INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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06/06/2023

Sport senza barriere, la storia di Massimo dall’incidente al tennis in carrozzina: “In campo per vincere”

È online un nuovo episodio della serie di video dedicata ai nostri assistiti che hanno subito infortunio sul lavoro. Ognuno di loro racconta come, attraverso la pratica sportiva e i servizi messi a disposizione dall’Inail, abbia seguito con successo un percorso di riabilitazione e reinserimento sociale

Immagine di Massimo Cagiola
ROMA – “Nel 2000, mentre andavo al lavoro in moto, un’auto ha fatto un’improvvisa inversione a U e mi ha travolto. Nell’incidente ho riportato una lesione del midollo spinale e da allora non posso più camminare”. Inizia così il racconto di Massimo Cagiola, 54enne di Trevi, in provincia di Perugia, protagonista del video online da oggi sul nostro portale. Il filmato è un nuovo episodio della serie “Sport senza barriere”, dedicata agli assistiti Inail che hanno subito infortunio sul lavoro e, attraverso lo sport e i servizi forniti dall’Istituto si sono reinseriti socialmente.

“Un’attività che mi ha regalato benessere, energia e nuove amicizie”. Nel video-racconto Cagiola ripercorre l’esperienza vissuta a partire dal lungo e difficile periodo di riabilitazione post-infortunio, in cui ha attraversato momenti di profondo sconforto, fino al recupero della fiducia in sé stesso e nelle proprie capacità. Anche grazie allo sport. Prima il basket in carrozzina, poi la pallamano e da alcuni anni il tennis in carrozzina a livello agonistico. Al momento dell’incidente Massimo lavorava come pasticcere e non era uno sportivo. Poi, spinto da alcuni amici e frequentando i corsi di avviamento allo sport messi a disposizione dall’Inail, ha iniziato ad allenarsi regolarmente e a poco a poco si è reinserito nella società. “Non sapevo neanche come fosse fatta una racchetta da tennis - spiega. Ma mi è venuto subito spontaneo giocare ed ho imparato in fretta. Il tennis mi regala energia e benessere e fatto nuove amicizie. Ma quando scendo in campo è una guerra: io voglio vincere!”.

L’impegno dell’Istituto per le persone con disabilità da lavoro. Il reinserimento sociale delle persone con disabilità da lavoro attraverso lo sport affianca il sostegno economico destinato dall’Inail agli assistiti e, con il tempo, ha acquisito un ruolo sempre più centrale tra le attività istituzionali. Attraverso il Centro Protesi di Vigorso di Budrio, l’Istituto fornisce i servizi necessari per avviare il percorso di riabilitazione, servizi che possono includere anche protesi per praticare diverse attività sportive. Oltre al supporto offerto attraverso il Centro Protesi, le sue filiali e i punti di assistenza attivi sul territorio, Inail mette a disposizione dei propri assistiti, con la collaborazione del Comitato Italiano Paralimpico, corsi di avviamento allo sport con l’obiettivo di ottenere un maggior benessere psicofisico per gli infortunati e il loro reinserimento sociale.

L’eredità di Antonio Maglio. Precursore e personalità di riferimento in Italia nell’uso dello sport come strumento di riabilitazione e reinserimento degli infortunati sul lavoro è stato proprio un medico dell’Inail, Antonio Maglio, ispiratore dei primi Giochi Paralimpici di Roma nel 1960. Il patrimonio di competenze che oggi ci appartiene in questo settore, affonda le radici in quegli anni. Il progetto “Sport senza barriere” è stato ideato per raccogliere quell’esperienza e testimoniarne il valore, offrendo un segnale di continuità.

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