INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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28/04/2023

PA digitale, presentato il Report finale del Piano IT 2020-2022 dell’Inail

Il documento, articolato in quattro capitoli, riassume i risultati raggiunti grazie al percorso di evoluzione tecnologica compiuto negli ultimi anni e si chiude con una panoramica sugli indirizzi strategici dell’Istituto, che puntano a rispondere efficacemente a un contesto sempre più dinamico e mutevole. Tomasini: “Il futuro richiede sempre più innovazione e integrazione tra i servizi”

PA digitale, presentato il Report finale del Piano IT 2020-2022 dell’Inail
ROMA - Innovazione, efficienza, proattività. Sono queste le parole chiave del Report finale del Piano IT 2020-2022 dell’Inail, presentato ieri pomeriggio a Roma nel corso di un evento che si è svolto presso l’auditorium della Direzione centrale organizzazione digitale (Dcod). Articolato in quattro capitoli, il documento descrive il percorso di evoluzione tecnologica intrapreso dall’Istituto, riassume i risultati raggiunti nel triennio 2020-2022 e indica i nuovi obiettivi strategici da perseguire per rispondere in modo efficace a un contesto sempre più dinamico e mutevole. “Per un’organizzazione complessa come quella dell’Inail, l’adozione di approcci innovativi e lo sviluppo di sinergie trasversali con altri attori, interni ed esterni, sono fondamentali – ha spiegato il direttore centrale della Dcod, Stefano Tomasini – La Strategia IT 2023-2025 accoglie queste necessità attraverso quattro linee strategiche ad hoc, nella convinzione che il futuro richieda livelli crescenti di integrazione tra i servizi e di innovazione, per offrire ai cittadini un modello di servizio centrato sull’utente”.

“Con il Digital workplace introdotte nuove modalità di lavoro e collaborazione”. “L’obiettivo di contribuire alla creazione di un’organizzazione aperta, agile e generatrice di innovazione – ha aggiunto Tomasini – ha portato l’Istituto a percorrere una strada di trasformazione anche culturale, come dimostra il progetto di Digital workplace, che ha visto l’introduzione di nuove modalità di lavoro e collaborazione, accelerata dall’arrivo della pandemia da Covid-19. I risultati raggiunti hanno riguardato la digitalizzazione dei servizi e l’adozione di un approccio di progettazione service e user-oriented, il rafforzamento delle relazioni di servizio e collaborazione con l’esterno, in particolare con altre amministrazioni pubbliche, da un punto di vista organizzativo e infrastrutturale, il potenziamento dell’infrastruttura tecnologica e di misure di protezione e sicurezza dei dati e delle informazioni, l’adozione di soluzioni tecnologiche innovative e il raffinamento del sistema di controllo di gestione dello sviluppo dei servizi IT e per la misurazione dei livelli di qualità dei servizi”.  

Loy: “Trovare il giusto equilibrio tra i nuovi strumenti e il mantenimento delle radici nel territorio”. Come sottolineato dal presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Inail, Guglielmo Loy, nell’intervento di apertura dell’evento, “il tema della digitalizzazione non può che vedere la persona al centro, la persona nel senso dell’assicurato ma anche dell’impresa o di coloro che entrano in rapporto con l’Istituto”. Per Loy, inoltre, “va trovato il giusto equilibrio tra lo strumento digitale, l’innovazione e il mantenimento saldo delle radici dell’Inail nel territorio, anche ragionando a partire dai sistemi di supporto informatico alle sedi e dalla formazione degli operatori”, ed è necessario “riflettere, come è stato fatto in questo piano digitale, sul tema della rapida fruibilità dei dati, perché i processi di cambiamento oggi sono molto più rapidi e l’Istituto, che ha tra i suoi capisaldi quello della prevenzione, ha l’esigenza di conoscere l’andamento infortunistico legato ai settori, alle aree produttive, alle imprese, alla qualifica dei lavoratori in tempo reale, o quasi, per evitare che si possano sviluppare azioni che non sono congrue o non sono aderenti alla realtà”.

Bettoni: “Continuare a investire su questo fronte”. Damiano: “Dal Cda via libera a un piano di interventi per 300 milioni di euro”. Dopo il saluto del presidente dell’Inail, Franco Bettoni, che ha ribadito “l’importanza di continuare a investire sulla digitalizzazione, perché la missione sociale dell’Istituto è anche quella di occuparsi dei servizi forniti agli assistiti e alle imprese”, il consigliere di amministrazione Cesare Damiano ha richiamato l’attenzione “sul piano di interventi per la digitalizzazione per 300 milioni di euro appena deliberato dal Cda, che risponde a una delle domande che ci ha rivolto il sindacato, che ha chiesto di migliorare le procedure dotando di strumenti digitali moderni i lavoratori dell’Inail, a partire da quelli più esposti perché hanno rapporti diretti con l’utenza”. Per Damiano, inoltre, “la digitalizzazione può anche essere volta a contenere gli elementi negativi che riguardano la tutela dell’integrità psicofisica del lavoratore, come infortuni, malattie professionali e incidenti mortali”. Di qui l’importanza dei “protocolli d’intesa per la digitalizzazione dei cantieri promossi dal Cda insieme alla tecnostruttura”.  

In una tavola rotonda la sintesi dei quattro programmi. Nella tavola rotonda moderata da Giovanni Paura, direttore centrale Pianificazione e Comunicazione dell’Inail, Flavio Nicola Iodice, Francesco Saverio Colasuonno, Roberta Grimaldi e Anna Sappa hanno illustrato gli aspetti operativi del percorso di trasformazione perseguito dall’Istituto nell’ultimo triennio per la definizione di un modello organizzativo solido e strutturato, il potenziamento infrastrutturale e l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia, che hanno portato da un lato alla costituzione di un’organizzazione più dinamica e orientata all’innovazione, dall’altro alla creazione di nuovi servizi, favorendo l’evoluzione digitale dell’Istituto. Questo percorso si è tradotto nell’individuazione di quattro programmi specifici, funzionali al raggiungimento delle tappe fondamentali stabilite dal Piano IT 2020-2022.   

La digitalizzazione dei servizi e l’organizzazione orientata ai dati. Il programma 1, in particolare, ha riguardato l’evoluzione digitale del modello di business dell’Inail, attraverso la realizzazione di 14 progetti ricondubili alle aree Prevenzione, Prestazioni, Aziende e Ricerca, la cui articolazione è stata impattata dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Tra i principali risultati raggiunti, il miglioramento dell’operatività dei processi interni, l’aggiornamento dei sistemi di valutazione e gestione dei rischi e di controllo, e il rafforzamento della fruibilità dei servizi e delle procedure online. Le azioni del programma 2 si sono invece concentrate sulla visione dei dati come asset fondamentali per la trasformazione digitale dell’Istituto, con l’obiettivo di valorizzarne il patrimonio informativo per creare un ambiente integrato a supporto dell’adozione di efficaci politiche in ambito istituzionale, prevenzionale ed epidemiologico, e per sviluppare sinergie con soggetti e amministrazioni esterne per lo scambio di informazioni e l’integrazione di banche dati, con metodologie e strumenti di analisi finalizzati a supportare il processo decisionale.

L’evoluzione del modello operativo e l’innovazione per la creazione di valore. L’obiettivo del programma 3 è stato l’evoluzione del modello operativo di erogazione dei servizi IT per garantire maggiori livelli di qualità e affidabilità, sia verso le strutture interne all’Inail sia verso le altre pubbliche amministrazioni, attraverso le attività di semplificazione, reingegnerizzazione, standardizzazione e digitalizzazione dei flussi di lavoro e degli strumenti a supporto. Il programma 4 ha focalizzato l’attenzione sull’innovazione tecnologica come leva abilitante per la capacità dell’Istituto di creare valore ed erogare servizi di qualità, rispettando le aspettative degli utenti, garantendone la soddisfazione e seguendo i miglior standard di sicurezza, con benefici anche rispetto alla razionalizzazione dei costi. Tra i risultati raggiunti, l’evoluzione del Data center Inail in ottica di sostenibilità e l’aggiornamento delle infrastrutture, delle piattaforme e delle soluzioni orientate al miglioramento dei servizi digitali.

Biasco: “Con la sperimentazione dello Sportello digitale testati nuovi modelli di erogazione”. Nel corso dell’evento Carlo Biasco, direttore centrale Risorse umane dell’Istituto, ha descritto la sperimentazione, avvenuta nella sede di Palermo nel corso del 2022, dello Sportello digitale, che consente agli utenti di prenotare un appuntamento direttamente dal portale dell’Istituto, scegliendo il giorno, l’orario, la tipologia di servizio e anche la modalità, in presenza o da remoto. “La sperimentazione – ha precisato Biasco – ha rappresentato un momento di riflessione su diversi livelli. Da un lato è stato il primo passo di un percorso più ampio di evoluzione del processo di gestione delle relazioni con i clienti, dall’altro ha posto l’attenzione sulla possibilità di testare nuovi modelli di erogazione, partendo proprio dal territorio per offrire un momento approfondito di valutazione delle innovazioni”.

Iavicoli: “Grazie alla partnership con il Ministero della Salute un sistema di presa in carico sempre più globale”. Sergio Iavicoli, già direttore del Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale dell’Inail e attuale direttore generale della comunicazione e dei rapporti europei e internazionali del Ministero della Salute, si è soffermato invece sulle sinergie tra l’Istituto e il Ministero per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. “Questo rapporto – ha detto – si è avviato negli anni passati e le linee di indirizzo strategiche 2023-2025 lo rafforzano tramite una partnership sempre più integrata, anche in funzione di modelli di erogazione diretta di servizi più personalizzati, digital e data-driven, e di un sistema di presa in carico dei lavoratori infortunati e tecnopatici sempre più globale. Il Ministero della Salute intende svolgere un ruolo di primo piano come partner a tutela della salute delle persone”.

Tardiola: “Dall’integrazione dei processi politiche sempre più efficaci e meglio tarate”. Nell’intervento conclusivo, il direttore generale Andrea Tardiola ha evidenziato “lo sforzo dell’Inail per la sicurezza dei propri sistemi, per il consolidamento di un’architettura unitaria e per l’integrazione di processi che consentiranno di sviluppare politiche sempre più efficaci e meglio tarate”. L’Istituto, ha aggiunto, “nel settore pubblico italiano è una delle organizzazioni più avanzate e più mature per lo sviluppo del proprio digitale. Nel momento in cui continuiamo a progettarlo, però, è importante lavorare sulla consapevolezza che il digitale, come tutte le tecniche, non è neutrale e dobbiamo essere in grado di gestire questa non neutralità”.

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