INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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17/11/2020

Suonare la batteria con le protesi: il sogno di Monica si avvera al Centro protesi Inail di Roma

Un desiderio apparentemente impossibile per un'assistita a cui mancano tutti e quattro gli arti si è concretizzato progettando qualcosa che prima non esisteva: due protesi che oggi le consentono di replicare i movimenti che generalmente vengono fatti con i gomiti e con i polsi

Immagine di Monica che suona la batteria con le protesi
Roma - Monica Schneider Graziosi ha 39 anni e, nonostante sia affetta da tetra focomelica (mancanza di tutti e quattro gli arti), oggi ha visto realizzarsi il sogno di poter imparare a suonare la batteria. Da quando aveva solo quindici mesi, Monica viene seguita dal Centro protesi Inail, prima a Vigorso di Budrio, dove incontra il Prof. Johannes Schmidl, muove i primi passi e impara a condurre una vita che lei stessa definisce “indipendente e piena di attività” e poi, dal 1996, per vicinanza territoriale, alla filiale di Roma appena aperta. Nel corso degli anni, le vengono fornite protesi principalmente per deambulare e ausili che le consentono di scrivere, consolidando un lungo rapporto di fiducia, con la struttura.
 
Il percorso non è stato semplice. “Un po' di tempo fa - racconta Monica - mi è venuto il desiderio di imparare a suonare la batteria. Mi sono così rivolta al Centro protesi di Roma, mettendo in conto che avrei anche potuto ricevere un invito a farmi vedere da un bravo psichiatra, invece, la mia sfida è stata accolta con grande entusiasmo e oggi ho due protesi con le quali sto finalmente imparando a suonare la batteria”.
Il percorso non è stato semplice. Si è dovuti partire da zero, pensando, progettando e inventando qualcosa che non esisteva: due protesi che consentissero all’assistita di replicare movimenti che solitamente vengono fatti con i gomiti e con i polsi.
“Da una prima idea iniziale - affermano i tecnici Antonio Fortunati e Claudio Scarmigliati che hanno seguito Monica - ad ogni prova abbiamo dovuto smontare e rimontare le protesi, elaborare e rielaborare, fino a quando, confrontandoci anche con un musicista amico della paziente, siamo giunti alla soluzione tecnica e al risultato finale”.
 
É stato realizzato qualcosa d'incredibile.“Per me è un sogno che si avvera - aggiunge Monica -. Ho sempre considerato il Centro protesi Inail un centro d'eccellenza, fin da quando piccolissima, frequentavo Vigorso di Budrio ed oggi ne ho avuto l’ennesima conferma. Quello che è stato realizzato è qualcosa di incredibile. Un mio desiderio apparentemente impossibile si è concretizzato grazie ai “miei tecnici “Antonio e Claudio, alla loro genialità e professionalità e alla passione che dimostrano per il proprio lavoro. A dimostrazione che, se lungo la propria strada si incontrano le persone giuste, niente è impossibile! 

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