INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

02/05/2017

ICT e lavoro: l’impatto dell’innovazione digitale su salute e sicurezza

Una monografia, curata dal Dimeila e online sul portale Inail, analizza i rischi e le opportunità delle nuove professionalità e competenze legate all’evoluzione della Information and Communication Technology

Information and Communication Technology
ROMA - Telegrafo, radio, telefono, pc, internet. Innovazioni che hanno reso possibile nel tempo la comunicazione e il trasferimento di informazioni, attraverso un percorso di evoluzione storica e tecnologica che ha generato i suoi effetti in diversi settori produttivi e nella vita sociale. Oggi la digitalizzazione e l’introduzione nel mondo del lavoro delle ICT, le tecnologie di informazione e comunicazione, stanno modificando profondamente gli assetti organizzativi e produttivi. “ICT e lavoro: nuove prospettive di analisi per la salute e la sicurezza sul lavoro”, una monografia Inail online sul portale dell’Istituto, approfondisce il tema analizzando l’impatto di queste tecnologie sul benessere dei lavoratori.

Iavicoli: “Spunti di riflessione per affrontare i cambiamenti”. La pubblicazione, realizzata da tre ricercatrici del Laboratorio rischi psicosociali e tutela dei lavoratori vulnerabili del Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (Dimeila), come sottolinea il direttore del Dipartimento, Sergio Iavicoli, “fornisce spunti di riflessione per potere affrontare i cambiamenti che l’innovazione digitale sta apportando nella società e nei luoghi di lavoro, evidenziando non solo i possibili rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, ma anche le opportunità offerte in termini di sviluppo di nuove modalità di lavoro, professionalità e competenze nonché di nuove modalità di apprendimento e di comunicazione”.

L’uso dei social nel settore della salute pubblica. A proposito dell’introduzione dei social media in ambito lavorativo, nel testo si osserva come il loro uso sia in rapida espansione anche nel settore della salute pubblica. Un esempio è quello fornito da ricerche statunitensi, secondo le quali oltre il 70% dei dipartimenti sanitari statali utilizza almeno un’applicazione social, un terzo degli adulti usa i social media per accedere alle informazioni riguardanti la salute e quasi l’80% dei medici si consulta online con i pazienti utilizzando canali social per creare o condividere contenuti medici.

Buone pratiche: un’app per la sicurezza. Un caso di buona pratica nell’uso dei social in materia di salute e sicurezza sul lavoro arriva,  invece, da un’azienda australiana nel settore dell’industria pesante che ha sviluppato un’app gratuita. “Attraverso questa app i lavoratori vengono informati tempestivamente dei rischi sul luogo di lavoro prima ancora di essere fisicamente presenti, ricevono la formazione e possono collegarsi con altri utenti per comunicare in caso di incidenti o catastrofi – spiega Emma Pietrafesa, ricercatrice tra le autrici della pubblicazione – L’applicazione agevola la reperibilità offline degli utenti che spesso non riescono a comunicare in circostanze d’emergenza a causa di problemi di connettività delle reti mobili vocali”.

Smart working, formazione online e il progetto “Scintilla”.  Se l’utilizzo delle ICT può rendere più fluida la gestione dei tempi e delle modalità di lavoro favorendo l’introduzione di forme di smart working, la cui disciplina normativa è in discussione in questi giorni in Parlamento, anche l’apprendimento e la formazione online possono essere sviluppate in questo senso. Come sottolineato da Sara Stabile, tra le autrici della monografia, “è interessante l’esperienza del progetto Scintilla, Scenari innovativi di teleformazione per l’inclusione lavorativa in Liguria, realizzato nel 2013 e citato nel volume, che ha studiato le potenzialità delle nuove tecnologie per offrire formazione online finalizzata all’inserimento o al reinserimento lavorativo di persone disabili”.

Come cambia lo stress lavoro-correlato.  Le nuove tecnologie ridefiniscono, però, anche i confini e i contenuti dello stress lavoro-correlato. “La ricerca psicosociale negli ultimi anni ha spostato la sua attenzione dallo stress legato al ruolo e al carico di lavoro, allo stress che deriva dalle interazioni interpersonali sul lavoro – osserva Rosina Bentivegna, un’altra delle tre autrici – Con l’uso delle ICT le attività sono mediate dal computer e diventano più astratte, le interazioni fisiche al lavoro diminuiscono, i dati e le informazioni aumentano e ciò determina un significativo cambiamento a livello relazionale. È importante, quindi, monitorare i cambiamenti nell’organizzazione del lavoro e studiare i loro effetti sulla salute e sicurezza, con una particolare attenzione ai lavoratori vulnerabili”.

Il ruolo e l’impegno dell’Istituto. La monografia invita a riflettere su un fenomeno di trasformazione dell’organizzazione del lavoro ancora in divenire, mettendo in luce allo stesso tempo il ruolo e l’impegno dell’Istituto in questo ambito. L’Inail, infatti, da diversi anni dedica una particolare attenzione all’innovazione tecnologica, rappresentando per la Pubblica amministrazione un ente di riferimento per la ricerca di soluzioni e implementazioni digitali di successo. Con il nuovo Piano delle attività di ricerca obbligatoria e discrezionale 2016-2018, l’attività istituzionale di ricerca è orientata anche all’analisi e allo studio dei cambiamenti apportati dalla digital transformation, che interessano il mondo del lavoro e le organizzazioni.

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