INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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10/07/2018

Sport e reinserimento sociale, Alex Zanardi e l’Inail lanciano il progetto “Handbike Kneeler”

Nato dalla collaborazione tra il Centro Protesi di Vigorso di Budrio e il campione paralimpico, con la sua società sportiva “Obiettivo 3”, per avvicinare al paraciclismo le persone con disabilità da amputazione, svilupperà un prototipo con posizione inginocchiata adattabile alle specifiche esigenze di ciascun atleta

Sport e reinserimento sociale, Alex Zanardi e l’Inail lanciano il progetto “Handbike Kneeler”
VIGORSO DI BUDRIO (BO) – Il Centro Protesi Inail di Vigorso di Budrio ha fatto da cornice questa mattina alla presentazione del progetto “Handbike Kneeler”, frutto della collaborazione con  Alex Zanardi e la società sportiva “Obiettivo 3”, fondata dallo stesso campione paralimpico per promuovere la pratica sportiva tra le persone con disabilità. Insieme a Zanardi, sono intervenuti il direttore generale dell’Inail, Giuseppe Lucibello, il direttore centrale Assistenza protesica e Riabilitazione dell’Istituto, Carlo Biasco, il direttore del Centro Protesi, Angelo Andretta, il segretario generale del Comitato italiano paralimpico (Cip), Juri Stara, il presidente di Anmil Sport, Pierino Dainese, e i componenti del team tecnico-scientifico di progetto.

Lucibello: “Da sempre grande attenzione ai benefici della pratica sportiva per i nostri assistiti”. Come sottolineato da Lucibello, “l’Inail pone da sempre grande attenzione all’attività sportiva come strumento per facilitare il reinserimento sociale e lavorativo degli infortunati sul lavoro. Da anni collaboriamo con il Comitato italiano paralimpico e interveniamo direttamente sui nostri assisti attraverso il Centro Protesi, che progetta e realizza protesi, ortesi e ausili personalizzati in relazione alla disciplina sportiva che la persona intende svolgere sia a livello agonistico sia come hobby, offrendo anche la possibilità di erogare specifici ausili per lo svolgimento di attività sportive”.

Il sedile sarà adattato alle caratteristiche antropometriche. L’obiettivo del progetto “Handbike Kneeler” è di avvicinare al paraciclismo le persone con disabilità da amputazione, sviluppando un prototipo di handbike con posizione inginocchiata. Se il paraciclismo praticato in assetto sdraiato da persone affette da para e tetraplegia, infatti, è ormai un’attività consolidata, l’utilizzo di handbike per persone amputate in Italia rappresenta una novità recente, legata anche agli eccezionali risultati conseguiti da Alex Zanardi. L’esperienza maturata in questo ambito, ha spinto l’ex campione di Formula 1 a utilizzare queste conoscenze per la realizzazione di una handbike con accorgimenti particolari, che rispondono ad alcuni importanti requisiti: design specifico per l’amputato in posizione cosiddetta “seduta” o “inginocchiata”, adattabilità del sedile-schienale alle caratteristiche antropometriche della persona amputata grazie a gusci riempibili (tecnica additiva), personalizzabile alle varie posture attive previste per lo svolgimento del gesto sportivo, leggerezza e utilizzabilità anche da parte di altri utenti, cambiando il sedile.

I tecnici dell’Istituto si occuperanno della personalizzazione dei “gusci”. Il progetto “Handbike Kneeler” promosso con il Centro Protesi prevede, quindi, lo sviluppo di  una handbike destinata principalmente a persone amputate, a partire da un prototipo completamente regolabile e quindi funzionale alle necessità di atleti diversi per statura, taglia o disabilità. Il ruolo della struttura di Budrio sarà legato, in particolare, all’intervento tecnico di personalizzazione dei “gusci” per amputato transfemorale o transtibiale (sopra o sotto il ginocchio) bilaterale e monolaterale e, in quest’ultimo caso, nell’individuazione di una postura inginocchiata ottimale per l’arto superstite. La sperimentazione coinvolgerà alcuni assistiti Inail. Il primo sperimentatore per l’individuazione della postura più proficua rispetto al gesto sportivo sarà proprio Zanardi, che farà anche da tutor per i tecnici del Centro Protesi e da testimonial di questa nuova disciplina per gli assistiti amputati. 

Zanardi: “Sul mercato non esiste un mezzo così”. “Il mio percorso riabilitativo è iniziato a Budrio e qui ho lasciato tanti amici – ha detto il campione paralimpico – Insieme a loro abbiamo sviluppato un progetto per diffondere il paraciclismo in modo più ampio, perché tante persone lo praticano con l’handbike in posizione sdraiata pur avendo le capacità per farlo in modo diverso, ovvero come faccio io, in posizione inginocchiata. Sul mercato, però, non esiste un mezzo per rispondere a queste esigenze”. I pazienti di Budrio, ha aggiunto, “diventeranno i nostri tester e attraverso il lavoro di terapisti raccoglieremo informazioni per migliorare il mezzo e definire tecnicamente soluzioni per rispondere a domande diverse, perché amputazioni diverse hanno esigenze specifiche diverse”.

Ogni anno fornite oltre 80 handbike. Solo attraverso il Centro di Budrio e le sue articolazioni territoriali, ogni anno vengono fornite oltre 80 handbike per la pratica del paraciclismo, agonistico e non, principalmente per persone para e tetraplegiche con assetto “sdraiato”, tra cui figurano campioni paralimpici come Vittorio Podestà e Luca Mazzone. L’importanza del progetto presentato questa mattina è legata alla realizzazione di un ausilio facilmente accessibile a una nuova platea di utenti potenzialmente interessati, che saranno coinvolti fin dalle prove, con la possibilità di conseguire importanti risultati in termini di avviamento allo sport e di selezione di atleti che possono essere indirizzati all’attività agonistica, in collaborazione con il Cip.

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