è ancora carenza di informazione”. Anche per il direttore centrale Rapporto assicurativo, Agatino Cariola, “questa collaborazione è fondamentale. Attraverso i suoi contatti con le amministrazioni locali e la popolazione in generale, Sportello Amianto può ricordare a tanti cittadini o cittadine – perché purtroppo l’esposizione ambientale può riguardare tutti a prescindere dall’attività svolta – quali sono le prestazioni economiche di cui possono beneficiare i malati di mesotelioma non professionale. Nonostante le attività e le campagne di sensibilizzazione promosse dall’Istituto, infatti, riscontriamo ancora una carenza di informazione della cittadinanza, perché a volte, rispetto a quelle che sono le nostre stime e i dati raccolti insieme al Servizio sanitario nazionale, ci rendiamo conto che molti soggetti non presentano neanche la domanda”.

Protti: “Importante tenere alta l’attenzione su salute pubblica e ambiente”. Sulla necessità di portare avanti percorsi condivisi e partecipati per promuovere la conoscenza dei rischi si è soffermato, concludendo i lavori del webinar, anche il presidente dello Sportello Amianto, che ha ringraziato tutti i relatori per la loro competenza “che l’Inail esprime non solo nelle sue attività, ma anche nei confronti dell’assistenza ai cittadini, tramite collaborazioni informative come questa”. Purtroppo, ha aggiunto Protti, “come è emerso da tutti gli interventi, i meccanismi di prevenzione previsti dalla legge 257 del 1992, che avrebbero dovuto portare all’eliminazione dell’amianto dall’intero territorio nazionale in un brevissimo arco di tempo, non sono stati attuati. Di qui l’importanza di tenere alta l’attenzione rispetto al tema della salute pubblica e dell’ambiente”.

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