INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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12/11/2021

Centro protesi Inail, inaugurato l’edificio storico dopo i lavori di ristrutturazione

La sezione ospita i nuovi reparti di degenza, gli ambulatori, gli studi medici e altri ambienti che saranno messi a disposizione degli assistiti. Il taglio del nastro è stato affidato alla ministra per le disabilità Erika Stefani e al presidente dell’Inail Franco Bettoni

Taglio del nastro al blocco storico del Centro protesi Inail di Vigorso di Budrio inaugurato alla presenza del presidente Bettoni e del ministro per la disabilità Stefani venerdì 12 novembre 2021
BUDRIO - Un nuovo abito per Vigorso. È stato inaugurato, dopo un lungo lavoro di ristrutturazione, l’edificio storico del Centro protesi Inail. Al taglio del nastro sono intervenuti, tra gli altri: la ministra per le disabilità Erika Stefani, il presidente dell’Inail Franco Bettoni, il direttore generale facente funzioni dell’Istituto Giuseppe Mazzetti, l’assessore regionale Emilia Romagna per le politiche sanitarie Raffaele Donini, il sindaco di Bologna Matteo Lepore e quello di Budrio Maurizio Mazzanti. Ad accogliere gli ospiti, con un discorso di benvenuto, il direttore centrale Inail assistenza protesica e riabilitazione Giorgio Soluri. Presenti all’iniziativa anche i due atleti paralimpici Simone Manigrasso e Manu Maxcell. L’inaugurazione rientra nell’ambito delle iniziative dedicate al 60° anniversario dalla fondazione del Centro protesi Inail.

Nuovi spazi per le degenze e laboratori per il reinserimento sociale degli assistiti. La sezione ristrutturata ospita i nuovi reparti di degenza, gli ambulatori, gli studi medici e altri ambienti che saranno messi a disposizione degli assistiti in regime residenziale: laboratori per le attività finalizzate al reinserimento nella vita di relazione, palestre per il training per l’insegnamento del corretto utilizzo degli ausili e delle protesi. Ristrutturata anche la cappella di culto cattolico dove il direttore dell’ufficio di pastorale sanitaria dell’Arcidiocesi di Bologna, Francesco Scimè, ha celebrato, in occasione del taglio del nastro della struttura, la messa dei degenti. Il luogo di culto che ospita un organo del 1500 è impreziosito da alcune sculture dell’artista Angelo Biancini, il Crocifisso e le formelle della Via crucis.

L’edificio storico ospitò il primo sanatorio antitubercolare della provincia di Bologna. Prima della nascita del Centro protesi, l’edificio storico di via Rabuina, risalente al 1904, ospitò il primo sanatorio antitubercolare della provincia di Bologna, sorto grazie al medico condotto Ettore Zanardi. Una volta conclusa l’emergenza tubercolosi l’Inail, nel 1943, lo acquistò dall’Opera pia ricovero ospedale di Budrio per collocarvi prima, in via provvisoria, il Cto di Bologna (inagibile all’epoca nella sua sede originaria a causa dei bombardamenti della seconda guerra mondiale) e poi il Centro di rieducazione funzionale per infortunati sul lavoro a cui, nel 1961, venne annessa la nuova officina ortopedica, divenuta poi il Centro protesi. L’Istituto affidò a Johannes Schmidl l’incarico di dirigerla per sviluppare innovativi filoni di ricerca e applicare un nuovo modello terapeutico basato sul legame tra protesi e riabilitazione.

Ricerca e sperimentazione accompagnano fin dalle origini l’operato della struttura. Il Centro protesi realizza, ogni anno, oltre 10.000 prestazioni protesiche a favore di persone con disabilità da lavoro e invalidi civili provenienti anche dall’estero. Presso la struttura Inail la persona con disabilità viene seguita dal punto di vista tecnico, sanitario e psicosociale al fine di sviluppare abilità e potenzialità che consentano al paziente di raggiungere il maggior grado di autonomia possibile. Fin dall’inizio della sua storia l’attività del Centro è stata caratterizzata dall’avvio di importanti studi di ricerca e da innovative sperimentazioni. Risale al 1963 lo studio che portò alla realizzazione della prima protesi mioelettrica, realizzata grazie a Johannes Schmidl e al suo gruppo di lavoro. Molte le collaborazioni del Centro nel settore della ricerca e della sperimentazione, con l’Istituto italiano di tecnologia di Genova, il Campus Bio-medico di Roma, la Scuola superiore Sant’Anna di Pisa.

Dalle protesi sportive a quelle di uso quotidiano. Sono state realizzate a Budrio le protesi di molte atlete e atleti in gara alle Paralimpiadi di Tokyo, tra cui quelle per le tre regine della velocità nei 100 metri T63: Ambra Sabatini, Martina Caironi e Monica Contrafatto. I prestigiosi traguardi raggiunti nello sport hanno consentito ai tecnici e agli operatori dell’Inail di trasferire i progressi maturati alle protesi di uso quotidiano, contribuendo in modo significativo al miglioramento delle condizioni di vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie.

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